Risposta breve: la tiroide provoca la caduta dei capelli?
Sì. Sia un ipotiroidismo (funzionalità ridotta) sia un ipertiroidismo (funzionalità eccessiva) della tiroide possono provocare la caduta dei capelli, perché gli ormoni tiroidei T3 e T4 regolano direttamente il ciclo del capello. La perdita è di norma diffusa, ovvero un diradamento uniforme di tutto il cuoio capelluto senza chiazze prive di capelli (telogen effluvium). In circa il 30 % dei nuovi casi di ipotiroidismo manifesto compare la caduta dei capelli (American Thyroid Association). Una volta riportata la tiroide ai valori normali (eutiroidismo), i capelli di solito ricrescono nell’arco di diversi mesi.
- La caduta è diffusa su tutto il cuoio capelluto, non a chiazze.
- Non esiste un valore di TSH fisso a partire dal quale i capelli cadono.
- Una volta raggiunto l’eutiroidismo la caduta è di solito reversibile.
Quando i capelli si assottigliano e contemporaneamente compaiono stanchezza, variazioni di peso o sensibilità al freddo, il sospetto ricade rapidamente sulla tiroide. A ragione: gli ormoni tiroidei sono tra i più potenti segnali di regolazione della crescita dei capelli. Questo articolo spiega il meccanismo preciso, inquadra ipotiroidismo, ipertiroidismo e Hashimoto, chiarisce il fenomeno della caduta (shedding) dopo l’inizio della L-tiroxina e mostra quali valori conviene davvero far misurare. Stato della ricerca: giugno 2026.
Sommario
- Come la tiroide regola la crescita dei capelli
- Ipotiroidismo (funzionalità tiroidea ridotta) e caduta dei capelli
- Ipertiroidismo (funzionalità tiroidea eccessiva) e caduta dei capelli
- La tiroide modifica la struttura del capello?
- Tiroidite di Hashimoto e distinzione dall’alopecia areata
- Caduta dei capelli dall’inizio della L-tiroxina: cosa si cela dietro lo shedding
- Diagnosi: quali valori tiroidei far misurare in caso di caduta dei capelli?
- Trattamento e ricrescita dei capelli nella caduta da tiroide
- Caduta diffusa da tiroide o caduta genetica?
- Domande frequenti su caduta dei capelli e tiroide
Come la tiroide regola la crescita dei capelli
La tiroide regola la crescita dei capelli perché i follicoli piliferi possiedono propri recettori per gli ormoni tiroidei ed elaborano l’ormone tiroideo a livello locale. Billoni et al. hanno dimostrato sul British Journal of Dermatology (2000) che il follicolo pilifero umano esprime recettori per l’ormone tiroideo, con predominanza dell’isoforma TRβ1. Il capello quindi non reagisce solo indirettamente attraverso il metabolismo, ma direttamente all’ormone.
Lo studio centrale in materia è di van Beek et al. (Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 2008). In vitro il T4 prolunga la fase di crescita (anagen) dei follicoli piliferi, aumenta la divisione delle cellule della matrice del capello e favorisce la pigmentazione. Un dato significativo: il follicolo trascrive i geni della deiodinasi D2 e D3 e converte così localmente il T4 nel più attivo T3.
In parole semplici: senza la giusta quantità di ormone tiroideo alla radice del capello, il follicolo passa troppo presto dalla modalità di crescita a quella di caduta. La catena d’azione in breve: il T4 raggiunge il follicolo, l’enzima D2 ne forma localmente T3, questo si lega al recettore TRβ1 e riduce l’inibitore dell’anagen TGF-β2. In questo modo la fase di crescita resta attiva più a lungo. Quando l’equilibrio ormonale si altera per carenza o eccesso, il processo si inverte: i follicoli scivolano anticipatamente nella fase di riposo (telogen) e i capelli cadono in modo diffuso. Come si combinano le singole fasi lo spiega il nostro approfondimento sul ciclo del capello.
A completare il quadro, l’effetto si osserva anche a livello delle cellule staminali: nel modello murino, lo spegnimento dei recettori TRα1 e TRβ blocca la mobilizzazione delle cellule staminali del follicolo pilifero dalla fase di riposo, attraverso un’alterazione della via Wnt/β-catenina (Contreras-Jurado et al., 2015). Questo spiega perché un disturbo della tiroide non solo rallenta la produzione di nuovi capelli, ma manda fuori sincrono l’intero ciclo. È proprio questa sincronizzazione comune di molti follicoli a far sì che la caduta si presenti diffusa su tutto il cuoio capelluto e non in singole chiazze.

Come l’ormone tiroideo regola il ciclo del capello
Tiroide: T4/T3
gli ormoni raggiungono il follicolo
D2 converte il T4 in T3
nel follicolo pilifero
Il T3 si lega a TRβ1
recettore nel follicolo
Il TGF-β2 diminuisce
inibitore dell’anagen ridotto
Fase anagen prolungata
il capello cresce più a lungo
In caso di carenza o eccesso l’equilibrio si altera: i follicoli entrano anticipatamente in telogen e la caduta diventa diffusa.
Ipotiroidismo (funzionalità tiroidea ridotta) e caduta dei capelli
Un ipotiroidismo provoca una caduta dei capelli diffusa: un diradamento uniforme di tutto il cuoio capelluto senza chiazze prive di capelli. In Germania l’ipotiroidismo manifesto interessa circa l’1 % della popolazione, la forma latente (subclinica) dal 3 al 16 % a seconda dell’età e del metodo di misurazione (IQWiG, gesundheitsinformation.de). Il dato spesso citato di 5 persone su 100 riunisce entrambe le forme.
Tipico per il capello nell’ipotiroidismo è, oltre al diradamento, un capello secco e fragile, nonché la possibile perdita di sopracciglia e peluria corporea (Cleveland Clinic). Classico è il cosiddetto segno di Hertoghe, la perdita del terzo esterno delle sopracciglia. È però aspecifico e da solo non costituisce una prova, come spieghiamo nella sezione FAQ.
Spesso si accompagnano stanchezza, aumento di peso, sensibilità al freddo e pelle secca (NHS). Per l’inquadramento da parte del medico di base di un valore anomalo, in Germania fa fede la linea guida AWMF-S2k 053-046 „Valore di TSH elevato nella pratica del medico di base” (DEGAM, aggiornamento 19.01.2024). Un approfondimento sull’ipotiroidismo si trova nel nostro contributo dedicato: curando la tiroide i capelli ricrescono.

Ipertiroidismo (funzionalità tiroidea eccessiva) e caduta dei capelli
Anche un ipertiroidismo provoca una caduta dei capelli diffusa e non cicatriziale. Il capello appare spesso fine, morbido e setoso, è meno resistente alla trazione e si spezza più facilmente. Possono essere interessati anche il terzo esterno delle sopracciglia, le ciglia e la peluria ascellare e pubica (review NIH/PMC „Impact of Thyroid Dysfunction on Hair Disorders”).
Il meccanismo è in un certo senso l’immagine speculare dell’ipotiroidismo: un eccesso di T3 e T4 accorcia la fase di crescita e accelera il passaggio alla fase telogen, e in più lo stress ossidativo danneggia i follicoli. I sintomi che lo accompagnano sono di norma sudorazione aumentata, perdita di peso, tachicardia e agitazione interiore.
Sulla frequenza circola il dato secondo cui la caduta dei capelli interesserebbe fino al 15 % dei pazienti con ipertiroidismo (Deutsches Schilddrüsenzentrum). Questa cifra proviene da una fonte secondaria e va intesa come orientamento di massima. Importante è il messaggio di fondo: non solo una carenza, ma anche un eccesso di ormone tiroideo costa capelli.
In pratica ciò significa che, nella ricerca della causa, l’ipertiroidismo viene facilmente trascurato, perché molti pensano dapprima solo all’ipotiroidismo. Chi nota capelli fini e fragili insieme a tachicardia, agitazione e perdita di peso inspiegabile dovrebbe far indagare mirata l’ipertiroidismo. Anche qui vale: prima si corregge il disturbo funzionale, poi di norma il ciclo del capello si riprende nell’arco di diversi mesi.
La tiroide modifica la struttura del capello?
Sì, un disturbo della tiroide spesso modifica anche la struttura stessa del capello, non solo la densità. In caso di ipotiroidismo il capello diventa di norma secco, fragile, friabile e appare ruvido, quasi „a paglia” (review NIH/PMC; Cleveland Clinic). Molte persone notano il cambiamento di consistenza prima della caduta vera e propria.
In caso di ipertiroidismo si osserva il contrario: il capello diventa fine, morbido e setoso, alcuni descrivono un „capello a peluria” che tiene a malapena la piega (review NIH/PMC). Questa variazione di texture è un indizio pratico per il proprio inquadramento. Resta però un indizio, non una prova. La certezza la fornisce esclusivamente l’esame del sangue.
Tiroidite di Hashimoto e distinzione dall’alopecia areata
La tiroidite di Hashimoto è la causa più frequente dell’ipotiroidismo ed è una malattia autoimmune. Dal punto di vista diagnostico si rileva di solito un aumento degli anticorpi anti-TPO (anticorpi contro la perossidasi tiroidea), talvolta anche degli anticorpi anti-Tg. La caduta dei capelli segue qui il modello diffuso dell’ipotiroidismo.
Importante è la distinzione dall’alopecia areata, la perdita di capelli a chiazze circolari. Entrambi i processi autoimmuni compaiono di frequente insieme: uno studio caso-controllo su base di popolazione con 33.401 soggetti (Wohl et al., JDDG 2026) ha riscontrato per l’associazione tra Hashimoto e alopecia areata un odds ratio di 1,67 (intervallo di confidenza al 95 % da 1,58 a 1,77). Una randomizzazione mendeliana (Frontiers in Endocrinology, 2024) supporta un’indicazione causale dall’ipotiroidismo all’alopecia areata (OR 1,43), ma non dall’ipertiroidismo.
Cruciale per chi ne soffre: l’alopecia areata è una malattia diversa dalla caduta dei capelli da tiroide. Si presenta a chiazze, con macchie prive di capelli grandi come una moneta e dai bordi netti, e si basa su un attacco dei linfociti T al follicolo. La semplice normalizzazione del TSH non guarisce l’alopecia areata. Chi quindi, accanto a un diradamento diffuso, scopre all’improvviso chiazze circolari prive di capelli, dovrebbe farle valutare separatamente dal dermatologo.
| Caratteristica | Caduta da tiroide (telogen effluvium) | Alopecia areata (caduta a chiazze) |
|---|---|---|
| Modello | diffuso, tutto il cuoio capelluto | a chiazze, macchie circolari dai bordi netti |
| Causa | la carenza o l’eccesso ormonale sposta il ciclo del capello | attacco autoimmune dei linfociti T al follicolo |
| Risposta alla regolazione della tiroide | di solito regredisce dopo l’eutiroidismo | non guarisce con la normalizzazione del TSH |
Caso particolare dopo la gravidanza (tiroidite post partum)
Non ogni caduta dei capelli dopo il parto è il normale effluvio post partum, che si risolve da sé. Dietro può celarsi anche un’infiammazione transitoria della tiroide dopo il parto, la tiroidite post partum. Spesso attraversa una fase con ipertiroidismo e successivamente con ipotiroidismo e può spostare il ciclo del capello nello stesso modo. Se la caduta dei capelli dopo la gravidanza è insolitamente intensa o si protrae oltre i tempi consueti, è opportuno far controllare i valori tiroidei dal medico.
Caduta dei capelli dall’inizio della L-tiroxina: cosa si cela dietro lo shedding
La caduta dei capelli subito dopo l’inizio o l’aggiustamento della dose di L-tiroxina è un fenomeno descritto di frequente e all’inizio sembra paradossale. La spiegazione: molti follicoli rimasti bloccati nella fase di riposo vengono riattivati contemporaneamente (rilascio telogen) e spingono fuori tutti insieme i vecchi capelli. Una seconda possibile causa è una dose non ancora regolata correttamente, ossia o un ipotiroidismo ancora presente o un ipertiroidismo transitorio.
Questo shedding inizia di solito alcuni mesi dopo l’avvio, perché i follicoli reagiscono in ritardo, e dura di norma solo pochi mesi. Con la stabilizzazione del valore di TSH si attenua abitualmente. Le prove a riguardo provengono prevalentemente da portali informativi per pazienti e dell’industria farmaceutica (ad esempio Paloma Health, Drugs.com), non da letteratura primaria solida. Indicazioni precise in settimane sarebbero perciò poco serie.
Importante per l’inquadramento
In presenza di uno shedding di questo tipo, non sospendete la L-tiroxina di vostra iniziativa. L’episodio è di solito transitorio e la sospensione aggraverebbe l’ipotiroidismo sottostante. I capelli che cadono in questa fase non sono persi in modo definitivo: lasciano spazio a nuovi capelli sani. Parlate dell’osservazione con il vostro medico e attendete la corretta regolazione della dose.
Diagnosi: quali valori tiroidei far misurare in caso di caduta dei capelli?
Per l’inquadramento di una caduta dei capelli da tiroide rientrano il valore di base TSH e gli ormoni liberi fT3 e fT4, integrati dagli anticorpi anti-TPO e, in caso di sospetto morbo di Basedow, dai TRAb. Importante in premessa: tutti gli intervalli di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo, valgono quindi solo „a seconda del laboratorio”. E le unità mU/L, mIU/L e µIU/ml sono identiche 1:1, anche se sui referti vengono scritte in modi diversi.

L’effetto „aha” leggendo il referto: il TSH si comporta in modo opposto a fT3 e fT4. In caso di ipotiroidismo il TSH è elevato, mentre fT3 e fT4 sono bassi. Nell’ipertiroidismo è il contrario. Ciò dipende dal circuito di regolazione tra ipofisi e tiroide, in cui il TSH, come ormone di controllo dell’ipofisi, stimola la tiroide. Può inoltre risultare utile un’ecografia (ultrasuoni della tiroide).
Gli anticorpi distinguono tra loro le cause: anti-TPO elevati indicano una tiroidite di Hashimoto, mentre TRAb positivi depongono per un morbo di Basedow e nell’Hashimoto puro restano di solito negativi. Il valore soglia degli anti-TPO è fortemente dipendente dal dosaggio e varia a seconda del laboratorio da circa 9 a 60 IU/ml, motivo per cui un singolo valore numerico senza l’intervallo di riferimento del relativo laboratorio dice poco. Proprio per questo su ogni referto deve comparire l’intervallo di normalità del laboratorio stesso, a cui fare riferimento.
| Valore | Ipotiroidismo | Intervallo normale | Ipertiroidismo | Unità |
|---|---|---|---|---|
| TSH | elevato (oltre ca. 4,2) | 0,27–4,20 | ridotto (sotto ca. 0,27) | µIU/ml (= mIU/L = mU/L) |
| fT4 (T4 libero) | ridotto | 0,8–1,8 | elevato | ng/dl |
| fT3 (T3 libero) | ridotto | 2,0–4,4 | elevato | pg/ml |
| Anti-TPO | elevati nell’Hashimoto | sotto 34 (negativo) | di solito normali | IU/ml |
| TRAb | di solito normali | sotto 1,0 (negativo) | elevati nel Basedow | mU/l (= IU/L) |
Gli intervalli di riferimento variano a seconda del laboratorio e del metodo di misurazione. Il valore soglia degli anti-TPO è, a seconda del dosaggio, tra circa 9 e 60 IU/ml; 34 IU/ml è un valore di laboratorio tedesco frequente. Fonti: Endokrinologikum Hamburg, Deutsches Schilddrüsenzentrum.
Se il medico di base ha misurato solo il TSH e i capelli continuano a cadere, conviene rivolgersi mirata all’endocrinologo con una lista di valori chiara. La checklist seguente può essere stampata o portata come screenshot. Il ruolo che i valori del sangue rivestono in generale nella caduta dei capelli è approfondito nel nostro contributo sull’esame del sangue in caso di caduta dei capelli.
Briefing per l’endocrinologo: i valori da portare con sé
Da richiedere all’endocrinologo se è stato determinato solo il TSH e i capelli continuano a cadere:
- ☐ fT3 (T3 libero) – funzionalità tiroidea
- ☐ fT4 (T4 libero) – funzionalità tiroidea
- ☐ Anti-TPO – marcatore autoimmune (Hashimoto)
- ☐ TRAb – marcatore autoimmune (morbo di Basedow)
- ☐ Ferritina – riserve di ferro, frequente concausa di caduta diffusa dei capelli
- ☐ Vitamina D (25-OH) – carenza frequente
- ☐ Selenio – solo nel contesto Hashimoto e in caso di carenza dimostrata, con accompagnamento medico
Niente autodiagnosi: questa lista è una base di dialogo per la visita medica, non un sostituto della valutazione del medico.
Trattamento e ricrescita dei capelli nella caduta da tiroide
Il trattamento della caduta dei capelli da tiroide consiste nel compensare il disturbo funzionale sottostante, non nel trattare il capello separatamente. In caso di ipotiroidismo la L-tiroxina sostituisce il T4 mancante. Dopo una modifica della dose il TSH viene di norma controllato ogni 6-8 settimane (NHS). Una volta raggiunto l’eutiroidismo, il ciclo del capello di solito si normalizza da sé.
In caso di ipertiroidismo i tireostatici riducono la produzione ormonale. Il telogen effluvium regredisce poi di norma nell’arco di diversi mesi (review NIH/PMC). In entrambi i casi vale: la normalizzazione del tasso di telogen richiede tempo, perché prima deve esaurirsi la fase di riposo dei follicoli interessati, prima che ricrescano nuovi capelli.
Quanto duri si può indicare solo come orientamento di massima. Un miglioramento visibile compare di solito nell’arco di 3-6 mesi dalla normalizzazione, la densità piena può essere raggiunta solo dopo 9-12 mesi, in caso di malattia pregressa di lunga durata anche più tardi (Forum Schilddrüse). La timeline seguente mostra il modello consueto.
| Periodo | Cosa accade nel follicolo |
|---|---|
| Mese 1–2 | Il valore ormonale si normalizza, la caduta si arresta lentamente. |
| Mese 3–4 | I follicoli rientrano nella fase di crescita (anagen). |
| Mese 5–6 | Diventano visibili i primi capelli nuovi, ancora sottili (baby hair). |
Orientamento di massima. Il periodo di 3-6 mesi corrisponde all’incirca alla durata della fase telogen, prima che ricrescano nuovi capelli.
Un dato pratico per tranquillizzare: lavare, pettinare o tingere normalmente i capelli non accelera la caduta. I capelli interessati sono già in fase telogen e si staccano comunque; la gestione quotidiana li porta solo un po’ prima alla vista, anziché far perdere capelli in più.
Selenio nell’Hashimoto: cosa dice davvero l’evidenza
Nel contesto Hashimoto il selenio viene spesso proposto come integrazione, ma l’evidenza a riguardo è debole e disomogenea. Una revisione Cochrane (van Zuuren et al., 4 studi randomizzati, 463 partecipanti) afferma testualmente che i dati sulla supplementazione di selenio nell’Hashimoto sono „incomplete and not reliable”, ovvero incompleti e non abbastanza affidabili per decisioni cliniche. Singoli studi hanno mostrato una riduzione degli anti-TPO, ma il loro significato clinico resta incerto.
Una meta-analisi più recente del 2024 (35 studi) rileva anch’essa una riduzione degli anti-TPO, ma con bassa qualità dell’evidenza e forte eterogeneità (I² = 90 %). Da ciò non è possibile dedurre alcuna raccomandazione generale. Il selenio entra in considerazione tutt’al più in caso di carenza dimostrata e sotto accompagnamento medico, non come terapia standard e non in autonomia. Quali nutrienti abbiano davvero senso e quando lo inquadra il nostro contributo sulle capsule contro la caduta dei capelli.
Caduta diffusa da tiroide o caduta genetica?
La caduta da tiroide è diffusa e interessa tutto il cuoio capelluto, mentre la caduta genetica (androgenetica) segue un modello: stempiature e diradamento della zona della scriminatura nell’uomo, una scriminatura sempre più larga nella donna. Il meccanismo è del tutto diverso: da un lato uno spostamento del ciclo del capello per carenza ormonale, dall’altro una miniaturizzazione dei follicoli mediata dal DHT.
| Caratteristica | Tiroide (telogen effluvium) | Alopecia androgenetica (AGA) |
|---|---|---|
| Modello | diffuso, tutto il cuoio capelluto | stempiature e scriminatura (uomo), scriminatura più larga (donna) |
| Meccanismo | spostamento del ciclo del capello in fase telogen | miniaturizzazione dei follicoli mediata dal DHT |
| Reversibilità | di solito reversibile dopo l’eutiroidismo | progressiva, senza trattamento non reversibile |
Le due condizioni possono coesistere, e non di rado. In uno studio su donne con alopecia androgenetica si è riscontrato nel 31,25 % anche un ipotiroidismo (review NIH/PMC). Una randomizzazione mendeliana non ha però mostrato alcun nesso causale dalla tiroide all’alopecia androgenetica (p oltre 0,05). Le due cause sono indipendenti e possono sovrapporsi. Per approfondire la forma a modello leggete il nostro contributo sull’alopecia androgenetica.
In pratica ciò significa: il primo passo è capire quale tipo si presenta. La caduta diffusa da tiroide o da TE va trattata in ambito internistico e non è adatta a un trapianto di capelli. Solo la caduta genetica, a modello, risponde ai prodotti per la crescita dei capelli o a un trapianto di capelli.
Per chiarire se nel vostro caso sia presente una caduta genetica (a modello), su cui un trattamento possa agire, è utile l’analisi capillare gratuita di Elithair. Lo stato della tiroide in sé non può valutarlo. Quello deve obbligatoriamente chiarirlo il medico tramite esami del sangue.
Domande frequenti su caduta dei capelli e tiroide
Quale valore di TSH provoca la caduta dei capelli?
Non esiste un valore soglia di TSH fisso per la caduta dei capelli. L’American Thyroid Association afferma esplicitamente che non c’è una correlazione affidabile tra il livello di TSH, T3 o T4 e l’intensità dei sintomi. La caduta dei capelli può comparire già in un ipotiroidismo subclinico. Un singolo valore soglia non si può quindi indicare in modo serio.
I capelli ricrescono dopo la regolazione della tiroide?
Di norma sì. Dopo aver raggiunto l’eutiroidismo il ciclo del capello si riprende di solito nell’arco di diversi mesi, un miglioramento visibile compare spesso dopo 3-6 mesi. La densità piena può richiedere più tempo.
Hashimoto e caduta dei capelli: cosa fare?
Fate regolare la tiroide dal medico (di solito L-tiroxina) e, oltre al TSH, fate controllare gli anti-TPO e i valori accompagnatori. Se compaiono anche chiazze circolari prive di capelli dai bordi netti, pensate a un’alopecia areata. È una malattia a sé, che si tratta separatamente.
Anche un ipertiroidismo può provocare la caduta dei capelli?
Sì. Anche un ipertiroidismo provoca una caduta diffusa dei capelli, spesso con un capello più fine e morbido, che si spezza più facilmente (review NIH/PMC). Dopo la regolazione dell’ipertiroidismo la caduta regredisce di norma nell’arco di mesi.
Con la tiroide si perdono le sopracciglia?
È possibile la perdita del terzo esterno (laterale) delle sopracciglia, il cosiddetto segno di Hertoghe. È considerato classico, ma è aspecifico e compare anche nella dermatite atopica e in altre malattie. Da solo non è una prova di un disturbo della tiroide (DocCheck Flexikon; QJM Oxford 2023).
Caduta dei capelli da quando prendo le compresse per la tiroide: è normale?
Uno shedding iniziale all’avvio della terapia con L-tiroxina è descritto di frequente ed è di solito transitorio. Non sospendete le compresse di vostra iniziativa, ma parlate dell’osservazione con il medico e attendete la corretta regolazione della dose.
Quanto dura la ricrescita?
Da 3 a 6 mesi perché compaia un miglioramento visibile. La densità piena può essere raggiunta solo dopo 9-12 mesi o più tardi, perché il ciclo del capello deve prima recuperare la fase telogen trascorsa.
Fonti scientifiche
- van Beek N et al.: Thyroid hormones directly alter human hair follicle functions. J Clin Endocrinol Metab (2008). PubMed
- Billoni N et al.: Thyroid hormone receptor beta1 is expressed in the human hair follicle. Br J Dermatol (2000). PubMed
- Wohl Y et al.: Associazione tra tiroidite di Hashimoto e alopecia areata (OR 1,67). JDDG (2026). Wiley Online Library
- van Zuuren EJ et al.: Selenium supplementation for Hashimoto’s thyroiditis (revisione Cochrane). Cochrane Database Syst Rev (2013). PubMed
- Hussein RS et al.: Impact of Thyroid Dysfunction on Hair Disorders (rassegna). NIH/PMC (2023). PMC
- American Thyroid Association: Hair loss and thyroid disorders (nessun valore soglia di TSH fisso). Clinical Thyroidology for Patients. thyroid.org
- DEGAM: linea guida AWMF-S2k 053-046 „Valore di TSH elevato nella pratica del medico di base” (2024). Registro AWMF
- IQWiG / gesundheitsinformation.de: ipotiroidismo (Hypothyreose), dati di prevalenza. gesundheitsinformation.de
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la diagnosi o il trattamento medico. In caso di caduta dei capelli e sospetto di un disturbo della tiroide rivolgetevi al vostro medico.
Temi correlati dal nostro cluster sulla caduta dei capelli: vitamine contro la caduta dei capelli, carenza di ferro e caduta dei capelli, oltre all’approfondimento su tiroide e ricrescita dei capelli.

Dr. Imad Moustafa
Specialista in trapianto di capelli