Lo shampoo al ketoconazolo è già nell’armadietto del bagno, oppure si sta pensando di comprarlo perché i capelli si diradano. La risposta breve, subito: il principio attivo è autorizzato contro la forfora e la dermatite seborroica del cuoio capelluto, non contro la caduta dei capelli. L’impiego contro la caduta è off-label e i dati a sostegno sono pochi: la revisione sistematica di Fields et al. (2020, Dermatologic Therapy) ha individuato in tutto il mondo soltanto cinque studi sull’uomo, con 318 partecipanti complessivi. Questo articolo distingue con precisione ciò che è dimostrato, ciò che è in discussione e ciò che il ketoconazolo non può fare.
In sintesi
- ✓Il ketoconazolo al 2 % è autorizzato contro la forfora e la dermatite seborroica del cuoio capelluto, non contro la caduta dei capelli di tipo androgenetico
- ✓Nizoral, Trosyd e Ketonova sono nomi commerciali dello stesso principio attivo nella stessa concentrazione
- ✓L’effetto sul cuoio capelluto è dimostrato, ma non è un effetto autonomo sulla crescita dei capelli
- ✓Il ketoconazolo non è un bloccante del DHT e non sostituisce minoxidil o finasteride
L’indice mostra dove trovare che cosa. Poi si entra nel dettaglio, preparato per preparato e studio per studio.
Sommario
- Il ketoconazolo funziona contro la caduta dei capelli?
- Che cos’è il ketoconazolo e che cos’è il Nizoral?
- Per che cosa è autorizzato il ketoconazolo e perché nella caduta dei capelli è off-label
- Come agisce il ketoconazolo su cuoio capelluto e capelli
- Che cosa mostrano gli studi su ketoconazolo e caduta dei capelli
- Ketoconazolo o minoxidil? Un inquadramento onesto
- Come si usa correttamente lo shampoo al ketoconazolo
- Effetti indesiderati, sicurezza e l’avvertenza dell’EMA
- Shampoo Nizoral e caduta dei capelli: quanto valgono davvero le recensioni
- Quando lo shampoo non è la risposta: inquadrare correttamente la caduta dei capelli
- Conclusione: il ketoconazolo è un prodotto per il cuoio capelluto, non per la ricrescita
- Domande frequenti sul ketoconazolo contro la caduta dei capelli
- Fonti
Il ketoconazolo funziona contro la caduta dei capelli?
Il ketoconazolo contro la caduta dei capelli agisce attraverso il cuoio capelluto, non attraverso il bulbo. Il principio attivo è dimostrato là dove è autorizzato: forfora e dermatite seborroica del cuoio capelluto. Come rimedio autonomo contro la caduta androgenetica non è né autorizzato né sostenuto da studi solidi.
Quanto siano distanti i due livelli di prova lo dicono i numeri. La sicurezza della formulazione in shampoo al 2 per cento si basa, secondo la scheda tecnica dello shampoo al ketoconazolo 20 mg/g, su 22 studi clinici con 2.890 pazienti. Per un effetto contro la caduta dei capelli, invece, la revisione sistematica di Fields et al. (2020) ha trovato soltanto cinque studi sull’uomo, con 318 partecipanti in tutto.
La conclusione di quella revisione è che il ketoconazolo topico rappresenta una terapia complementare o alternativa promettente nell’alopecia androgenetica. Nello stesso passaggio gli autori annotano che mancano studi randomizzati controllati con una potenza sufficiente. «Promettente» significa quindi: non smentito, ma nemmeno dimostrato.
Per la decisione conta soprattutto la seconda metà della risposta. Chi ha forfora, prurito o un cuoio capelluto irritato tratta un fattore di disturbo reale per la crescita dei capelli. Chi ha un cuoio capelluto tranquillo e senza forfora e usa lo shampoo solo contro la caduta non ha alcun bersaglio dimostrato su cui il principio attivo possa agire.
Che cos’è il ketoconazolo e che cos’è il Nizoral?
Il ketoconazolo è il principio attivo, Nizoral uno dei suoi nomi commerciali. Dal punto di vista chimico è un derivato imidazolico-diossolanico di sintesi del gruppo degli antimicotici (codice ATC D01AC08). Secondo la scheda tecnica inibisce la biosintesi dell’ergosterolo nella membrana cellulare dei funghi e agisce così su dermatofiti e lieviti, in primo luogo sulla Malassezia, un tempo chiamata Pityrosporum ovale.
Nizoral, Trosyd e Ketonova: un principio attivo, preparati diversi
Nizoral, Trosyd Dermatite Seborroica e Forfora e Ketonova contengono tutti ketoconazolo in concentrazione del 2 per cento. Chi cerca lo shampoo Nizoral contro la caduta dei capelli sta in realtà cercando il ketoconazolo. Dietro Nizoral 20 mg/g shampoo c’è EG S.p.A., dietro Trosyd Dermatite Seborroica e Forfora c’è Giuliani S.p.A. e dietro Ketonova 2 % c’è Sifarma S.p.A.
Tutti i preparati italiani al 2 per cento qui citati non sono soggetti a prescrizione medica: nella Banca Dati Farmaci dell’AIFA figurano come medicinali OTC oppure SOP, cioè senza obbligo di ricetta. Si acquistano quindi direttamente in farmacia, senza passare dal medico; la differenza tra le due categorie riguarda la possibilità di pubblicizzare il prodotto, non la ricetta.

| Preparato | Contenuto di principio attivo | Forma farmaceutica | Autorizzato per | Stato nella caduta dei capelli |
|---|---|---|---|---|
| Nizoral 20 mg/g shampoo (EG S.p.A.) | 2 % (20 mg/g) | Shampoo | Dermatite seborroica del cuoio capelluto, forfora | Off-label |
| Nizoblue, ex Triatop (EG S.p.A.), autorizzato ma attualmente non in commercio | 1 % (10 mg/g) | Shampoo | Forfora, cute grassa e prurito del cuoio capelluto | Off-label |
| Trosyd Dermatite Seborroica e Forfora (Giuliani S.p.A.) | 2 % | Shampoo | Forfora e dermatite seborroica del cuoio capelluto | Off-label |
| Ketonova 2 % shampoo (Sifarma S.p.A.) | 2 % | Shampoo | Dermatite seborroica del cuoio capelluto | Off-label |
1 % o 2 %? Che cosa significa la differenza di concentrazione
In Italia i medicinali a base di ketoconazolo in commercio come shampoo sono al 2 per cento. Anche tutti gli studi citati in questo articolo, cioè Piérard-Franchimont 1998 e Khandpur 2002, hanno esaminato il ketoconazolo al 2 %; le revisioni di Fields 2020 e Gupta 2025 riassumono studi senza limitarsi a una sola concentrazione. Studi condotti sulla concentrazione all’1 % non ce ne sono.
La variante all’1 per cento, che nei forum compare spesso, in Italia esiste solo sulla carta: l’autorizzazione di Nizoblue, ex Triatop, è attiva, ma il prodotto non risulta al momento in commercio. Il tema arriva soprattutto dal mercato statunitense, dove Nizoral A-D all’1 % si acquista senza ricetta, dopo il passaggio da medicinale su prescrizione a medicinale da banco, mentre gli shampoo al 2 % restano soggetti a prescrizione. È una situazione che non si può trasferire all’Italia, dove il 2 per cento si acquista in farmacia senza ricetta.
In pratica significa che i prodotti antiforfora cosmetici del supermercato non raggiungono la concentrazione a cui si riferiscono gli studi. Chi vuole la variante testata prende il medicinale al 2 per cento in farmacia e si attiene al suo foglio illustrativo.
Per che cosa è autorizzato il ketoconazolo e perché nella caduta dei capelli è off-label
Il ketoconazolo al 2 % è autorizzato per patologie del cuoio capelluto e della pelle, non per la caduta dei capelli. Le indicazioni autorizzate cambiano a seconda del preparato e della forma farmaceutica. Negli shampoo per il cuoio capelluto si tratta di dermatite seborroica e forfora; i fogli illustrativi dei preparati italiani indicano esattamente questo ambito. Altri preparati possono coprire ulteriori indicazioni. Fa sempre fede il foglio illustrativo del preparato che si ha in mano. L’alopecia androgenetica non compare in nessuna di queste autorizzazioni.
Che cosa significa uso off-label nel caso del ketoconazolo?
Uso off-label significa, nel caso del ketoconazolo, impiegare un medicinale autorizzato al di fuori delle indicazioni per cui è stato studiato e approvato. Sono autorizzate le patologie del cuoio capelluto come la dermatite seborroica, non la caduta dei capelli di tipo androgenetico. Ne derivano tre conseguenze.
Uso off-label del ketoconazolo: tre conseguenze concrete
- ✓Nessuna efficacia verificata: per l’obiettivo «caduta dei capelli» l’efficacia non è mai stata esaminata nella procedura di autorizzazione e infatti non compare nella scheda tecnica.
- ✓Off-label: se un impiego al di fuori dell’autorizzazione abbia senso lo decide il medico. Una prova di efficacia contro la caduta dei capelli non esiste.
- ✓Responsabilità spostata: la responsabilità dell’applicazione ricade su chi la esegue o sul medico che la segue, motivo per cui un breve confronto è utile.
Se ci si trovi davvero in ambito off-label dipende da un dettaglio. Chi ha forfora o una dermatite seborroica e per questo si tratta usa il preparato all’interno della sua autorizzazione e magari ne trae di riflesso un vantaggio anche per i capelli. Chi non ha alcun disturbo del cuoio capelluto e si lava i capelli esclusivamente per la caduta è del tutto fuori dall’autorizzazione.
Non è una particolarità italiana. Anche in Francia l’autorizzazione dei preparati a base di ketoconazolo copre, secondo l’ANSM, esclusivamente la dermatite seborroica e la pitiriasi versicolor, e il rimborso vale solo per queste indicazioni. L’impiego contro la caduta dei capelli è off-label lì come qui.
Come agisce il ketoconazolo su cuoio capelluto e capelli
La via dimostrata: attraverso il cuoio capelluto
La via d’azione dimostrata del ketoconazolo passa per il microbioma del cuoio capelluto. I lieviti del genere Malassezia fanno parte della normale flora cutanea, ma possono concorrere a una dermatite seborroica con desquamazione, microinfiammazione e prurito. Secondo la scheda tecnica il ketoconazolo inibisce la biosintesi dell’ergosterolo di questi lieviti e riporta così la Malassezia su livelli più contenuti.
Da qui deriva il legame indiretto con i capelli: un cuoio capelluto cronicamente irritato e infiammato è un ambiente sfavorevole alla crescita. È esattamente quanto osservano Gupta et al. (2025, JEADV Clinical Practice), quando descrivono come lo shampoo al ketoconazolo possa ridurre l’infiammazione cronica del cuoio capelluto, che altrimenti danneggia i follicoli. Non è l’effetto di un prodotto per la ricrescita, è un miglioramento delle condizioni.

L’ipotesi della via sulla 5-alfa-reduttasi
Si discute inoltre di un lieve effetto antiandrogeno direttamente sul cuoio capelluto. Gupta et al. (2025) citano proprietà antiandrogene del ketoconazolo come possibile contributo a una minore perdita di capelli, limitatamente al breve tempo di contatto dello shampoo sulla pelle. Questa via non è dimostrata: è un’ipotesi plausibile e come tale viene trattata nella letteratura specialistica.
Un effetto sistemico come quello della finasteride per via orale non entra quindi in alcun modo in gioco. La scheda tecnica riporta che dopo l’applicazione dello shampoo al 2 per cento sul cuoio capelluto non è stato rilevato ketoconazolo nel plasma e che l’assorbimento percutaneo è trascurabile.
Un equivoco frequente: il ketoconazolo non è un bloccante del DHT
Su molti siti divulgativi lo shampoo al ketoconazolo viene presentato come un bloccante del DHT vero e proprio. È una definizione che non regge. Il principio attivo è autorizzato come antimicotico, e un effetto antiandrogeno viene discusso solo come ipotesi circoscritta a livello locale, non come meccanismo dimostrato.
Il dato che circola spesso, secondo cui il ketoconazolo abbasserebbe il DHT sul cuoio capelluto dal 12 al 16 per cento dopo quattro settimane, non si ritrova in nessuna delle fonti primarie consultate, né negli studi né nelle schede tecniche. Va trattato come un’informazione non documentata che gira in rete, non come un valore misurato.
Che cosa mostrano gli studi su ketoconazolo e caduta dei capelli
La letteratura su ketoconazolo e caduta dei capelli è fatta di pochi lavori di piccole dimensioni, nessuno dei quali è una prova di efficacia randomizzata e controllata con placebo. Non è un giudizio, è lo stato dell’arte che la revisione sistematica di Fields et al. (2020, Dermatologic Therapy) ha fissato dopo l’esame di 47 lavori: sette studi inclusi, di cui cinque sull’uomo con 318 partecipanti.
Il lavoro più vecchio e più citato è quello di Piérard-Franchimont et al. (1998, Dermatology), diviso in due parti. Nella prima, 27 uomini con caduta androgenetica al vertice hanno usato per 21 mesi soltanto uno shampoo al ketoconazolo 2 %, mentre altri 12 hanno usato uno shampoo non medicato. È stato misurato il Pilary Index, cioè il prodotto tra quota di capelli in anagen e diametro del fusto. Nel gruppo ketoconazolo è salito, nel gruppo di controllo è sceso. Non era una misurazione della densità dei capelli. E non era uno studio randomizzato né controllato con placebo.
La seconda parte è quella da cui nasce la frase famosa secondo cui il ketoconazolo agirebbe come il minoxidil. Dietro ci sono otto uomini, quattro per gruppo, seguiti per sei mesi. In entrambi i gruppi il diametro del fusto è aumentato di circa il 7 per cento. Da quattro persone contro quattro non si ricava alcuna equivalenza, eppure in rete è esattamente questo che si continua a fare.
Khandpur et al. (2002, Journal of Dermatology) hanno confrontato per un anno quattro gruppi di trattamento con 100 uomini in tutto. Il risultato migliore è stato quello di finasteride più minoxidil (36 pazienti), seguito da finasteride più shampoo al ketoconazolo (10 pazienti). Un punto importante per l’interpretazione: un gruppo con il solo ketoconazolo non esisteva, il principio attivo è stato esaminato unicamente come aggiunta alla finasteride.
Il lavoro più recente è la revisione di Gupta et al. (2025, JEADV Clinical Practice). Per forfora e dermatite seborroica colloca lo shampoo al ketoconazolo, sulla base di più studi randomizzati in doppio cieco, al di sopra di solfuro di selenio, corticosteroidi e zinco piritione. In caso di alopecia androgenetica la revisione definisce lo shampoo una possibile aggiunta a minoxidil e finasteride, non un sostituto.
L’indizio più forte è un’assenza. La linea guida europea S3 sul trattamento dell’alopecia androgenetica di Kanti et al. non nomina il ketoconazolo in nessun punto e di conseguenza non lo valuta. Un principio attivo che non compare nella linea guida di riferimento non è un’opzione terapeutica di seconda scelta: semplicemente non è valutato.
Prima di trarne una conclusione personale conviene fare un passaggio intermedio: la scarsità di studi dice qualcosa sul principio attivo, non sulla causa della propria caduta. Che cosa possa davvero aiutare dipende da ciò che c’è dietro: il cuoio capelluto, un fattore diffuso o la predisposizione. Una panoramica delle cause della caduta dei capelli aiuta a fare ordine; il confronto schema per schema si trova più avanti, nella tabella di inquadramento.
| Studio e anno | Disegno e partecipanti | Risultato | Che cosa lo studio non mostra |
|---|---|---|---|
| Piérard-Franchimont 1998, parte 1 | Non randomizzato, senza placebo; 39 uomini, di cui 27 con shampoo al ketoconazolo e 12 con shampoo di controllo, per 21 mesi | Il Pilary Index (quota di anagen × diametro del fusto) è salito con il ketoconazolo ed è sceso nel gruppo di controllo | Nessun confronto con il minoxidil, nessuna randomizzazione, nessun disegno in cieco |
| Piérard-Franchimont 1998, parte 2 | Sottocampione molto piccolo; 8 uomini, 4 con ketoconazolo contro 4 con minoxidil 2 %, per 6 mesi | Il diametro del fusto è aumentato in entrambi i gruppi di circa il 7 % | Nessuna equivalenza con il minoxidil: con 4 partecipanti contro 4 il dato non è trasferibile |
| Khandpur 2002 | In aperto, randomizzato, 100 uomini in 4 gruppi per 1 anno | Effetto migliore con finasteride più minoxidil, poi finasteride più ketoconazolo | Nessuna monoterapia con ketoconazolo, quindi nessuna prova per il solo shampoo |
| Fields 2020, revisione sistematica | 7 lavori inclusi, di cui 5 studi sull’uomo con 318 partecipanti | Inquadramento come terapia complementare o alternativa promettente | Nessuno studio randomizzato con potenza sufficiente |
| Gupta 2025, revisione | Panoramica più recente sul ketoconazolo nella cura dei capelli | Possibile aggiunta a minoxidil o finasteride, si discute un lieve effetto locale | Nessuna equivalenza dimostrata, nessuna raccomandazione a livello di autorizzazione |
Ketoconazolo o minoxidil? Un inquadramento onesto
Ketoconazolo e minoxidil non sono alternative sullo stesso piano: si trovano su livelli diversi di autorizzazione e di evidenza. Il minoxidil è autorizzato per l’alopecia androgenetica e nella linea guida europea S3 di Kanti et al. ha il grado di evidenza più alto. Il ketoconazolo è autorizzato contro le patologie del cuoio capelluto e nella caduta dei capelli è off-label.
Per dare un’idea delle proporzioni: la stessa linea guida quantifica la diffusione fino all’80 per cento degli uomini caucasici e al 42 per cento delle donne, con frequenza crescente con l’età. Per un cambiamento così comune, che progredisce negli anni, la scelta del principio attivo non è un dettaglio, e uno shampoo con dati incerti non sostituisce un medicinale autorizzato.

Per la combinazione vale un’indicazione di buon senso, non un piano di trattamento. Il foglio illustrativo del minoxidil richiede espressamente l’applicazione su cuoio capelluto completamente asciutto, perché la pelle umida diluisce la concentrazione e può aumentare il passaggio nel circolo sanguigno. Chi usa entrambi lava prima, lascia asciugare del tutto e parla della combinazione con il medico.
Nella pratica quotidiana significa soprattutto separare nel tempo il giorno del lavaggio e l’applicazione del minoxidil. Chi usa lo shampoo al ketoconazolo la mattina e applica il minoxidil la sera, su cuoio capelluto ormai asciutto, rispetta l’indicazione del foglio illustrativo senza tempi di attesa in bagno. Poiché lo shampoo è previsto solo due volte alla settimana, questa organizzazione riguarda comunque solo due giorni su sette.
Un’interazione farmacologica tra i due prodotti non è né dimostrata né esclusa: la scheda tecnica del ketoconazolo riporta che non sono stati condotti studi di interazione. È qualcosa di diverso dall’innocuità ed è un motivo in più per non avviare la combinazione da soli.
| Criterio | Ketoconazolo 2 % topico | Minoxidil topico | Finasteride orale |
|---|---|---|---|
| Autorizzazione nell’alopecia androgenetica | No, off-label | Sì | Sì, negli uomini |
| Sede d’azione | Cuoio capelluto, a livello locale | Follicolo pilifero e cuoio capelluto | Sistemica, 5-alfa-reduttasi di tipo II |
| Meccanismo d’azione | Antimicotico, si discute un lieve effetto antiandrogeno locale | Vasodilatatore, prolunga la fase anagen | Abbassa il DHT sistemico |
| Forza dell’evidenza | 5 piccoli studi sull’uomo, nessuno studio randomizzato di peso | Grado di evidenza più alto nella linea guida S3 | Evidenza alta, standard di linea guida negli uomini |
| Ruolo nel trattamento | Tutt’al più complementare | Terapia di prima linea | Terapia di prima linea negli uomini |
Il ketoconazolo funziona contro la caduta dei capelli nelle donne?
Per le donne vale, sul ketoconazolo contro la caduta dei capelli, lo stesso inquadramento valido per gli uomini, ma su una base di dati ancora più sottile. L’autorizzazione degli shampoo al 2 per cento vale indipendentemente dal sesso e copre le patologie del cuoio capelluto, non la caduta dei capelli. Un’affermazione di efficacia specifica per sesso sui capelli non esiste.
Il motivo è negli studi stessi: Piérard-Franchimont et al. (1998) hanno esaminato 39 uomini, Khandpur et al. (2002) 100 uomini. I due lavori clinici più citati su ketoconazolo e caduta androgenetica hanno quindi incluso soltanto uomini. Alle donne non si può trasferire nulla, né in positivo né in negativo.
Conta invece la differenza sui medicinali autorizzati. La linea guida europea S3 di Kanti et al. attribuisce al minoxidil il grado di evidenza più alto anche nelle donne, mentre la finasteride orale è raccomandata come terapia negli uomini. Per una donna colpita dalla caduta dei capelli nelle donne il punto di partenza è quindi diverso da quello di un uomo con lo stesso quadro.
In gravidanza e allattamento vale l’avvertenza riportata più avanti, nella sezione sulla sicurezza: mancano studi controllati e, secondo la scheda tecnica, dopo l’applicazione sul cuoio capelluto non è stato rilevato ketoconazolo nel plasma. Un breve confronto con il medico, il farmacista o l’ostetrica resta comunque la strada migliore rispetto a una decisione presa da soli.
Che cosa fare se il ketoconazolo da solo non basta?
Se il ketoconazolo da solo non basta, il passo successivo porta ai principi attivi autorizzati per la caduta dei capelli, non al prossimo shampoo. Secondo gli studi il ketoconazolo resta una possibile aggiunta, ed è così che lo inquadrano anche Gupta et al. (2025). Il pilastro del trattamento è un altro.
Come procedere
- ✓Il cuoio capelluto resta irritato: se forfora e prurito non migliorano seguendo lo schema del foglio illustrativo, il quadro va valutato da un dermatologo, invece di lasciare lo shampoo in posa più a lungo.
- ✓Lo schema avanza: con tempie che arretrano e vertice diradato il minoxidil è il topico con il grado di evidenza più alto della linea guida europea S3.
- ✓Uomini con decorso androgenetico: la finasteride per via orale è la terapia raccomandata dalla stessa linea guida, soggetta a prescrizione e con un proprio profilo di effetti indesiderati.
- ✓Se si cerca un’azione sul DHT: che cosa sia dimostrato in questo gruppo di sostanze e che cosa resti marketing lo chiarisce la nostra panoramica sui bloccanti del DHT.
- ✓Altri principi attivi negli shampoo: caffeina, zinco piritione e solfuro di selenio hanno basi di dati proprie e di qualità diversa; Gupta et al. (2025) vedono il ketoconazolo in vantaggio sulla forfora rispetto a zinco piritione e solfuro di selenio. Il confronto si trova nella nostra panoramica sullo shampoo contro la caduta dei capelli.
Da tutto questo non si ricava una sequenza valida per tutti. Quale di queste strade abbia senso dipende dalla causa, dall’età e dalle patologie preesistenti, e tutti i principi attivi citati vanno discussi con un medico. Più avanti la tabella di inquadramento aiuta a mettere ordine, per prima cosa, nel proprio schema di caduta.
Come si usa correttamente lo shampoo al ketoconazolo
Lo shampoo al ketoconazolo non si usa come uno shampoo normale, ma secondo uno schema fisso con un tempo di posa. La scheda tecnica dello shampoo al ketoconazolo 20 mg/g indica circa 5 ml di prodotto sul cuoio capelluto inumidito, da 3 a 5 minuti di posa, un risciacquo accurato e un’applicazione due volte alla settimana per 2-4 settimane.
Segue la fase di mantenimento, con un’applicazione ogni 1 o 2 settimane. I fogli illustrativi degli altri preparati al 2 per cento indicano schemi molto simili: in caso di forfora due volte alla settimana per 4 settimane, poi una volta ogni 1 o 2 settimane; in caso di dermatite seborroica due volte alla settimana per 2-4 settimane. Conviene attenersi allo schema del proprio preparato, non a una regola empirica media.
L’applicazione in quattro passaggi (secondo la scheda tecnica dello shampoo al ketoconazolo 20 mg/g)
- ✓Inumidire bene capelli e cuoio capelluto con acqua.
- ✓Massaggiare delicatamente circa 5 ml di shampoo su tutto il cuoio capelluto, non solo sulle lunghezze.
- ✓Lasciare in posa da 3 a 5 minuti, poi risciacquare accuratamente.
- ✓Applicare due volte alla settimana per 2-4 settimane, poi ogni 1 o 2 settimane a scopo preventivo.

Un’indicazione che nei forum sfugge regolarmente: questi dati valgono esclusivamente per l’applicazione topica come shampoo o soluzione. Non sono trasferibili alle compresse di ketoconazolo, la cui autorizzazione come antimicotico nell’Unione Europea è sospesa dal 2013. Se ne parla più avanti, nella sezione su sicurezza e avvertenza dell’EMA.
Altrettanto diffuso è il consiglio di lasciare lo shampoo in posa più a lungo o tutta la notte, per rafforzare il presunto effetto sul DHT. Non ha alcun fondamento. La scheda tecnica indica un tempo di posa preciso, e un contatto più lungo aumenta soprattutto il rischio di irritazione, bruciore e dermatite da contatto, senza alcun beneficio aggiuntivo dimostrato.
Sui tempi: forfora e prurito, seguendo gli schemi di applicazione delle schede tecniche, migliorano di norma entro poche settimane. Un eventuale effetto sui capelli, a causa del ciclo del capello , sarebbe valutabile al più presto dopo mesi, perché la fase di crescita di un capello dura anni.
I motivi più frequenti per cui un’applicazione viene vissuta come inefficace sono di tipo pratico: tempo di posa troppo breve, applicazione irregolare, un giudizio dato già dopo due settimane e l’avvio contemporaneo di più prodotti, che rende impossibile qualsiasi attribuzione.

Effetti indesiderati, sicurezza e l’avvertenza dell’EMA
Gli effetti indesiderati dello shampoo al ketoconazolo sono in larga parte locali. La scheda tecnica dello shampoo al ketoconazolo 20 mg/g si basa su dati di sicurezza di 2.890 pazienti provenienti da 22 studi clinici; nessun effetto indesiderato si è presentato con una frequenza pari o superiore all’1 per cento. I più comuni sono le reazioni in sede di applicazione, come arrossamento, irritazione e prurito.
| Frequenza | Effetti indesiderati documentati |
|---|---|
| Non comuni (da 1 su 1.000 a 1 su 100) | Alopecia, pelle secca, alterazione della struttura superficiale dei capelli, eruzione cutanea, sensazione di bruciore cutaneo, follicolite, aumento della lacrimazione, reazioni in sede di applicazione come arrossamento, irritazione e prurito |
| Rari (da 1 su 10.000 a 1 su 1.000) | Ipersensibilità, alterazioni del gusto, irritazioni oculari, acne, dermatite da contatto, alterazioni funzionali della pelle, desquamazione cutanea, pustole in sede di applicazione |
| Frequenza non nota | Angioedema, orticaria, alterazione del colore dei capelli |
Una riga di questa tabella merita una spiegazione a sé. L’alopecia, cioè la caduta dei capelli, è elencata come effetto indesiderato non comune dello shampoo al ketoconazolo. Un prodotto che molte persone usano contro la caduta dei capelli può quindi, in casi non comuni, provocarla. Fa parte di un inquadramento onesto, anche se è scomodo.
Più capelli nella spazzola: rottura o caduta vera?
Uno shedding iniziale, come quello descritto per il minoxidil, per il ketoconazolo non è documentato nella scheda tecnica consultata. L’alopecia elencata è un evento singolo non comune, non un fenomeno iniziale tipico per tutti. Chi nelle prime settimane vede più capelli non dovrebbe comunque liquidare la cosa: la scheda tecnica riporta l’alopecia tra i possibili effetti indesiderati, e dietro possono esserci anche un’irritazione o un’allergia da contatto. Se l’aumento persiste, va valutato dal medico invece di proseguire il trattamento.
La spiegazione più plausibile è la rottura del capello per secchezza. Gli shampoo medicati seccano il fusto più degli shampoo cosmetici; i capelli spezzati sono più corti e non hanno l’estremità biancastra della radice, quelli caduti invece sì. Un balsamo sulle lunghezze, non sul cuoio capelluto, di solito risolve il problema.

Altri punti dai fogli illustrativi, ciascuno specifico per preparato: l’alterazione del colore dei capelli è elencata come effetto indesiderato con frequenza non nota, un aspetto che può avere il suo peso su capelli tinti, decolorati o con permanente. L’età minima cambia da preparato a preparato: alcuni shampoo medicati sono indicati solo a partire dai 12 anni, perché nei bambini più piccoli non sono stati studiati.
Per gravidanza e allattamento, secondo la scheda tecnica, non sono disponibili studi controllati sufficienti; i dati provenienti da un numero limitato di gravidanze esposte non mostrano segnali di effetti indesiderati, e dopo l’applicazione sul cuoio capelluto non è stato rilevato ketoconazolo nel plasma. Un breve confronto con il medico o l’ostetrica resta comunque sensato.
Sull’uso dopo un trapianto di capelli non si esprime nessuno dei fogli illustrativi e delle schede tecniche consultati. Il cuoio capelluto appena trapiantato è un caso particolare, per cui non può esistere un via libera generale. Qui conviene chiedere alla clinica che segue il decorso dopo l’intervento.
Shampoo non è compressa: che cosa riguarda davvero l’avvertenza EMA del 2013
Nel 2013 l’Agenzia europea per i medicinali (EMA), con una procedura ai sensi dell’articolo 31 della direttiva 2001/83/CE, ha raccomandato la sospensione delle autorizzazioni dei medicinali a base di ketoconazolo per via orale impiegati come antimicotico in tutta l’Unione Europea. L’impiego nella sindrome di Cushing non rientra nel provvedimento e resta autorizzato nell’UE. Il motivo erano danni epatici fino all’insufficienza epatica, più frequenti e più gravi che con altri antimicotici, per lo più da 1 a 6 mesi dopo l’inizio del trattamento e anche alla dose giornaliera raccomandata di 200 mg. In Italia l’AIFA ha pubblicato il 20 agosto 2013 una propria Nota Informativa Importante, che precisa espressamente: «Le formulazioni topiche di ketoconazolo (crema, shampoo e ovuli) non sono interessate dal provvedimento».
Questa misura riguarda esclusivamente le compresse. Shampoo, soluzione e crema non sono interessati, perché secondo la scheda tecnica attraverso il cuoio capelluto non avviene un assorbimento sistemico rilevante. E nemmeno per l’uso orale si tratta di un divieto generale: per il trattamento della sindrome di Cushing il ketoconazolo orale resta autorizzato nell’Unione Europea, ed è un ambito a sé, gestito dal medico.
Shampoo Nizoral e caduta dei capelli: quanto valgono davvero le recensioni
Chi cerca esperienze sullo shampoo Nizoral nella caduta dei capelli trova soprattutto due schieramenti: racconti entusiasti di capelli più folti e delusioni altrettanto nette. Entrambi possono avere ragione, perché descrivono situazioni di partenza diverse. Su questo tema le recensioni sono particolarmente inaffidabili per motivi metodologici.
Quattro motivi spiegano quasi ogni differenza tra due recensioni dello stesso shampoo.
Perché le recensioni sullo shampoo al ketoconazolo sono così distanti tra loro
- ✓Nessun braccio di controllo: nessuno può confrontare la propria testa trattata con la propria testa non trattata.
- ✓Ricambio stagionale dei capelli: la quantità di capelli che cadono varia nel corso dell’anno, indipendentemente da qualsiasi trattamento.
- ✓Trattamenti paralleli: molti iniziano più prodotti insieme, il che rende impossibile ogni attribuzione. Ed è esattamente il motivo per cui anche in Khandpur et al. (2002) non si è potuto dire nulla sul solo ketoconazolo, dato che il principio attivo è stato esaminato unicamente insieme alla finasteride.
- ✓Aspettativa: chi acquista e usa un prodotto in modo consapevole valuta la propria testa diversamente da un osservatore neutrale.
Il motivo più importante è però un altro. Chi aveva davvero forfora o una dermatite seborroica vive un miglioramento reale e ben documentato del cuoio capelluto. Meno prurito, meno forfora, meno bisogno di grattarsi, capelli complessivamente più gestibili. Nella recensione questo effetto reale viene poi descritto facilmente come ricrescita, anche se a migliorare è stato il cuoio capelluto e non la densità dei capelli.
Secondo gli studi è quindi plausibile riferire: cuoio capelluto più tranquillo, meno desquamazione, meno prurito e una sensazione soggettivamente migliore dei capelli. Non è invece dimostrata una ricrescita verificabile nei punti già calvi. Per questa affermazione non si trova alcun fondamento né in Fields et al. (2020), né in Gupta et al. (2025), né nelle schede tecniche.
Invece di orientarsi sulle esperienze altrui conviene osservare il proprio decorso. Lo schema seguente, su otto settimane, distingue che cosa si possa davvero valutare e in quale momento. Due premesse: i fogli illustrativi indicano, per l’uso autorizzato, di rivolgersi al medico se dopo circa quattro settimane non c’è alcun miglioramento. E un periodo di osservazione non è un motivo per rimandare un accertamento necessario. Se qualcosa peggiora, se il cuoio capelluto si irrita o se i capelli cadono in quantità nettamente maggiore, si va dal medico prima.
| Momento | A che cosa fare attenzione | Che cosa sarebbe un cambiamento reale | Che cosa non si può ancora valutare |
|---|---|---|---|
| Prima di iniziare | Definire l’applicazione secondo il foglio illustrativo: frequenza, tempo di posa, risciacquo accurato. Foto con la stessa luce, la stessa angolazione e capelli asciutti. Annotare forfora e prurito | Nulla, è il punto di partenza | Tutto |
| Settimana 2 | Desquamazione, prurito, arrossamento. Verificare onestamente se tempo di posa e frequenza siano stati davvero rispettati | Forfora e prurito sensibilmente ridotti | Densità dei capelli e quantità di capelli che cadono |
| Settimana 4 | Aspetto del cuoio capelluto, sebo, tollerabilità | Cuoio capelluto più tranquillo, nessun bruciore, nessuna irritazione | La crescita dei capelli |
| Settimana 8 | Seconda foto nelle stesse condizioni | Cuoio capelluto stabilmente tranquillo, aspetto dei capelli nel migliore dei casi invariato e stabile | Se nei punti calvi ricrescano capelli nuovi |
| Dopo la settimana 8 | Tirare le somme | Problema del cuoio capelluto risolto significa obiettivo raggiunto. Aspetto dei capelli ulteriormente peggiorato significa: far accertare la causa dal medico | Un effetto contro la caduta dei capelli androgenetica |

Quando lo shampoo non è la risposta: inquadrare correttamente la caduta dei capelli
Se il ketoconazolo possa fare qualcosa nel proprio caso dipende dal tipo di caduta dei capelli. Il principio attivo è autorizzato contro le cause legate al cuoio capelluto. In caso di caduta dei capelli diffusa e di caduta androgenetica non incide sulla causa, e nella linea guida europea S3 non compare.
Tre schemi si distinguono bene con un po’ di osservazione. Legato al cuoio capelluto significa: forfora, prurito, cute arrossata o grassa. Diffuso significa: diradamento uniforme su tutta la testa, spesso per carenze, ormoni, farmaci o stress. Androgenetico significa: tempie che arretrano e vertice diradato nell’arco di anni, secondo uno schema tipico.
Alcuni quadri vanno comunque valutati dal medico: chiazze rotondeggianti senza capelli, un cuoio capelluto dolente o con cicatrici, una caduta improvvisa e abbondante e un’eruzione del cuoio capelluto. L’importante è che un trattamento con lo shampoo non copra un quadro che ha bisogno di cure, invece di chiarirlo.

| Che cosa si osserva | Depone piuttosto per | Che cosa può fare lì il ketoconazolo | Passo successivo sensato |
|---|---|---|---|
| Forfora, prurito, cute arrossata o grassa, i capelli cadono in modo diffuso | Patologia del cuoio capelluto, dermatite seborroica | Uso autorizzato, qui sta l’effetto dimostrato | Usare il preparato secondo il foglio illustrativo, dal dermatologo se non migliora |
| Diradamento uniforme su tutta la testa, molti più capelli nella spazzola e nello scarico | Caduta dei capelli diffusa, telogen effluvium | Nulla sulla causa, tutt’al più cura del cuoio capelluto | Far accertare le cause: esami del sangue, farmaci, tiroide |
| Tempie che arretrano, vertice diradato, schema che si ripete negli anni | Alopecia androgenetica | Tutt’al più un ruolo complementare, non è un medicinale autorizzato contro questa forma | Parlare con il medico dei principi attivi autorizzati, far inquadrare lo schema |
| Zone calve che non cambiano da anni | Follicoli forse persi in modo definitivo; solo il medico può valutarlo, e proprio un’alopecia cicatriziale dall’esterno può sembrare del tutto normale | Nulla, lì non ricrescono capelli | Inquadrare lo schema, poi valutare un trapianto di capelli |
| Chiazze rotondeggianti senza capelli, dolore, cicatrici, caduta improvvisa e abbondante | Un quadro che richiede cure | L’applicazione può mascherare il quadro | Farsi visitare in tempi brevi, senza trattarsi da soli |

Un limite resta uguale per tutti gli shampoo: nessuno shampoo riporta indietro follicoli persi in modo definitivo. Se i follicoli di una zona calva siano davvero persi non si decide però allo specchio. Proprio le alopecie cicatriziali sembrano, dall’esterno, poco appariscenti e vanno valutate dal dermatologo prima di pianificare qualsiasi cosa. Una volta fatto questo accertamento, se i follicoli sono davvero persi per sempre, un trapianto di capelli può far crescere di nuovo capelli propri in quel punto. Si prelevano follicoli propri dalla nuca (FUE) e si impiantano con la tecnica DHI, in anestesia locale e con la supervisione medica di ogni passaggio.
Prima ancora che si arrivi a questa domanda viene l’inquadramento. La nostra analisi gratuita dei capelli è esattamente questo: un’analisi ottica dello schema di caduta sulla base delle foto inviate, che aiuta a inquadrare il tipo di caduta presente. Non sostituisce un esame del sangue né una visita dermatologica, e finisce regolarmente con un no: dopo la nostra valutazione rifiutiamo circa il 40 per cento delle richieste, perché un trapianto non è la risposta giusta.
Conclusione: il ketoconazolo è un prodotto per il cuoio capelluto, non per la ricrescita
Il ketoconazolo contro la caduta dei capelli è una scelta sensata quando il problema è il cuoio capelluto. Contro la forfora e la dermatite seborroica il principio attivo è autorizzato, ben studiato e, secondo Gupta et al. (2025), superiore a diversi altri principi attivi antiforfora. Elimina così un fattore di disturbo reale per una crescita sana dei capelli.
Un medicinale autorizzato per la ricrescita non lo è. L’evidenza in questo senso è fatta di cinque piccoli studi sull’uomo con 318 partecipanti in tutto, nella linea guida europea S3 il ketoconazolo non compare e nelle schede tecniche l’alopecia figura addirittura tra gli effetti indesiderati non comuni. Come complemento può avere il suo posto, come sostituto dei principi attivi autorizzati no.
In pratica significa: trattare un cuoio capelluto desquamato e irritato secondo il foglio illustrativo e dargli qualche settimana. Se poi la caduta resta invariata o prosegue secondo uno schema, la causa è probabilmente altrove. Dal solo decorso non lo si può dimostrare, perché sono possibili ritardi del ciclo e più cause contemporaneamente. Il passo successivo è quindi l’accertamento medico, non il prossimo shampoo.
Domande frequenti sul ketoconazolo contro la caduta dei capelli
Il ketoconazolo aiuta contro la caduta dei capelli ereditaria?
No, per la caduta dei capelli ereditaria il ketoconazolo non è né autorizzato né dimostrato. La revisione sistematica di Fields et al. (2020) ha trovato solo cinque studi sull’uomo con 318 partecipanti e nessuno studio randomizzato di peso, e la linea guida europea S3 di Kanti et al. non nomina il principio attivo. È dimostrato l’effetto contro la forfora e la dermatite seborroica del cuoio capelluto.
Lo shampoo al ketoconazolo può fermare la caduta dei capelli?
Manca la prova. Se un cuoio capelluto desquamato e infiammato disturba la crescita, trattare questo fattore può migliorare la situazione; se agisca anche sul decorso androgenetico in sé non è stato studiato a sufficienza. Gli studi disponibili sono piccoli e metodologicamente deboli: la questione è aperta, non è una prova di inefficacia.
Che cos’è il Nizoral ed è la stessa cosa del ketoconazolo?
Nizoral è un nome commerciale, il ketoconazolo è il principio attivo che contiene. Nizoral 20 mg/g shampoo di EG S.p.A. contiene lo stesso principio attivo nella stessa concentrazione di Trosyd Dermatite Seborroica e Forfora o di Ketonova 2 %.
Lo shampoo al ketoconazolo è soggetto a prescrizione?
In Italia no: nella Banca Dati Farmaci dell’AIFA gli shampoo al ketoconazolo 2 % figurano come medicinali OTC o SOP, cioè non soggetti a prescrizione medica, e si acquistano direttamente in farmacia. La classificazione varia però da Paese a Paese: in altri mercati europei lo stesso tipo di preparato si ottiene solo con la ricetta.
Basta uno shampoo all’1 per cento o serve il 2 per cento?
Gli shampoo al ketoconazolo in commercio in Italia come medicinali sono al 2 per cento; l’unica autorizzazione all’1 per cento (Nizoblue, ex Triatop) è attiva, ma il prodotto non risulta in commercio. Questo vale per gli shampoo, non per ogni forma farmaceutica del ketoconazolo. Gli studi primari citati qui (Piérard-Franchimont 1998, Khandpur 2002) hanno esaminato il ketoconazolo al 2 %; le revisioni riassumono anche altre concentrazioni. La domanda sull’1 per cento arriva dal mercato statunitense, dove Nizoral A-D all’1 % si acquista senza ricetta.
Il ketoconazolo è un bloccante del DHT?
No, il ketoconazolo è autorizzato come antimicotico topico. Gupta et al. (2025) discutono le proprietà antiandrogene solo come ipotesi circoscritta a livello locale, per il breve tempo di contatto sul cuoio capelluto. Il dato che circola su una riduzione del DHT dal 12 al 16 per cento non si ritrova in nessuna fonte primaria.
Ketoconazolo o minoxidil: che cosa è meglio?
I due non stanno sullo stesso piano. Il minoxidil è autorizzato per l’alopecia androgenetica e nella linea guida europea S3 ha il grado di evidenza più alto, il ketoconazolo nella caduta dei capelli è off-label. La parità spesso citata viene da un esperimento parziale con otto uomini, quattro per gruppo.
Le donne possono usare lo shampoo al ketoconazolo contro la caduta dei capelli?
L’autorizzazione degli shampoo al 2 per cento vale indipendentemente dal sesso, ma copre le patologie del cuoio capelluto e non la caduta dei capelli. Un’affermazione di efficacia dimostrata per le donne non esiste, perché Piérard-Franchimont et al. (1998) e Khandpur et al. (2002) hanno esaminato solo uomini. Nella caduta androgenetica femminile il minoxidil ha, secondo la linea guida europea S3, il grado di evidenza più alto.
Quante volte va usato lo shampoo al ketoconazolo?
La scheda tecnica dello shampoo al ketoconazolo 20 mg/g indica due volte alla settimana per 2-4 settimane, con 3-5 minuti di posa, poi ogni 1 o 2 settimane a scopo preventivo. Un’applicazione quotidiana non è prevista, e lo schema cambia leggermente da preparato a preparato.
Quanto tempo serve prima di vedere qualcosa?
Forfora e prurito, seguendo gli schemi di applicazione delle schede tecniche, migliorano di solito entro poche settimane. Un cambiamento sui capelli, a causa del ciclo del capello, sarebbe valutabile al più presto dopo mesi, e un effetto autonomo sulla crescita non è comunque dimostrato.
All’inizio cadono più capelli?
Uno shedding iniziale, come quello descritto per il minoxidil, per il ketoconazolo non è documentato nella scheda tecnica consultata. È possibile che si tratti di capelli spezzati per secchezza: sono più corti e non hanno l’estremità biancastra della radice. Certezze però non ce ne sono: la scheda tecnica elenca l’alopecia tra i possibili effetti indesiderati. Se l’aumento persiste o il cuoio capelluto è irritato, meglio sospendere il preparato e farsi visitare dal medico.
Il ketoconazolo può causare lui stesso la caduta dei capelli?
È possibile: l’alopecia è elencata nella scheda tecnica del ketoconazolo come effetto indesiderato non comune, cioè da 1 su 1.000 a 1 su 100 utilizzatori. Se durante l’uso la caduta aumenta nettamente, conviene parlarne con il medico o con il farmacista.
Quali effetti indesiderati ha lo shampoo al ketoconazolo?
Soprattutto locali: pelle secca, sensazione di bruciore, irritazione, arrossamento e prurito in sede di applicazione, oltre a dermatite da contatto o ipersensibilità. La scheda tecnica classifica queste reazioni come «non comuni», cioè almeno 1 su 1.000 e meno di 1 su 100 trattati. I dati di sicurezza provengono, secondo la scheda tecnica, da 22 studi clinici con 2.890 pazienti, nei quali nessun effetto indesiderato ha raggiunto una frequenza dell’1 per cento.
Il ketoconazolo esiste anche in compresse e si possono prendere?
Le autorizzazioni dei medicinali a base di ketoconazolo per via orale sono sospese nell’Unione Europea dal 2013, dopo che l’EMA aveva valutato gravi danni epatici nella procedura ai sensi dell’articolo 31. Il provvedimento riguardava l’impiego come antimicotico. Non è un divieto generale per ogni uso orale: per il trattamento della sindrome di Cushing il ketoconazolo orale resta autorizzato nell’UE, ed è un ambito a sé, gestito dal medico. Contro la caduta dei capelli le compresse di ketoconazolo non sono in nessun caso un’opzione; shampoo e soluzione non sono interessati dal provvedimento.
Si può usare lo shampoo al ketoconazolo dopo un trapianto di capelli?
Non esiste un via libera generale: nessuno dei fogli illustrativi e delle schede tecniche consultati si esprime sul cuoio capelluto appena trapiantato. Meglio chiedere alla clinica che segue il decorso dopo l’intervento, prima di usare uno shampoo medicato.
Fonti
Fonti utilizzate (aggiornamento: settembre 2026)
- Fields JR, Vonu PM, Monir RL, Schoch JJ (2020): Topical ketoconazole for the treatment of androgenetic alopecia. A systematic review. Dermatologic Therapy 33(1):e13202. Vedi la fonte
- Piérard-Franchimont C, De Doncker P, Cauwenbergh G, Piérard GE (1998): Ketoconazole shampoo, effect of long-term use in androgenic alopecia. Dermatology 196(4):474–477. Vedi la fonte
- Khandpur S, Suman M, Reddy BS (2002): Comparative efficacy of various treatment regimens for androgenetic alopecia in men. Journal of Dermatology 29(8):489–498. Vedi la fonte
- Gupta AK, De Doncker P, Talukder M (2025): Role of topical ketoconazole in therapeutic hair care beyond seborrhoeic dermatitis and dandruff. JEADV Clinical Practice 4(4):710–718. Vedi la fonte
- Kanti V, Messenger A, Dobos G et al.: Evidence-based (S3) guideline for the treatment of androgenetic alopecia in women and in men. European Dermatology Forum, JEADV. Vedi la fonte
- Riassunto delle caratteristiche del prodotto e foglio illustrativo di NIZORAL 20 mg/g shampoo, Banca Dati Farmaci AIFA. Vedi la fonte
- Foglio illustrativo di KETONOVA 2 % shampoo, Banca Dati Farmaci AIFA. Vedi la fonte
- EMA (2013): Ketoconazolo, referral ai sensi dell’articolo 31, Allegato II (forme orali). Vedi la fonte
- AIFA (2013): Nota Informativa Importante sul ketoconazolo per via orale, 20 agosto 2013. Vedi la fonte
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza, una diagnosi o un trattamento medico. I medicinali vanno usati secondo la scheda tecnica e il foglio illustrativo aggiornati; in caso di caduta dei capelli persistente o di un quadro anomalo del cuoio capelluto è bene rivolgersi a un medico.

Dr. Imad Moustafa
Specialista in trapianto di capelli