Dominik K. - 5.200 graft
Oltre 150.000 trattamenti
nella nostra clinica specializzata, certificata secondo la norma ISO 9001:2015
da TÜV Thüringen.
La calvizie cambia spesso l’immagine allo specchio più di qualsiasi altra forma di perdita dei capelli, ed è più che comprensibile voler tornare ad avere una chioma più folta.
La riuscita di un trapianto di capelli, però, dipende meno da quanto è estesa oggi la calvizie e molto di più da quanti capelli sani sono ancora disponibili nell’area donatrice sulla nuca (Balwi et al. 2026).
Da questo dipende tutto il resto:
Qui trovi risposte chiare e oneste sulle possibilità concrete e sui limiti del trapianto, per decidere con cognizione di causa.

Quando servono molti graft, il vantaggio di un prezzo tutto incluso diventa particolarmente evidente. Molte cliniche applicano una tariffa per graft e, con 6.000 graft, il costo sale rapidamente. Da Elithair, per i trattamenti da 5.000 graft in su, il prezzo tutto incluso è di 3.900 €, sia che servano 5.000 graft sia che ne servano 6.000. Non ci sono costi nascosti.
Il prezzo comprende l’impianto DHI con il CHOI Implanter Pen, il siero brevettato NEO FUE® con il set dermaroller per la preparazione a casa, la sedazione Sleep-Deep, il Sistema Pre-Test in 6 fasi per definire il tuo piano di trattamento personalizzato, 2 notti in hotel a 4 stelle, il transfer VIP dall’aeroporto, un trattamento PRP, il kit per la cura post-operatoria con i farmaci e dodici mesi di follow-up tramite l’app Elithair.
Il trattamento PRP incluso si svolge in clinica il giorno stesso dell’intervento. Resta da aggiungere soltanto il volo (circa 100–250 €). Zero Shave FUE e Manual FUE sono varianti opzionali della tecnica di prelievo: Zero Shave FUE prevede un supplemento di 500 €, mentre per Manual FUE l’importo del supplemento viene confermato durante il consulto.
Conviene concentrare il trattamento in un’unica seduta o suddividerlo in più sedute con un numero inferiore di graft? Di solito è più conveniente una sola seduta. Due interventi separati comportano due viaggi, due preparazioni e due periodi di guarigione. Se ben pianificata, un’unica seduta con molti graft è in genere la soluzione più economica.
| Criterio | Elithair | Clinica in Italia |
|---|---|---|
| Prezzo per 5.000–6.000 graft | 3.900 €, prezzo tutto incluso | 12.000 € |
| Calcolo del prezzo | Prezzi all-inclusive per fasce in base al numero di graft | di solito per graft |
| Servizi inclusi | Hotel, transfer, Sistema Pre-Test per il tuo piano di trattamento, PRP, follow-up | di solito solo l’intervento |
| Risparmio | fino al 68 % | Valore di riferimento |
In breve: dipende dalla tua area donatrice, non dalla superficie calva.
Per un trapianto di capelli in caso di calvizie, anche totale, la domanda decisiva è quanti bulbi sani rimangono nella fascia di capelli sulla nuca e ai lati della testa.
Quest’area è l’unica da cui si possono prelevare i capelli da trapiantare, e la sua riserva è limitata. Per questo, a parità di grado di calvizie, due uomini possono ricevere raccomandazioni completamente diverse.

Per capire subito a che punto sei:

L’intervento è ambulatoriale, si svolge in un solo giorno e non richiede l’anestesia generale. Il trattamento dura circa 5–8 ore, a seconda del numero di graft da trapiantare, mentre il soggiorno a Istanbul dura complessivamente tre giorni.
Si inizia con la sedazione Sleep-Deep, un breve sonno leggero: dormi durante la somministrazione dell’anestesia locale e affronti tutto l’intervento con 0 % di dolore. Il risultato si sviluppa poi nel corso dei mesi e, soprattutto quando la superficie trattata è ampia, la pazienza viene ripagata. Ecco cosa aspettarti e quando.
Croste, leggero arrossamento e gonfiore; di solito puoi tornare al lavoro d’ufficio dal 2° o 3° giorno
Nei giorni 10 e 11 le croste vengono rimosse con l’apposita lozione; dal 12° giorno puoi lavare i capelli con uno shampoo normale
i fusti dei capelli trapiantati possono cadere temporaneamente, mentre le radici restano intatte. Lo shock loss può verificarsi, ma non riguarda tutti i pazienti*
La ricrescita inizia al più tardi in questo mese; poi ogni mese si aggiunge circa il 10 % del risultato
È visibile circa il 40 % del risultato
Il risultato definitivo è in gran parte visibile; nella zona frontale si completa dopo 10–12 mesi
Si raggiunge la densità piena; nella zona della chierica il risultato finale è visibile dopo 15–18 mesi
Nelle prime settimane dopo il trattamento i capelli trapiantati possono cadere temporaneamente: è il cosiddetto shock loss, che non riguarda tutti i pazienti. Se si verifica, cade soltanto il fusto visibile del capello: la radice rimane e produce un nuovo capello.
I medici classificano la caduta ereditaria dei capelli nell’uomo con la scala di Norwood-Hamilton, che va dallo stadio 1 al 7.
Quella che nel linguaggio comune si chiama calvizie corrisponde agli stadi avanzati, dal 5 al 7.
Non è solo una classificazione teorica: lo stadio indica quanto è estesa la superficie da coprire e quanto margine offre ancora l’area donatrice.
Il punto decisivo è che i capelli della fascia laterale sono geneticamente insensibili al DHT, l’ormone che provoca la caduta. Di solito rimangono per tutta la vita e costituiscono anche l’unica riserva di capelli da trapiantare.
Lo stadio Norwood 5 è considerato l’ultimo in cui un medico esperto può ottenere un risultato davvero pieno utilizzando soltanto i capelli prelevati dalla testa.
Dallo stadio 6 in poi non si punta più alla copertura totale, ma a ricavare il miglior effetto visivo da una riserva limitata.
Con un trapianto di capelli per la calvizie non si creano capelli nuovi: si ridistribuiscono quelli già presenti. Le radici vengono prelevate dall’area donatrice sicura, cioè dalla fascia di capelli sulla nuca e sopra le orecchie. Poiché questi capelli sono resistenti al DHT, non cadono nemmeno nella nuova posizione. La riserva, però, è limitata: nell’area donatrice sono presenti in media dai 65 agli 85 follicoli per centimetro quadrato (Chouhan et al. 2019).
Se ne può prelevare in sicurezza soltanto una parte, perché l’area donatrice stessa deve rimanere folta, senza zone prive di capelli. Considerando l’intera area donatrice sicura, che misura circa 80–100 centimetri quadrati, e la possibilità di più sedute, il limite è di circa 5.000–6.000 graft nell’arco della vita, se la densità dell’area donatrice è nella media.
Questo numero non cambia, indipendentemente da quanto sia estesa la zona calva. Un paziente allo stadio Norwood 3 e uno allo stadio Norwood 7 hanno la stessa riserva: il primo ha semplicemente una superficie molto più piccola da coprire.

Si potrebbe pensare di prelevare più capelli dall’area donatrice per ottenere più graft. Questo eccesso di prelievo si chiama «overharvesting». Per sicurezza si preleva al massimo un’unità follicolare su quattro, conservando così circa la metà, fino al 60 %, della densità originaria dell’area donatrice.
Se si preleva di più, la fascia di capelli nell’area donatrice diventa visibilmente rada o presenta chiazze prive di capelli. L’effetto finale è spesso peggiore della calvizie iniziale: i capelli prelevati non ricrescono e il danno è irreversibile.
Per questo Elithair esamina con cura l’area donatrice prima di ogni intervento. Sulla base dei risultati del Sistema Pre-Test in 6 fasi viene definito il tuo piano di trattamento personalizzato, che stabilisce anche quanti graft è opportuno prelevare e qual è il limite di sicurezza. Il limite viene fissato prima di prelevare il primo follicolo.
Bisogna confrontare due numeri: quanti graft ti servono e quanti ne può fornire la tua area donatrice. Negli stadi iniziali della scala Norwood, la disponibilità soddisfa il fabbisogno senza problemi. Dallo stadio Norwood 6 in poi, invece, la differenza tra i due valori aumenta sensibilmente.
Non è vero che allo stadio Norwood 7 un trapianto sia impossibile a priori. Eppure alcune cliniche escludono l’intervento già sulla base dello stadio Norwood 7.
In realtà, la possibilità di intervenire dipende dalla densità della fascia di capelli rimasta. Se è sufficiente, anche allo stadio Norwood 7 si può ottenere un netto miglioramento visivo, soprattutto all’attaccatura e sulla sommità del capo (Chouhan et al. 2019). Tornare ad avere la stessa chioma di quando eri giovane, però, non è realistico.

In caso di calvizie completa si impiantano di solito da 5.000 a 6.000 graft, utilizzando generalmente tutta la capacità disponibile dell’area donatrice. Anche se in teoria fosse possibile prelevare metà dei capelli dell’area donatrice, distribuendoli sulla zona calva si raggiungerebbe circa il 35–50 % della densità originaria, non il 100 %.
Detto così può sembrare deludente, ma nella pratica il risultato è migliore di quanto faccia pensare la percentuale, per due motivi:
Importante: a parità di graft, un capello spesso, scuro e mosso copre molto meglio di un capello fine, chiaro e liscio.
In linea generale, a un diametro del capello doppio corrisponde una densità visiva per graft circa quattro volte maggiore. Due uomini con lo stesso stadio Norwood e lo stesso numero di graft possono quindi ottenere risultati molto diversi. Per un aspetto naturale puntiamo a circa 30–50 graft per centimetro quadrato, in base alla disponibilità dell’area donatrice e alla robustezza dei capelli.
Se i capelli disponibili nell’area donatrice della testa non bastano, ci sono comunque altre possibilità. Proprio negli stadi Norwood 6 o 7 si può ricorrere anche alla barba e ai peli del corpo come ulteriore fonte per il trapianto.
Questo aumenta sensibilmente la riserva disponibile e può fare la differenza tra una copertura rada e una convincente. La risorsa più preziosa è la barba: i suoi peli, robusti e spessi, sono particolarmente adatti a dare volume alla sommità del capo e alla zona del vortice, dove il volume conta più di un’attaccatura delicata. Quando il fabbisogno è molto elevato, si possono aggiungere anche i peli del petto o della schiena.
C’è però un aspetto da considerare con onestà, che molte cliniche non menzionano: i peli della barba e del corpo possono soltanto integrare i capelli prelevati dalla testa e non devono mai essere l’unica fonte per il trapianto. Il loro ciclo di crescita e la loro struttura sono diversi da quelli dei capelli; un trapianto eseguito esclusivamente con peli del corpo non offre quindi un risultato naturale e uniforme.
| Fonte donatrice | Percentuale di attecchimento | Ruolo nella calvizie |
|---|---|---|
| Fascia di capelli sulla nuca | circa il 98 % | Fonte principale per un’attaccatura delicata e per la sommità del capo |
| Barba | circa l’85–90 % | Integrazione per dare maggiore volume alla sommità del capo e alla zona del vortice |
| Peli del corpo (petto, schiena) | circa l’85–90 % | Riserva aggiuntiva quando il fabbisogno di graft è molto elevato |

Quando l’area donatrice offre pochi graft, bisogna scegliere con cura dove impiantare ciascuno di essi. L’ordine non è casuale: segue il modo in cui le persone percepiscono un volto.
L’attaccatura frontale incornicia il viso, e una linea ben disegnata è ciò che cambia maggiormente l’aspetto complessivo (Shapiro et al. 2013). In caso di calvizie molto avanzata, la chierica viene spesso lasciata volutamente più rada. È una scelta precisa: permette di preservare i capelli disponibili nell’area donatrice e destinarli alla zona con il maggiore impatto visivo.
L’obiettivo qui è una chioma visivamente folta, non la piena densità. Per una chioma dall’aspetto folto e naturale non serve lo stesso numero di capelli che avevi a vent’anni: conta distribuirli nel modo giusto.
Un trapianto di capelli per correggere le stempiature prevede di solito da 2.000 a 3.500 graft. In caso di calvizie serve un intervento molto più esteso, durante il quale si prelevano e si impiantano diverse migliaia di graft in un solo giorno.
Un intervento di questa portata è impegnativo e richiede un team molto affiatato, perché migliaia di follicoli vengono prelevati e impiantati uno per uno. La profondità di impianto viene stabilita in anticipo attraverso il Sistema Pre-Test, in base allo spessore della pelle e alla circolazione, e inserita nel tuo piano di trattamento personalizzato. Questo permette di ottenere una percentuale di attecchimento di circa il 98 %.
Negli stadi Norwood 6 o 7, una seconda seduta fa spesso parte del piano. Da Elithair te lo diciamo apertamente prima dell’intervento, così non avrai sorprese in seguito. Che si tratti di trattare una nuova zona o di infoltire quelle già trattate, per una seconda seduta occorre attendere almeno 6 mesi. Durante questo periodo l’area donatrice si riprende e guariscono le zone trattate, così da poter valutare il risultato della prima seduta prima di pianificare la seconda.
Comunichiamo sempre con onestà: per questo sconsigliamo l’intervento in circa il 40 % dei casi. Non si tratta di una prudenza di facciata, ma di situazioni in cui il trapianto non funzionerebbe o potrebbe addirittura causare danni.
Se ti riconosci in una delle situazioni seguenti, un no sincero vale più di un intervento che non può offrire un risultato naturale e gradevole.
Sconsigliare il trapianto ai pazienti con un’area donatrice non adatta, anziché operarli comunque, fa parte della nostra filosofia. In questi casi, dire di no significa offrire un servizio al paziente, non perdere un intervento.
Sconsigliare l’intervento non significa dover rinunciare a una soluzione per la calvizie. Anche quando è avanzata, esistono opzioni efficaci: alcune costituiscono un’alternativa al trapianto, altre possono affiancarlo.
I tuoi capelli, resistenti al DHT, vengono ridistribuiti in modo permanente. Occorre un’area donatrice sufficientemente folta.
Piccoli punti di pigmento riproducono l’aspetto di capelli corti, rasati e fitti. Indicata quando l’area donatrice è troppo piccola, per chi desidera un taglio rasato o come integrazione all’intervento.
Finasteride e minoxidil possono rallentare o fermare la caduta. Indicati negli stadi iniziali e per stabilizzare la caduta prima di un intervento.
Capelli non tuoi applicati sul cuoio capelluto. Indicata quando non desideri sottoporti all’intervento o quando questo non è possibile.
Nella maggior parte dei casi sì, purché la fascia di capelli sulla nuca e ai lati sia ancora abbastanza folta. Questi capelli costituiscono l’unica fonte per il trapianto. Se l’area donatrice è troppo rada o è anch’essa interessata dalla caduta, il trapianto non è indicato. L’analisi gratuita dei capelli permette di chiarirlo in anticipo.
Sì, se l’area donatrice fornisce abbastanza capelli. Si può ottenere una copertura più folta e dall’aspetto naturale, concentrata sull’attaccatura e sulla sommità del capo, senza raggiungere su tutta la testa la densità di un ventenne. Di solito è realistico arrivare a circa il 35–50 % della densità originaria: distribuendo i graft con criterio, la chioma appare folta nella vita di tutti i giorni.
Lo stadio Norwood 7 non esclude automaticamente il trapianto, anche se alcune cliniche lo considerano già un motivo sufficiente per sconsigliarlo. La fattibilità dipende dalla densità della fascia di capelli rimasta. Se è sufficiente, è possibile ottenere un netto miglioramento, di solito con una seduta che prevede molti graft e spesso con una seconda. Allo stadio Norwood 7, però, non è realistico ripristinare completamente la chioma.
In caso di calvizie totale si impiantano di solito da 5.000 a 6.000 graft. Di norma l’area donatrice non può fornirne di più, perché la sua capacità nell’arco della vita è di circa 5.000–6.000 graft. Allo stadio Norwood 7 questa quantità spesso non è sufficiente per una copertura totale, ma consente un netto miglioramento visivo all’attaccatura e sulla sommità del capo.
Da Elithair 4.000 graft costano 3.700 €, mentre per i trattamenti da 5.000 graft in su il prezzo è di 3.900 €, sempre tutto incluso. In Italia, per gli stessi trattamenti, si spendono circa 10.000 € per 4.000 graft e circa 12.000 € per 5.000 graft: il risparmio è quindi rispettivamente del 63 % e del 68 %.
Sì, un trattamento da 5.000 graft prevede un numero di graft nettamente superiore a quello di una seduta normale, da 3.000–4.000 graft. Questa quantità sfrutta una parte consistente della disponibilità complessiva dell’area donatrice ed è tipica dallo stadio Norwood 6 in poi. Da Elithair il trattamento da 5.000 graft in su costa sempre 3.900 €.
Sì, come integrazione. Se i capelli disponibili nell’area donatrice della testa non bastano, si può ampliare la riserva utilizzando i peli della barba, per dare maggiore volume alla sommità del capo, e quelli del petto o della schiena, con percentuali di attecchimento intorno all’85–90 %. Importante: questi peli possono soltanto integrare i capelli della testa e non devono mai costituire l’unica fonte per il trapianto, perché hanno cicli di crescita diversi.
Negli stadi iniziali basta una sola seduta, con un numero adeguato di graft. Negli stadi Norwood 6 o 7, una seconda seduta fa spesso parte del piano, ed Elithair lo comunica apertamente prima dell’intervento. Per una nuova zona come per un infoltimento occorre attendere almeno 6 mesi: così l’area donatrice ha il tempo di riprendersi ed è possibile valutare il risultato della prima seduta.
Nelle prime settimane dopo il trattamento, i capelli trapiantati possono cadere temporaneamente: è il cosiddetto shock loss, che non riguarda tutti i pazienti. La ricrescita inizia al più tardi dal quarto mese, poi ogni mese si aggiunge circa il 10 % del risultato. Dopo sei mesi è visibile circa il 40 % del risultato. Nella zona frontale il risultato è completo dopo 10-12 mesi, mentre nella zona della chierica la densità finale è visibile dopo 15-18 mesi.
Sì, se i graft vengono distribuiti con criterio e impiantati con un’angolazione naturale. Per creare un’attaccatura delicata si usano graft singoli, mentre sulla sommità del capo si impiantano graft più robusti per dare volume. Poiché i capelli si sovrappongono come tegole e fanno ombra sul cuoio capelluto, la chioma appare folta nella vita di tutti i giorni, anche se la densità misurata è inferiore a quella di una chioma giovane.
Sì, ed è un punto spesso frainteso. I capelli trapiantati dall’area donatrice rimangono per sempre, perché sono resistenti al DHT. I capelli non trapiantati possono però continuare a cadere. Negli stadi Norwood 6 o 7, la caduta è di solito già molto avanzata, quindi il rischio di perderne altri è minore rispetto ai pazienti più giovani. Una buona pianificazione tiene conto di questa possibile evoluzione.
I capelli trapiantati non cadono di nuovo. Se la caduta ereditaria continua a diradare i capelli rimasti nelle zone circostanti, può tornare a essere visibile un’area calva intorno alla zona trapiantata: è il cosiddetto effetto alone. Se i capelli residui sono sufficienti, la finasteride può prevenirlo. In caso di calvizie molto avanzata, il rischio è basso, perché rimangono pochissimi capelli non trapiantati che potrebbero cadere.
I capelli trapiantati rimangono per sempre, perché sono geneticamente resistenti alla caduta ereditaria. Nella nuova posizione continuano a crescere per tutta la vita. Se rispetti il follow-up, Elithair ti offre una garanzia scritta di 20 anni sui capelli trapiantati. Nel tempo possono cambiare i capelli non trapiantati nelle zone circostanti, mentre quelli trapiantati rimangono stabili.