Blutentnahme-Röhrchen im Laborständer: Blutwerte bei Haarausfall werden aus einer Blutprobe bestimmt

Analisi del sangue per la caduta dei capelli: quali valori servono davvero

Chi va dal medico per la caduta dei capelli vuole sapere soprattutto due cose: quali valori del sangue andrebbero misurati e che cosa significano i numeri sul referto. I valori davvero informativi sono sei: emocromo, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco. Chiariscono le cause trattabili di una caduta diffusa. La forma più frequente, l’alopecia androgenetica, nel sangue non si vede. Questo articolo inquadra ogni valore singolarmente, con intervalli di orientamento, fattori di disturbo e fonti, aggiornato al 2026.

In sintesi

  • Il pannello di base nella caduta diffusa comprende emocromo, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco
  • La ferritina è il singolo valore più importante, e «dentro l’intervallo di riferimento» qui non significa automaticamente «ottimale»
  • Un emocromo con formula da solo non basta: ferritina, TSH, vitamina D e zinco non ci sono
  • Nelle donne i valori ormonali sono una decisione medica e vanno programmati in base al ciclo

L’indice mostra dove trovare che cosa. Poi si entra nel dettaglio valore per valore, fino alla domanda su che cosa fare quando tutti gli esami sono normali e i capelli continuano a cadere. Ha già il referto davanti a sé? Il traduttore del referto spiega ogni sigla, dall’Hb all’MCV fino agli anti-TPO.

Che cosa chiarisce un esame del sangue nella caduta dei capelli e che cosa non può chiarire

Un esame del sangue nella caduta dei capelli chiarisce le cause acquisite e trattabili: carenza di ferro, disfunzione tiroidea, lacune di nutrienti e infiammazione, più raramente cause ormonali o sistemiche. L’alopecia androgenetica non può né dimostrarla né escluderla. Questa forma è una diagnosi clinica basata su anamnesi, schema della caduta e tricoscopia, come descrive in modo concorde la letteratura dermatologica.

Due termini ricorrono in tutto l’articolo. Con alopecia androgenetica si intende la caduta ereditaria dei capelli, in cui i follicoli su fronte, tempie e vertice reagiscono in modo particolarmente sensibile all’androgeno DHT e si assottigliano progressivamente. Il telogen effluvium è invece una caduta diffusa su tutta la testa, in cui un numero insolitamente alto di follicoli passa contemporaneamente e in anticipo alla fase di riposo.

Valori del sangue e caduta dei capelli: i sei punti chiave

  1. Pannello di base: emocromo, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D, zinco.
  2. La ferritina è il singolo valore più informativo nella caduta diffusa.
  3. La PCR va sempre inclusa, perché un’infiammazione fa apparire la ferritina falsamente alta.
  4. Un emocromo con formula non contiene né ferritina né TSH, vitamina D o zinco.
  5. Valori ormonali solo dopo l’anamnesi, nelle donne anche programmati in base al ciclo.
  6. Dopo la correzione di una carenza servono di norma da tre a sei mesi perché la caduta si riduca.

Il fatto che gli esami del sangue non mostrino l’alopecia androgenetica non rende superflua l’indagine, anzi. Proprio perché lo schema ereditario è così frequente, la quota trattabile viene spesso trascurata. Una caduta diffusa dovuta a carenza di ferro o a un disturbo tiroideo è reversibile, e le due cose possono coesistere: uno schema ereditario più una componente diffusa aggiuntiva.

Quanto possa contribuire il laboratorio lo decide quindi lo schema: diffuso su tutta la testa significa laboratorio in primo piano, uno schema su fronte e vertice significa laboratorio in secondo piano, chiazze rotonde glabre o un cuoio capelluto infiammato significano dermatologo in primo piano. Quali cause possano esserci dietro lo mostra la panoramica sulle cause della caduta dei capelli in un quadro d’insieme.

Che cosa mostra un esame del sangue nella caduta dei capelli e che cosa no
Causa o forma Si vede nel sangue? Come si riconosce invece
Carenza di ferro Sì, tramite la ferritina insieme alla PCR Esame del sangue, in caso di quadro poco chiaro anche saturazione della transferrina
Disfunzione tiroidea Sì, tramite il TSH, in caso di anomalia fT3, fT4, anticorpi anti-TPO Esame del sangue più visita clinica
Carenza di vitamina D Sì, tramite la 25-OH-vitamina D Esame del sangue
Carenza di zinco Sì, tramite lo zinco nel siero o nel sangue intero Esame del sangue, il valore oscilla nell’arco della giornata
Anemia Sì, tramite emocromo ed emoglobina Esame del sangue
Infiammazione o infezione Sì, tramite PCR e formula leucocitaria Esame del sangue più anamnesi
Carenza di vitamina B12 Sì, tramite la B12 ovvero l’olotranscobalamina Esame del sangue, spesso segnalata già da un MCV elevato
Disturbo ormonale nella donna Sì, in presenza di disturbi coerenti, tramite un profilo ormonale scelto dal medico Anamnesi e valutazione ginecologica, laboratorio a completamento
Caduta ereditaria (alopecia androgenetica) No Schema su fronte, tempie e vertice, tricoscopia, anamnesi
Alopecia areata (chiazze rotonde) No Chiazze rotonde visibili, tricoscopia, visita dermatologica
Alopecia cicatriziale No Visita dermatologica, in caso di sospetto biopsia del cuoio capelluto
Alopecia da trazione No Anamnesi su acconciature e trazione, esame dell’attaccatura
Tricotillomania No Anamnesi e quadro tipico di capelli spezzati di lunghezza diversa
Evento scatenante passato, come un’infezione, una dieta o un intervento Solo indirettamente e spesso non più Anamnesi degli ultimi due-quattro mesi
Infografica: che cosa mostra un esame del sangue nella caduta dei capelli e che cosa non mostra

Ha senso far misurare testosterone o DHT?

No, negli uomini con alopecia androgenetica misurare testosterone o DHT nel siero non serve dal punto di vista diagnostico. L’alopecia androgenetica dipende dalla sensibilità dei follicoli al diidrotestosterone, non da un livello ormonale aumentato nel sangue. Secondo la letteratura dermatologica gli uomini interessati hanno di norma valori normali di testosterone e DHT.

Ne discendono entrambe le conseguenze: un valore normale non esclude la diagnosi e un valore alto non la conferma. Nelle donne il dosaggio degli androgeni è invece utile, ma per un altro motivo. Serve a cercare un disturbo ormonale di fondo, come una sindrome dell’ovaio policistico, non a spiegare lo schema della caduta.

Quali valori del sangue nella caduta dei capelli? La panoramica completa

Il pannello di base nella caduta dei capelli è composto da sei valori: emocromo con formula leucocitaria, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco. Un pannello esteso si aggiunge quando il quadro resta poco chiaro o la caduta persiste; valori ormonali e sierologia autoimmune seguono solo in presenza di un’anamnesi che li giustifichi. Le tabelle seguenti rappresentano questi tre livelli, ogni volta con quello che il valore indica, quando ha senso e come si presenta l’intervallo di orientamento.

Livello 1: il pannello di base nella caduta dei capelli
Valore Che cosa indica Quando ha senso Intervallo di orientamento
Ferritina Il livello di riempimento delle riserve di ferro, spesso alterato già prima di un’anemia In ogni caduta diffusa, soprattutto nelle donne Carenza, a seconda del laboratorio, di solito sotto i 15-30 µg/l (numericamente identici ai ng/ml); valori obiettivo più alti per i capelli sono materia di discussione specialistica, non di linee guida
PCR Infiammazione nell’organismo, smaschera una ferritina falsamente alta Sempre insieme alla ferritina Dipende dal laboratorio, vedere il proprio referto
Emocromo con formula leucocitaria Anemia, dimensione delle cellule (MCV), indizi di infiammazione o di malattie del sangue Esame di base in caso di caduta di origine non chiara Dipende dal laboratorio, vedere il proprio referto
TSH Ormone che regola la tiroide, reagisce sia all’ipofunzione sia all’iperfunzione In caso di caduta diffusa, a maggior ragione con stanchezza, variazioni di peso o del ciclo Spesso riassunto come 0,4-4,0 mUI/l; il limite superiore varia da 3,5 a 5,0 mUI/l secondo il laboratorio
25-OH-vitamina D L’apporto di vitamina D delle ultime settimane In caso di caduta diffusa e di scarsa esposizione al sole Da 20 ng/ml (50 nmol/l) sufficiente, 12-20 ng/ml (30-50 nmol/l) subottimale, sotto 12 ng/ml (30 nmol/l) carenza (classificazione IOM)
Zinco L’apporto di zinco, scende anche in caso di infiammazione In caso di caduta diffusa, alimentazione poco varia o malattie intestinali Nel siero, a seconda del metodo, circa 9-21 µmol/l ovvero 75-140 µg/dl

Livello 1, il pannello di base: emocromo, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco. Questa combinazione copre carenza di ferro, anemia, infiammazione, funzione tiroidea e le due lacune di nutrienti più discusse. È descritta in modo praticamente identico da fonti specialistiche italiane, tedesche, britanniche e turche e rappresenta quindi il nucleo comune a livello internazionale degli esami del sangue nella caduta dei capelli. Se questi esami rientrino tra le prestazioni del sistema sanitario dipende dall’indicazione e non dal singolo parametro; come passi questo confine è spiegato più avanti, nella sezione sulla copertura dei costi.

Livello 2: pannello esteso in caso di quadro poco chiaro o persistente
Valore Che cosa indica Quando ha senso Nota per l’interpretazione
fT3 e fT4 Ormoni tiroidei liberi, mostrano la situazione metabolica reale Quando il TSH è alterato o resta il sospetto clinico Si interpretano insieme al TSH, mai isolati
Anticorpi anti-TPO Processo autoimmune della tiroide (tiroidite di Hashimoto) Con TSH alterato o familiarità Un valore positivo da solo non è ancora una malattia da trattare
Vitamina B12 od olotranscobalamina L’apporto di B12; l’olo-TC rappresenta la quota disponibile per le cellule Con alimentazione vegetariana o vegana, MCV elevato, malattie gastrointestinali L’olotranscobalamina è considerata più informativa della B12 totale
Acido folico L’apporto di folati, importante per i tessuti a rapido rinnovamento Con eritrociti di grandi dimensioni all’emocromo o alimentazione poco varia Viene valutato di solito insieme alla B12
Saturazione della transferrina La quota della proteina di trasporto carica di ferro Quando ferritina e quadro clinico non coincidono Sotto il 20 per cento, con una capacità legante il ferro elevata, può indicare una carenza marziale funzionale
Valori epatici e renali Le funzioni di base di fegato e rene In caso di disturbi generali o terapie croniche In rari casi contribuiscono a spiegare una caduta diffusa
Glicemia o HbA1c Il metabolismo degli zuccheri delle ultime settimane In caso di sovrappeso, disturbi del ciclo o sospetta sindrome dell’ovaio policistico Per la glicemia basale è necessario il prelievo a digiuno
Selenio L’apporto di selenio Solo in presenza di un sospetto concreto Un sovradosaggio può a sua volta provocare caduta dei capelli, quindi mai assumerlo alla cieca

Livello 2, esteso: questi valori si aggiungono quando il pannello di base è nella norma ma la caduta diffusa continua, oppure quando un referto resta da spiegare. Un esempio dalla pratica: una saturazione della transferrina sotto il 20 per cento con una capacità legante il ferro elevata può indicare una carenza marziale funzionale, anche se la ferritina appare «normale».

Livello 3: solo su indicazione medica
Valore Che cosa indica Quando il medico lo prescrive
Testosterone totale e libero Il livello di androgeni; solo il testosterone libero è biologicamente attivo Nelle donne con segni di eccesso di androgeni come disturbi del ciclo, acne o aumento della peluria sul viso
SHBG Proteina di trasporto degli ormoni sessuali, modifica il testosterone libero Insieme al testosterone, soprattutto in corso di contraccezione ormonale
DHEA-S La produzione di androgeni della corteccia surrenale In caso di sospetta fonte androgenica al di fuori delle ovaie
Prolattina Ormone dell’ipofisi In caso di disturbi del ciclo, secrezione lattea o difficoltà a concepire
17-OH-progesterone, FSH, LH, estradiolo Altri tasselli del profilo ormonale Secondo indicazione, nell’ambito di una valutazione ginecologica o endocrinologica
Sierologia autoimmune o sierologia luetica Indizi di una causa autoimmune o infettiva Solo in presenza di un sospetto concreto da anamnesi e visita, non come esame di routine

Livello 3, su indicazione medica: i valori ormonali e la sierologia autoimmune non rientrano in un pacchetto ordinato per conto proprio. Vengono prescritti quando l’anamnesi ne dà motivo e vengono letti insieme al quadro clinico. Una rivista dermatologica spagnola, Actas Dermo-Sifiliográficas, lo formula così per le donne: studi ormonali soprattutto in presenza di ulteriori segni di eccesso androgenico.

Più valori non significano automaticamente un percorso migliore. Un pacchetto con 30 parametri produce soprattutto reperti casuali, esami di approfondimento e costi. Anche le raccomandazioni italiane sulla carenza di vitamina D vanno in questa direzione: la SIOMMMS sconsiglia uno screening generalizzato negli adulti senza disturbi, perché il danno diretto è modesto ma restano il rischio di referti fuorvianti e la sovradiagnosi. Misurare in modo mirato batte misurare molto.

Provette di sangue in laboratorio per gli esami nella caduta dei capelli

Caduta diffusa: quali valori del sangue contano davvero

I valori decisivi nella caduta diffusa sono la ferritina insieme alla PCR, il TSH, la 25-OH-vitamina D, lo zinco, la vitamina B12 e un emocromo. È qui che l’esame del sangue porta il beneficio maggiore, perché dietro può esserci una causa acquisita e spesso correggibile. Diffusa significa: i capelli si diradano su tutta la testa, senza zone glabre.

È lo schema a stabilire quanto il laboratorio possa contribuire. La classificazione che segue è la sintesi pratica di ciò che ci si può attendere da un esame del sangue. I dettagli sull’andamento e sui fattori scatenanti tipici si trovano nell’articolo sulla caduta diffusa dei capelli.

Diffusa su tutta la testa, senza zone glabre

Laboratorio in primo piano. Ferritina, PCR, TSH, vitamina D, zinco ed emocromo chiariscono le cause acquisite che si possono trattare.

Schema su fronte, tempie e vertice

Laboratorio in secondo piano. La diagnosi la fa l’esame dello schema e del cuoio capelluto. Il laboratorio verifica se sia presente anche una componente diffusa.

Chiazze rotonde glabre oppure cuoio capelluto infiammato e dolente

Valutazione dermatologica in primo piano. Qui decidono la tricoscopia e, in caso di sospetto, un prelievo di tessuto; il laboratorio è solo complementare.

Una linea temporale che quasi non si legge da nessuna parte e che spiega molti referti: un telogen effluvium inizia di norma solo due-quattro mesi dopo l’evento scatenante, perché i follicoli coinvolti restano prima diverse settimane nella fase di riposo, che di per sé dura circa 100 giorni. Chi perde capelli oggi deve quindi cercare un evento di due-quattro mesi fa.

Gli eventi tipici sono un’infezione febbrile, un intervento chirurgico, una dieta con forte calo di peso, un parto, una perdita di sangue importante o un nuovo farmaco. Ne deriva un limite importante: un valore misurato oggi può essere tornato normale da tempo, anche se l’evento scatenante era reale. Una volta venuto meno l’evento, la caduta si normalizza di solito entro tre-sei mesi.

Esami del sangue prima di un trapianto di capelli: perché la causa si chiarisce prima

Prima di un trapianto di capelli programmato, l’esame del sangue serve a distinguere: deve mostrare se, accanto allo schema ereditario, sia presente anche una caduta diffusa e attiva. Un telogen effluvium in corso dovuto a carenza di ferro o a una tiroide non compensata è considerato, nella valutazione medica, un motivo per trattare prima questa causa.

Il motivo è concreto: un trapianto sposta capelli propri già presenti, non modifica né lo stato del ferro né la funzione tiroidea. Finché la componente diffusa è attiva, la situazione di partenza continua a cambiare. Quali valori prescrivere prima di un intervento lo decide il medico che segue il caso, sulla base di anamnesi e quadro clinico.

Tre schemi di caduta visti dall'alto: diffusa, schema su fronte e vertice, chiazze rotonde glabre

Ferritina e caduta dei capelli: il valore più importante e più discusso

La ferritina è il singolo valore più informativo nella caduta diffusa, perché una carenza di ferro può colpire i capelli prima che compaia un’anemia. La ferritina è la proteina di deposito del ferro, e il valore della ferritina nel siero indica quanto sono piene le riserve. Con riserve vuote ma senza anemia l’emoglobina è ancora normale, quindi un emocromo da solo resta nella norma.

Il meccanismo è comprensibile. I follicoli piliferi sono tra i tessuti a più rapida divisione cellulare dell’organismo. Riserve di ferro vuote spingono i follicoli anzitempo nella fase telogen, e il risultato è un telogen effluvium, cioè una caduta diffusa su tutta la testa. Come si collegano le fasi lo spiega nel dettaglio l’articolo dedicato al ciclo del capello e alle sue tre fasi.

Sulla domanda del valore «giusto» di ferritina le cose si complicano, e qui vale la pena essere precisi. I riferimenti di laboratorio definiscono una carenza di ferro spesso solo sotto i 15-30 µg/l, a seconda del laboratorio; un valore sotto i 15 µg/l è considerato altamente specifico per una carenza di ferro, purché la PCR sia nella norma. Questa è la parte ben documentata.

Il resto è discusso. Nel dibattito specialistico per i capelli viene indicato un intervallo obiettivo più alto, circa 40-70 µg/l, fra gli altri da Rushton (2002) e da Trost, Bergfeld e Calogeras (2006); la somministrazione di ferro avviene però esclusivamente dopo una carenza dimostrata e su prescrizione medica, perché un eccesso di ferro nell’organismo può causare danni d’organo e mascherare un accumulo patologico di ferro. Studi controllati come quello di Olsen e colleghi (2010, Journal of the American Academy of Dermatology) non hanno invece riscontrato una quota maggiore di carenza di ferro nelle donne con alopecia androgenetica o telogen effluvium cronico rispetto ai controlli.

Conta l’inquadramento di questi numeri: i 40-70 µg/l sono posizioni di singoli autori, spesso specializzati in tricologia, non una raccomandazione di linea guida. Nessuna linea guida fissa un valore obiettivo di ferritina per i capelli. Le cliniche commerciali citano questa cifra da oltre vent’anni come se fosse un consenso, benché risalga in sostanza a un singolo lavoro.

A questo si aggiunge un fattore di disturbo che nella pratica sfugge spesso. La ferritina è una proteina della fase acuta, cioè una proteina il cui livello nel sangue aumenta in presenza di infiammazione. In caso di infezione, infiammazione o malattia epatica il valore risulta quindi falsamente alto. Una ferritina di 60 µg/l con una PCR di 12 mg/l può nascondere una carenza reale, ed è per questo che la PCR viene sempre dosata insieme.

Ferritina e caduta dei capelli: come leggere gli intervalli (non è un’autodiagnosi)
Valore di ferritina Che cosa può significare Come si procede di solito
sotto 15 µg/l Con alta specificità una carenza di ferro, purché la PCR sia nella norma Approfondimento della diagnostica del ferro e ricerca della causa della perdita
15-30 µg/l Al limite o basso-normale, a seconda del laboratorio formalmente ancora nell’intervallo di riferimento Valutazione nel quadro complessivo; nel dibattito specialistico questo intervallo è considerato da alcuni insufficiente per i capelli
circa 30-70 µg/l Considerato normale dalla maggior parte dei laboratori; singoli autori (Rushton 2002, Trost et al. 2006) lo discutono come subottimale per la crescita dei capelli Controllo nel tempo, nessuna supplementazione generalizzata senza una carenza dimostrata
oltre 70 µg/l Indicato come intervallo obiettivo favorevole da autori specializzati in tricologia, non confermato in modo uniforme da studi controllati (cfr. Olsen et al. 2010); in caso di infiammazione può anche essere falsamente alto Nessuna decisione tratta dal solo numero, valutare anche PCR e quadro clinico
Scala degli intervalli di ferritina in microgrammi per litro con indicazione dei valori obiettivo discussi per i capelli

L’inquadramento nella pratica

L’errore più frequente nella consulenza non nasce dal misurare troppo poco. Nasce quando una ferritina al limite inferiore dell’intervallo di riferimento viene archiviata come «normale» mentre è presente anche uno schema ereditario. In quel caso la componente diffusa resta ignorata e la persona spiega la caduta persistente con la sola genetica. Guardare le due cose insieme, valore e schema, porta di norma più lontano di qualsiasi parametro di laboratorio aggiuntivo.

Che cosa comporti un valore basso va discusso con il medico e non gestito da soli. L’articolo di approfondimento su carenza di ferro e caduta dei capelli spiega sintomi, gruppi a rischio e l’andamento dopo una supplementazione, cioè dopo la correzione mirata di una carenza dimostrata.

Emocromo con formula nella caduta dei capelli: che cosa contiene e che cosa manca

Un emocromo con formula comprende l’emocromo di base, cioè globuli rossi e bianchi, emoglobina, ematocrito, piastrine e gli indici eritrocitari, più la formula leucocitaria dei globuli bianchi. Ferritina, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco non sono contenuti in nessuno dei due tipi di emocromo. Chi, in caso di caduta dei capelli, fa eseguire solo un emocromo con formula non ha misurato proprio i valori rilevanti per i capelli.

Emocromo di base ed emocromo con formula nella caduta dei capelli a confronto
Esame Che cosa comprende Che cosa non comprende
Emocromo di base Globuli rossi, numero totale dei globuli bianchi, piastrine, emoglobina, ematocrito e gli indici eritrocitari MCV, MCH, MCHC Ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D, zinco, vitamina B12
Emocromo con formula Tutto l’emocromo di base più la formula leucocitaria, cioè la suddivisione dei globuli bianchi in neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili Ferritina, TSH, 25-OH-vitamina D, zinco e tutti i valori ormonali vanno richiesti singolarmente

Non è un argomento contro l’emocromo, che semplicemente fa un’altra cosa. Riconosce un’anemia, e il volume corpuscolare medio (MCV) dà una direzione: cellule piccole depongono per una carenza di ferro, cellule grandi per una carenza di vitamina B12 o di acido folico. Fornisce inoltre indizi su infiammazioni e su malattie ematologiche che richiedono ulteriori accertamenti.

Ne deriva la regola pratica per la visita: non chieda genericamente «un emocromo completo», ma descriva i suoi disturbi e nomini i valori di cui si tratta. Ferritina, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco vanno richiesti singolarmente, perché non sono compresi automaticamente in nessuno dei due tipi di emocromo.

Illustrazione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine all'interno di un vaso

Tiroide e caduta dei capelli: il TSH e quando serve più del TSH

Il TSH è il valore di base della diagnostica tiroidea, e sia un’ipofunzione sia un’iperfunzione possono causare una caduta diffusa, perché gli ormoni tiroidei T3 e T4 concorrono a regolare il ciclo del capello. Il TSH è l’ormone con cui l’ipofisi regola la tiroide. Se il TSH è alterato o il sospetto clinico è forte, seguono fT3, fT4 e anticorpi anti-TPO.

L’intervallo di riferimento per gli adulti viene spesso riassunto come 0,4-4,0 mUI/l, con un limite superiore che a seconda del laboratorio si colloca tra 3,5 e 5,0 mUI/l. In parte della letteratura si discute una soglia di 2,5 mUI/l per individuare una funzione ai limiti bassi della norma. Non è un confine diagnostico rigido, e un TSH borderline senza altri segni non è una diagnosi.

Per la pratica quotidiana esiste una linea guida italiana dedicata all’ipotiroidismo, elaborata dall’Associazione Medici Endocrinologi e pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità. Quanto sia frequente un’ipofunzione latente, cioè subclinica, non è quantificabile con precisione; gli studi epidemiologici trasversali riportano valori molto diversi, grosso modo tra il 3 e il 16 per cento, più spesso nelle donne e in età avanzata.

Gli anticorpi anti-TPO indicano una tiroidite autoimmune di tipo Hashimoto, la causa più frequente di ipofunzione. Qui è importante una distinzione: la tiroidite di Hashimoto fa parte di un cluster autoimmune e si associa con maggiore frequenza a una caduta a chiazze, la cosiddetta alopecia areata che è localizzata e non diffusa; per questa forma esistono raccomandazioni dermatologiche dedicate.

Un fattore di disturbo riguarda proprio i valori di cui si parla qui: la biotina ad alto dosaggio contenuta negli integratori per capelli e unghie altera i test immunologici di laboratorio, tra cui quelli tiroidei. Ne parliamo più avanti, nella sezione sulla preparazione. Che cosa segue in caso di valore alterato lo spiega l’articolo su caduta dei capelli e tiroide con i passi successivi.

Vitamina D, zinco, B12 e acido folico: i valori dei nutrienti in laboratorio

I valori dei nutrienti rilevanti per i capelli si chiamano in laboratorio 25-OH-vitamina D, zinco, vitamina B12 ovvero olotranscobalamina e acido folico. Il nome corretto del parametro decide quanto il risultato sia informativo. Si misura la 25-OH-vitamina D, non la «vitamina D3». Per la vitamina B12 l’olotranscobalamina, cioè la quota legata alla transcobalamina e quindi disponibile per le cellule, è più informativa della B12 totale. Lo zinco si dosa nel siero o nel sangue intero e oscilla nell’arco della giornata.

Per la vitamina D vale a livello internazionale la classificazione dell’Institute of Medicine: da 20 ng/ml (50 nmol/l) in su l’apporto è sufficiente, tra 12 e 20 ng/ml (30-50 nmol/l) è subottimale, sotto 12 ng/ml (30 nmol/l) si parla di carenza. Un apporto insufficiente resta comunque frequente, soprattutto nei mesi invernali e in chi si espone poco al sole.

Lo zinco nel siero si colloca, a seconda del metodo, tra circa 9 e 21 µmol/l ovvero 75 e 140 µg/dl. Poiché il valore oscilla nell’arco della giornata e scende in caso di infiammazione, una singola misurazione va letta con prudenza. Acido folico e vitamina B12 appartengono al pannello esteso, in particolare quando l’emocromo mostra eritrociti di grandi dimensioni.

E le prove scientifiche? A essere onesti, non sono uniformi. Una revisione pubblicata nel 2019 su Dermatology and Therapy da Almohanna, Ahmed, Tsatalis e Tosti sul ruolo di vitamine e minerali nella caduta dei capelli descrive gli stessi dati come ampi e in parte contraddittori. In pratica significa: una carenza dimostrata viene corretta in modo mirato dal medico, mentre un’assunzione preventiva senza carenza non trova giustificazione in questi dati.

Anche l’eccesso comporta rischi propri. Troppa vitamina A o troppo selenio possono provocare caduta dei capelli, e lo zinco ad alte dosi per periodi lunghi senza compensare il rame può portare a una carenza di rame. Quali sostanze nutritive contino davvero per i capelli lo spiega l’articolo sulle vitamine contro la caduta dei capelli e sul loro reale ruolo.

Valori del sangue nella caduta dei capelli nelle donne: profilo ormonale, ciclo e pillola

I valori del sangue nella caduta dei capelli nelle donne comprendono gli stessi sei valori di base degli uomini: emocromo, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco. Valori ormonali aggiuntivi sono una decisione medica e vengono prescritti quando si aggiungono segni come disturbi del ciclo, aumento della peluria sul viso, acne o difficoltà a concepire. In quel caso entrano in considerazione testosterone, SHBG, DHEA-S e prolattina; la scelta dipende dal quadro clinico.

Con questi valori conta meno l’elenco e più il momento del prelievo. Androgeni e gonadotropine oscillano nel corso del ciclo, e il testosterone segue anche un ritmo giornaliero con un massimo intorno alle 8 del mattino. Per questo il medico programma di solito il prelievo nella fase follicolare precoce, tra il secondo e il quinto giorno del ciclo, e nelle prime ore del mattino. Solo così i valori diventano confrontabili.

La pillola è un vero fattore di disturbo. L’etinilestradiolo aumenta la produzione epatica di SHBG e, poiché solo il testosterone libero, non legato alla SHBG, è biologicamente attivo, in corso di contraccezione ormonale i valori androgenici sono valutabili solo in modo limitato. La letteratura specialistica consiglia di dosare anche la SHBG e di calcolare l’indice degli androgeni liberi, invece di guardare solo il testosterone totale.

Da qui non discende affatto l’idea di sospendere la pillola di propria iniziativa prima di un esame del sangue. Se e quando fare una pausa lo decide il medico che segue il caso, perché anche l’interruzione può provocare una caduta diffusa temporanea. Questo fenomeno è noto come effluvio post-pillola, e non esistono dati affidabili sulla sua frequenza.

Le fasi della vita spostano i pesi. Dopo un parto è in primo piano l’effluvio post partum, e qui vale la pena guardare la ferritina dopo la perdita di sangue del parto. In menopausa si sovrappongono i cambiamenti ormonali e lo stato del ferro. Il legame più ampio tra ormoni e capelli lo spiega un articolo dedicato.

Un punto per chiudere questa sezione: un sospetto di sindrome dell’ovaio policistico non si chiarisce con un pacchetto ormonale ordinato online. Servono anamnesi, ecografia e la lettura complessiva dei valori da parte del medico, di solito in ambito ginecologico. Un singolo valore alterato senza questo contesto porta più facilmente fuori strada che avanti.

Come arrivare a un esame del sangue davvero utile

Il prelievo può essere prescritto sia dal medico di medicina generale sia dal dermatologo; per i valori di base il medico di famiglia è di solito la via più rapida. Per i valori rilevanti per i capelli non serve essere a digiuno: il digiuno serve soprattutto per glicemia e assetto lipidico. L’essenziale è descrivere i propri disturbi e nominare i valori desiderati.

Fattore di disturbo biotina: sospendere gli integratori per capelli prima del prelievo

La biotina ad alto dosaggio contenuta negli integratori per capelli e unghie altera i test immunologici di laboratorio e quindi proprio i valori tiroidei che si misurano nella caduta dei capelli. L’ente statunitense per i farmaci, la FDA, ha pubblicato in proposito il 28 novembre 2017 una comunicazione di sicurezza, aggiornata nel novembre 2019: sono interessati fra gli altri i valori tiroidei e la troponina, marcatore dell’infarto; è stato segnalato un decesso in relazione a un’interferenza di questo tipo.

Quanto tempo prima? Dipende dalla dose. Le fonti di laboratorio considerano innocui i multivitaminici a basso dosaggio con 30-60 µg di biotina al giorno, mentre raccomandano una sospensione di almeno otto ore per i 5-10 mg al giorno tipici degli integratori per capelli e di almeno tre giorni per le dosi terapeutiche superiori a 10 mg.

L’essenziale sulla sospensione della biotina

Sospenda integratori per capelli, prodotti a base di biotina e preparati combinati alcuni giorni prima del prelievo e dichiari attivamente l’assunzione in ambulatorio, compresa l’ultima dose. Non costa nulla ed evita un TSH falsato, che porterebbe a una valutazione sbagliata o a una ripetizione inutile. Se e per quanto tempo sospendere un prodotto prescritto lo chiarisca prima con il medico.

La dermatologa discute il referto di laboratorio con un paziente alla scrivania dell'ambulatorio

Come prepararsi al colloquio con il medico

Questo elenco è un aiuto per prepararsi, non una lista di ordinazione. Quali valori misurare lo decide il medico, e descrivere bene i propri disturbi porta più lontano che pretendere esami.

1. La mia situazione in tre righe

  • Da quando cadono più capelli e come è cominciato
  • Se in modo diffuso su tutta la testa oppure come schema su fronte, tempie e vertice
  • Sintomi associati ed eventi degli ultimi quattro mesi (infezione, intervento, dieta, parto, nuovo farmaco)

2. Valori che rientrano spesso negli accertamenti di base in caso di caduta diffusa

  • Emocromo con formula leucocitaria
  • Ferritina
  • PCR
  • TSH
  • 25-OH-vitamina D
  • Zinco

3. Solo dopo la valutazione del medico

  • Valori estesi come fT3, fT4, anticorpi anti-TPO, B12, acido folico, saturazione della transferrina
  • Valori ormonali come testosterone, SHBG, DHEA-S o prolattina, nelle donne anche programmati in base al ciclo

4. Preparazione

  • Sospendere integratori per capelli e prodotti con biotina alcuni giorni prima e dichiarare l’assunzione in ambulatorio
  • Nessun prelievo durante un’infezione acuta, altrimenti PCR e ferritina risultano alterate
  • Se sono previsti valori ormonali, concordare il giorno del ciclo con l’ambulatorio
  • Portare l’elenco di tutti i farmaci e integratori, e non sospendere la pillola di propria iniziativa
  • A digiuno solo se l’ambulatorio lo indica espressamente (per esempio per glicemia o assetto lipidico)

Una proposta di frase per iniziare

«Da circa quattro mesi perdo molti più capelli, in modo uniforme su tutta la testa. Vorrei capire se c’è una causa che si può trattare, per esempio il ferro o la tiroide.»

I test fai da te e i laboratori online sono tecnicamente un’opzione e per alcune persone sono il primo passo in assoluto. Senza un inquadramento medico, però, un valore resta un numero senza conseguenze, e i fattori di disturbo tipici come una PCR elevata o l’assunzione di biotina spesso non vengono considerati. Chi sceglie questa strada dovrebbe poi far commentare il referto da un medico.

Chi mi commenta i risultati, il medico di famiglia o il dermatologo?

Il referto lo spiega chi lo ha prescritto. L’inquadramento specifico per i capelli, cioè il collegamento tra valore di laboratorio e quadro dei capelli, lo fa di norma l’ambulatorio dermatologico, perché lì si esaminano anche cuoio capelluto e schema della caduta. Le due cose si integrano e nessuna delle due strade è quella sbagliata.

Un consiglio pratico: porti una copia del referto al prossimo appuntamento. Evita che gli stessi valori vengano misurati due volte a breve distanza e rende visibile un andamento. Quale ruolo abbia ciascuno negli accertamenti lo chiarisce l’articolo Caduta dei capelli: quale medico consultare.

Preparazione al prelievo di sangue: blocco per appunti, penna ed elenco dei farmaci sulla scrivania

Gli esami del sangue per la caduta dei capelli sono a carico del sistema sanitario?

In presenza di un motivo clinico gli accertamenti di base prescritti dal medico rientrano di norma tra le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, con l’eventuale ticket previsto; decisiva è l’indicazione, non il singolo parametro. L’esame deve quindi avere un motivo che nasce dai disturbi e dal quadro clinico. I valori richiesti soltanto su desiderio della persona, senza indicazione, vengono eseguiti in regime privato e pagati di tasca propria.

Dove passi il confine non è una lista fissa, ma una questione di indicazione. Nella pratica, in una caduta diffusa con un sospetto motivato, emocromo, ferritina e TSH vengono di solito prescritti a carico del servizio pubblico. Pannelli vitaminici od ormonali ampi senza un sospetto clinico concreto vengono invece spesso eseguiti privatamente; molti laboratori li propongono come «pacchetti capelli» a pagamento.

Per questo conviene iniziare il colloquio dal motivo e non da una lista di esami: da quando, quanto forte, diffusa o a schema, quali sintomi associati, quali eventi negli ultimi quattro mesi. È esattamente questo a motivare la richiesta. Prezzi concreti qui non li indichiamo di proposito, perché non esiste una fonte affidabile e aggiornata per il singolo caso.

Un secondo punto viene cercato spesso: il trattamento dell’alopecia androgenetica di norma non è a carico del sistema sanitario. In molti sistemi sanitari la caduta ereditaria viene considerata una questione estetica, e i farmaci per la ricrescita dei capelli come finasteride e minoxidil non sono rimborsabili e restano interamente a carico della persona. Chi ha una polizza sanitaria integrativa verifica la copertura con il proprio contratto.

Leggere bene i valori: intervallo di riferimento non significa intervallo ottimale

Un intervallo di riferimento descrive quali valori si osservano nel 95 per cento centrale di una popolazione sana di confronto. È un’ampiezza statistica, non un valore obiettivo individuale. Per questo un valore può essere «nella norma» e risultare comunque troppo basso per i suoi capelli, soprattutto al margine inferiore dell’intervallo della ferritina. Questo spiega gran parte della confusione tra colloquio medico e ricerche in rete.

In secondo luogo, gli intervalli di riferimento dipendono dal metodo e dal laboratorio. Non esiste un unico intervallo universale, né per la vitamina D né per lo zinco o il TSH. I confronti tra due laboratori o con numeri trovati in rete finiscono quindi regolarmente male. Affidabile è l’intervallo riportato accanto al valore sul suo referto.

In terzo luogo, un singolo valore è un’istantanea. Un andamento nell’arco di mesi dice più di una misurazione isolata, soprattutto per ferritina e TSH.

Traduttore del referto: le sigle sul foglio del laboratorio

La panoramica che segue traduce le sigle più comuni del suo referto, dall’Hb all’MCV fino agli anti-TPO, e per ogni sigla indica che cosa ha a che fare con i capelli. È un piccolo dizionario e non un’interpretazione del referto: che cosa significhi un valore concreto nel suo caso è argomento del colloquio con il medico.

Dizionario del referto: sigla, significato e rapporto con i capelli
Come compare sul referto Che cos’è Che rapporto ha con i capelli
Hb (emoglobina) Pigmento rosso del sangue, trasporta l’ossigeno Un’emoglobina normale non esclude una carenza di ferro
Ht (ematocrito) Quota delle cellule sul volume del sangue Completa la valutazione di un’anemia
MCV Volume medio dei globuli rossi Cellule piccole possono indicare una carenza di ferro, cellule grandi una carenza di B12 o di acido folico
GR o RBC (globuli rossi) Globuli rossi Parte degli accertamenti per l’anemia
GB o WBC (globuli bianchi) Globuli bianchi Possono indicare un’infiammazione che altera la ferritina
PLT (piastrine) Piastrine per la coagulazione Senza rapporto diretto con i capelli, fa parte della valutazione di base
Ferritina Proteina di deposito del ferro Il singolo valore più importante nella caduta diffusa
Sat. Tf (saturazione della transferrina) Quota della proteina di trasporto carica di ferro Può rendere visibile una carenza marziale funzionale nonostante una ferritina normale
PCR (proteina C reattiva) Proteina della fase acuta, marcatore di infiammazione Una PCR elevata può far sembrare la ferritina più alta di quanto sia
TSH Ormone che regola la tiroide Valori alterati possono accompagnarsi a una caduta diffusa
fT3 e fT4 Ormoni tiroidei liberi Mostrano quanto lavora davvero la tiroide
Ab anti-TPO Anticorpi contro la tireoperossidasi Indizio di una tiroidite di Hashimoto
25-OH-D Forma di deposito della vitamina D nel sangue Una carenza viene valutata insieme al resto nella caduta diffusa
Zn (zinco) Oligoelemento nel siero o nel sangue intero Una carenza può contribuire a una caduta diffusa
Vit. B12 / Olo-TC Vitamina B12 totale ovvero la quota disponibile Una carenza può interessare la produzione del sangue e la crescita dei capelli
Acido folico (folati) Folati nel siero Viene valutato insieme alla B12
T tot. (testosterone totale) Androgeno, in gran parte legato a proteine Nelle donne fa parte della ricerca di una causa ormonale
SHBG Proteina di trasporto degli ormoni sessuali Influisce su quanto testosterone libero è attivo
DHEA-S Androgeno della corteccia surrenale Può indicare una fonte androgenica al di fuori delle ovaie
Prolattina Ormone dell’ipofisi Valori alterati vanno approfonditi dal medico
HbA1c Valore a lungo termine della glicemia Fa parte degli accertamenti in caso di sospetta sindrome dell’ovaio policistico

Tutti i valori normali e i capelli cadono lo stesso: i passi successivi

Valori nella norma sono un risultato e non un fallimento: escludono le cause correggibili più frequenti e spostano la domanda sullo schema della caduta. Il passo successivo non è un altro giro di esami, ma la visita dermatologica del cuoio capelluto. Quattro spiegazioni coprono la maggior parte di questi casi.

Schema su fronte, tempie o vertice, laboratorio nella norma

Spiegazione probabile: una caduta ereditaria, che nel sangue non si vede. Passo successivo: visita dermatologica con tricoscopia e documentazione fotografica, invece di ulteriori giri di esami. Una panoramica delle forme la offre l’articolo sulle cause della caduta dei capelli.

Caduta diffusa, ma tutti i valori normali

Spiegazione probabile: l’evento scatenante è nel passato. Un telogen effluvium inizia due-quattro mesi dopo l’evento, e il valore può essersi normalizzato già prima della misurazione. Passo successivo: osservare l’andamento, perché questa forma è di solito autolimitante.

Un valore è al limite inferiore, ma non è stato discusso

Spiegazione probabile: il referto era formalmente normale, ma i capelli non erano il tema del colloquio. Riguarda più spesso la ferritina. Passo successivo: controllare il valore nel tempo e discuterlo espressamente in relazione alla caduta dei capelli.

Chiazze glabre, prurito, dolore o arrossamento del cuoio capelluto

Spiegazione probabile: una forma che si vede invece di misurarsi, per esempio un’alopecia areata, un’alopecia cicatriziale o un’alopecia da trazione. Passo successivo: rivolgersi in tempi brevi a un ambulatorio dermatologico, in caso di sospetto con biopsia del cuoio capelluto.

Quello che il medico fa invece non è una scappatoia, ma il passo diagnostico successivo. La tricoscopia è una microscopia digitale in epiluminescenza del cuoio capelluto, con cui si valutano diametro dei capelli, aperture follicolari e segni di infiammazione. Si aggiungono il pull test, una documentazione fotografica standardizzata per seguire l’andamento e, in caso di sospetto, una biopsia del cuoio capelluto.

Una domanda che arriva quasi sempre: lo stress si può misurare nel sangue? Un «valore dello stress» che dimostri la caduta dei capelli non esiste. Il cortisolo non è un parametro di routine nella diagnostica dei capelli e si dosa solo in presenza di un sospetto endocrinologico concreto. Nei pannelli di laboratorio abituali per la caduta dei capelli il cortisolo non compare. Per capire se la quantità di capelli che perde sia davvero fuori dal comune può leggere l’articolo sulla caduta di capelli estrema e su quanto è ancora normale.

Tricoscopia: la dermatologa esamina il cuoio capelluto con un microscopio digitale in epiluminescenza

Quanto tempo serve perché i capelli ricrescano dopo la correzione?

Dopo la correzione di una carenza dimostrata la caduta si riduce di norma entro tre-sei mesi; per il recupero estetico completo possono servire dai 12 ai 18 mesi. Il motivo è il ciclo del capello: i follicoli già in fase di riposo cadono comunque prima che ricrescano capelli nuovi. Questo ritardo è biologia, non il segno di una terapia che non funziona.

Tempi della ricrescita dopo la correzione di una causa trattabile
Periodo Che cosa succede in questo periodo
Mese 1-2 La terapia seguita dal medico riporta il valore alterato nell’intervallo obiettivo. La caduta di solito continua, perché i capelli interessati sono già in fase di riposo.
Mese 3-4 La caduta telogen diminuisce, i follicoli rientrano nella fase di crescita (anagen).
Mese 5-6 La caduta si riduce nettamente, alla base compaiono i primi capelli nuovi e corti.
Mese 6-12 I capelli nuovi continuano a crescere e la densità comincia a essere valutabile.
Mese 12-18 Il recupero estetico completo è raggiunto, sempre che non sia presente un’altra causa.

Questa linea temporale è un orientamento e non un programma. Deriva dalla durata delle fasi del ciclo del capello e dall’andamento descritto per il telogen effluvium. Quanto sia rapido nel singolo caso dipende dal valore di partenza, dalla gravità della carenza e dal fatto che sia presente anche una caduta ereditaria, che a una correzione dei nutrienti non risponde.

Illustrazione delle fasi del ciclo del capello in sezione cutanea: follicolo attivo, fase di transizione e fase di riposo

Diffusa o ereditaria: che cosa cambia nella pratica

La distinzione decide la terapia. Una caduta diffusa su tutta la testa depone per una causa acquisita e viene trattata all’origine, per esempio con la correzione di una carenza dimostrata o con la regolazione della tiroide. Uno schema su fronte, tempie e vertice depone per la forma ereditaria, e solo questa può rispondere a lungo termine a farmaci per la ricrescita o a un autotrapianto di capelli. Spesso le due forme sono presenti insieme.

Se non sa con certezza quale quadro la riguardi, l’analisi capelli gratuita di Elithair offre una prima valutazione su quale schema sia riconoscibile e su quali opzioni entrerebbero in considerazione in linea di principio. È un orientamento e non una diagnosi medica, e non sostituisce la valutazione dermatologica. Prima di un trattamento, da Elithair è previsto inoltre un esame del sangue per chiarire le cause: se emerge che a sostenere la caduta è una carenza o una causa ormonale, si tratta prima quella causa e non si trapianta. È il motivo per cui rifiutiamo una quota rilevante delle richieste.

Domande frequenti sui valori del sangue nella caduta dei capelli

Quali valori del sangue conviene far controllare in caso di caduta dei capelli?

Ha senso un pannello di base di sei valori: emocromo con formula leucocitaria, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco. Questa combinazione copre carenza di ferro, anemia, infiammazione, funzione tiroidea e le lacune di nutrienti più frequenti. Se la caduta diffusa persiste nonostante valori nella norma, si aggiungono parametri estesi come fT3, fT4, anticorpi anti-TPO, B12 o la saturazione della transferrina.

La ferritina è compresa in un emocromo con formula?

No. Un emocromo con formula è composto dall’emocromo di base e dalla formula leucocitaria dei globuli bianchi. Ferritina, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco non sono compresi e vanno richiesti singolarmente. L’emocromo dà al massimo un indizio indiretto tramite l’MCV: globuli rossi piccoli possono deporre per una carenza di ferro.

Quale valore di ferritina è rilevante per i capelli?

Un valore obiettivo certo per i capelli non esiste. I riferimenti di laboratorio definiscono una carenza di ferro di solito sotto i 15-30 µg/l. Nel dibattito specialistico per i capelli si indicano 40-70 µg/l (Rushton 2002, Trost et al. 2006), mentre studi controllati come Olsen et al. 2010 contraddicono questa posizione. Il ferro viene prescritto dal medico solo in caso di carenza dimostrata.

L’alopecia androgenetica si può dimostrare nel sangue e ha senso far misurare DHT o testosterone?

No. L’alopecia androgenetica dipende dalla sensibilità dei follicoli al DHT, non da livelli ormonali aumentati; gli uomini interessati hanno di norma valori normali di testosterone e DHT. La diagnosi la fa l’esame dello schema e del cuoio capelluto. Nelle donne gli androgeni si dosano con un altro obiettivo, cioè per cercare una malattia ormonale di fondo.

Devo essere a digiuno per l’esame del sangue e devo sospendere gli integratori per capelli?

Per ferritina, TSH, vitamina D, zinco e B12 il digiuno di norma non serve, mentre serve per glicemia e assetto lipidico. Sospendere gli integratori per capelli con biotina ad alto dosaggio è invece raccomandato espressamente dalle indicazioni dei laboratori: con 5-10 mg al giorno almeno otto ore, con oltre 10 mg almeno tre giorni. Nel 2017 la FDA ha messo in guardia da valori tiroidei e di troponina falsati.

Quali valori del sangue nella caduta diffusa nelle donne, e quando si esegue il prelievo?

La base è la stessa degli uomini: emocromo, ferritina, PCR, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco. I valori ormonali si aggiungono solo in presenza di segni specifici e vengono programmati dal medico, di solito nella fase follicolare precoce, tra il secondo e il quinto giorno del ciclo, e al mattino, perché il testosterone ha il suo massimo verso le 8. In corso di pillola i valori androgenici sono valutabili solo in modo limitato.

Gli esami del sangue per la caduta dei capelli sono a carico del sistema sanitario?

In presenza di un motivo clinico gli accertamenti di base rientrano tra le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, con l’eventuale ticket; decisiva è l’indicazione. Emocromo, ferritina e TSH vengono di solito prescritti a carico del servizio pubblico in caso di caduta diffusa motivata, mentre pacchetti vitaminici e ormonali ampi senza sospetto si eseguono spesso privatamente. Il trattamento dell’alopecia androgenetica non è rimborsato: i farmaci per la ricrescita restano a carico della persona.

Una donna legge il referto di laboratorio al tavolo e inquadra i valori del sangue

Tutti i valori del sangue sono normali, perché mi cadono comunque i capelli?

Di solito dietro c’è una causa che nel sangue non si vede affatto. Quattro spiegazioni coprono la maggior parte di questi casi: una caduta ereditaria, che nel sangue non compare; un evento scatenante passato, il cui valore si è già normalizzato, perché la caduta inizia solo due-quattro mesi dopo; un valore al limite inferiore archiviato come normale; oppure una forma che si vede invece di misurarsi. Il passo successivo è la tricoscopia.

Quanto tempo serve perché i capelli ricrescano dopo la correzione di una carenza?

Dopo la correzione la caduta si riduce di norma entro tre-sei mesi, mentre il recupero estetico completo può richiedere dai 12 ai 18 mesi. Il motivo è il ciclo del capello: i capelli in fase di riposo cadono comunque prima che ne ricrescano di nuovi. I primi capelli nuovi e corti si vedono di solito dal quinto o sesto mese.

Chi mi commenta i risultati, il medico di famiglia o il dermatologo?

Il referto lo spiega chi lo ha prescritto. Il collegamento tra valore di laboratorio e quadro dei capelli lo fa di solito l’ambulatorio dermatologico, perché lì si esaminano anche cuoio capelluto e schema. Porti una copia del referto: così gli stessi valori non vengono misurati due volte e l’andamento diventa visibile.

Fonti scientifiche

  • Trost LB, Bergfeld WF, Calogeras E (2006): The diagnosis and treatment of iron deficiency and its potential relationship to hair loss. J Am Acad Dermatol. ScienceDirect
  • Rushton DH (2002): Nutritional factors and hair loss. Clin Exp Dermatol. Wiley Online Library
  • Olsen EA, Reed KB, Cacchio PB, Caudill L (2010): Iron deficiency in female pattern hair loss, chronic telogen effluvium, and control groups. J Am Acad Dermatol. JAAD
  • Almohanna HM, Ahmed AA, Tsatalis JP, Tosti A (2019): The Role of Vitamins and Minerals in Hair Loss: A Review. Dermatol Ther (Heidelb) 9(1):51-70. Springer
  • Linea guida sull’ipotiroidismo dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME), pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità. ISS
  • Società Italiana di Tricologia (SITRI): documento di riferimento sull’alopecia androgenetica. SITRI
  • Institute of Medicine (2011): Dietary Reference Intakes for Calcium and Vitamin D. National Academies Press, Washington, D.C. IOM
  • Comunicazione di sicurezza della FDA (28.11.2017, aggiornata nel 2019): la FDA avverte che la biotina può interferire con gli esami di laboratorio. Sintesi dell’American Society of Anesthesiologists
  • SIOMMMS (2022): sintesi delle nuove raccomandazioni sulla carenza di vitamina D. SIOMMMS
  • Il trattamento dell’alopecia androgenetica è ampiamente classificato come prestazione estetica e di norma non viene rimborsato; i farmaci per la ricrescita dei capelli restano a carico della persona. Chieda conferma al suo medico o in farmacia.
  • Analisi ormonali: che cosa deve sapere il ginecologo (2018). Der Gynäkologe, Springer. Springer

Ricerca aggiornata ad agosto 2026. Questo contributo spiega la diagnostica di laboratorio in modo comprensibile e non sostituisce una visita, una consulenza o l’interpretazione di un referto da parte di un medico.

Dr. Imad Moustafa

Dr. Imad Moustafa

Specialista in trapianto di capelli

Contenuto verificato dal punto di vista medico: revisionato dall’“Elithair Medical Board”. Ci assicuriamo che tutte le informazioni relative alla salute siano supportate da dati clinici aggiornati e da fonti mediche affidabili, seguendo rigorosi criteri di revisione medica.