Quando i capelli si diradano, il primo ostacolo non è quasi mai sapere quali siano le cause della caduta dei capelli: è capire a chi rivolgersi. Lo specialista competente è il dermatologo, perché capelli, bulbi e cuoio capelluto sono annessi cutanei e rientrano nella dermatologia e venereologia. Il medico di medicina generale, il medico di base, resta la via d’accesso più rapida, perché raccoglie l’anamnesi, prescrive gli esami del sangue di base e compila la ricetta per la visita specialistica, e su quella ricetta viene indicata anche la classe di priorità che fissa il termine massimo: per una prima visita in classe D sono 30 giorni. Questa guida assegna il suo ruolo a ogni figura, dal medico di base alla clinica specializzata, e mostra che cosa copre il Servizio Sanitario Nazionale e come arrivare prima a un appuntamento.
I punti chiave
- ✓Per una visita a carico del SSN serve la ricetta con il quesito diagnostico e la classe di priorità, mentre chi paga privatamente o sceglie l’intramoenia prenota da sé
- ✓Diagnostica sì, terapia no: prima visita dermatologica e videodermatoscopia sono prestazioni previste dai LEA, per la terapia dell’alopecia androgenetica non esiste alcuna prestazione LEA
- ✓Nelle donne si aggiungono ginecologo o endocrinologo, nei bambini il primo riferimento è il pediatra
- ✓«Tricologo» non è un titolo protetto e non esiste un albo dei tricologi: chiedi l’iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi e la specializzazione
L’indice mostra dove trovare che cosa. Poi si entra nel dettaglio figura per figura: chi può fare che cosa, quanto costa e come ci si arriva.
Sommario
- Caduta dei capelli: quale medico consultare? Le competenze in sintesi
- Quando è il momento di rivolgersi a un medico per la caduta dei capelli?
- Il medico di base: la via d’accesso rapida, con esami del sangue e ricetta
- Il dermatologo: lo specialista competente per capelli e cuoio capelluto
- Tricologo: in Italia non è un titolo protetto
- Centri ospedalieri e universitari: per i casi difficili
- Clinica specializzata e chirurgo del trapianto: di che cosa si occupano e di che cosa no
- Gruppi particolari: donne, uomini giovani e bambini
- Dermatologo online e telemedicina nella caduta dei capelli: hanno senso?
- Che cosa succede alla prima visita? Come si svolge il controllo per la caduta dei capelli
- «Il mio medico non prende sul serio la caduta dei capelli»: tre leve concrete
- Il Servizio Sanitario Nazionale copre la visita per la caduta dei capelli?
- Come ottenere in fretta un appuntamento dal dermatologo?
- Domande frequenti: quale medico per la caduta dei capelli
- Fonti
Caduta dei capelli: quale medico consultare? Le competenze in sintesi
Quale medico consultare per la caduta dei capelli dipende dal quadro che si vede sul cuoio capelluto, non dalla gravità: la diagnosi e il piano terapeutico sono competenza del dermatologo, la partenza rapida con esami del sangue e ricetta è compito del medico di base. Tutte le altre figure si aggiungono in modo complementare. La guida che segue mostra chi può fare che cosa e come si arriva a ciascuno.
| Figura | Di che cosa si occupa | Che cosa può fare sul piano diagnostico | A carico del SSN o a pagamento | Come si accede e in quanto tempo |
|---|---|---|---|---|
| Medico di base (medico di medicina generale) | primo inquadramento, patologie di base, farmaci in corso | anamnesi, esami di base (emocromo, ferritina, TSH, vitamina D, zinco), ricetta per la visita specialistica | emocromo, ferritina e TSH sono nel Nomenclatore LEA; il ticket varia per regione, salvo esenzione | ambulatorio del proprio medico, di solito pochi giorni |
| Dermatologo (specialista in dermatologia e venereologia) | diagnosi e piano terapeutico per ogni forma di caduta dei capelli | riconoscimento del pattern, tricoscopia (videodermatoscopia), pull test, tricogramma, biopsia del cuoio capelluto, esami di laboratorio mirati | prima visita dermatologica e videodermatoscopia sono nel Nomenclatore (tariffa nazionale massima 25,40 € e 18,00 €); TrichoScan e fotografia di controllo non vi figurano | a carico del SSN con ricetta e classe di priorità (classe D: 30 giorni); privatamente o in intramoenia senza ricetta |
| Centri dermatologici ospedalieri e universitari | forme dubbie, rare e cicatriziali, seconda opinione | videodermatoscopia, biopsia con istologia nella stessa struttura, accesso a studi clinici | prestazione a carico del SSN con la ricetta | di norma su indicazione del dermatologo, prenotazione al CUP, attesa più lunga |
| Ginecologo (nelle donne) | ciclo, contraccezione, sospetto di PCOS, gravidanza, menopausa | esami ormonali, ecografia ginecologica, revisione della contraccezione | prima visita ginecologica nel Nomenclatore; i consultori familiari sono ad accesso diretto | in aggiunta al dermatologo, non in sua sostituzione |
| Endocrinologo | valori tiroidei o androgeni alterati, quadro ormonale non chiaro | approfondimento ormonale e controlli nel tempo | prima visita endocrinologica nel Nomenclatore (codice 89.7A.8) | con ricetta del medico di base o del dermatologo, attesa spesso lunga |
| Tricologo | nessun ambito definito, perché il titolo non è protetto e non esiste un albo | dipende dalla persona: diagnosi e prescrizioni può farle solo un medico iscritto all’Albo | di regola prestazione interamente a pagamento | prenotabile in tempi brevi; verifica prima la qualifica |
| Clinica specializzata o chirurgo del trapianto di capelli | classificazione del pattern secondo Norwood o Ludwig, fattibilità di un intervento | densità dell’area donatrice, qualità del capello, numero realistico di innesti, controlli nel tempo | analisi e consulenza gratuite, l’intervento è sempre a pagamento | analisi in pochi giorni; non sostituisce l’inquadramento dermatologico |
| Dermatologo online e telemedicina | primo inquadramento, domande sulle prescrizioni, seconda opinione su un referto | valutazione di fotografie; nessuna tricoscopia, nessun pull test, nessuna biopsia | dipende da struttura e regione; le piattaforme private sono a pagamento | spesso in pochi giorni, utile per non restare fermi durante l’attesa |
Per arrivarci ci sono due strade. La via A parte dal medico di base: si raggiunge in fretta, comprende gli esami del sangue e la ricetta, e rende la visita specialistica molto più produttiva. La via B porta direttamente dal dermatologo, ma è praticabile solo pagando di tasca propria, in uno studio privato o in intramoenia: in quel caso la scelta del medico è libera e non serve alcuna impegnativa.
Una regola che conviene conoscere: nel linguaggio del SSN la prima visita si chiama primo accesso, cioè il primo contatto con il servizio per un determinato problema clinico, e la ricetta la compila il medico di base. Tutte le prestazioni successive le prescrive invece lo specialista che ti ha in cura, e per quelle non devi tornare dal medico di base a chiedere una nuova impegnativa. È scritto nel Piano nazionale di governo delle liste di attesa, e vale la pena ricordarlo al momento della prenotazione.

Quale di queste figure venga per prima nel tuo caso dipende dal quadro che vedi allo specchio. Un diradamento uniforme su tutta la testa orienta verso gli esami di base dal medico di base; un pattern su tempie, vertice o riga porta dal dermatologo. La matrice dei sintomi nel prossimo paragrafo associa a ogni quadro la figura competente e il grado di urgenza.
Quando è il momento di rivolgersi a un medico per la caduta dei capelli?
Conviene rivolgersi a un medico quando la quantità di capelli che perdi cambia in modo netto rispetto alla tua abitudine e la cosa dura più di quattro o sei settimane. Come regola generale, secondo il Manuale MSD una perdita da 50 a 100 capelli al giorno è normale, nei giorni di lavaggio fino a circa 250. Questo numero però varia molto con la lunghezza dei capelli, la frequenza dei lavaggi e la densità di partenza.
Ciò che conta non è quindi il numero assoluto, ma il cambiamento: molti più capelli del solito nella spazzola e nello scarico della doccia, una riga che si allarga, un’attaccatura che arretra o il cuoio capelluto che traspare in controluce. Chi osserva questi segni per qualche settimana ha un motivo più solido di qualsiasi conteggio.
Meglio presto, e senza allarmismi: su un quadro recente la diagnostica è più informativa, e in alcune forme è il momento della visita a decidere che cosa si riesce ancora a conservare. Nelle alopecie cicatriziali, per esempio, i follicoli si perdono in modo definitivo e non si rigenerano. Sono forme rare, ma sensibili al tempo.
La matrice dei sintomi che segue mette insieme le tre cose: il quadro sul cuoio capelluto, la figura competente e l’urgenza. Cerca la riga più vicina alla tua situazione e leggila da sinistra a destra.
| Sintomo o quadro sul cuoio capelluto | Medico competente | Urgenza |
|---|---|---|
| chiazze rotonde e glabre che compaiono in pochi giorni o settimane | dermatologo; è il quadro tipico dell’alopecia areata, che ha percorsi diagnostici e terapeutici propri. Approfondimento: alopecia areata | a breve |
| aree lisce e lucide senza aperture follicolari visibili | dermatologo, perché può trattarsi di un’alopecia cicatriziale; lì i follicoli persi non si rigenerano | a breve |
| dolore, bruciore, pustole, rossore o desquamazione intensa del cuoio capelluto | dermatologo; i quadri infiammatori come un’infiammazione del cuoio capelluto o un’infiammazione del bulbo pilifero richiedono l’esame della pelle, non solo del capello | a breve |
| perdita molto rapida e massiva | dermatologo e, in parallelo, medico di base per gli esami di base; inquadramento in caduta dei capelli grave | a breve |
| caduta dei capelli con sintomi generali come febbre, perdita di peso o dolori articolari | medico di base per l’inquadramento internistico, poi dermatologo per il cuoio capelluto | a breve |
| caduta dei capelli in bambini e adolescenti | prima il pediatra, che se serve indirizza alla dermatologia pediatrica | a breve |
| caduta diffusa comparsa di recente che dura più di sei o otto settimane | medico di base per gli esami di base e, in parallelo, appuntamento dal dermatologo, perché sotto il quadro diffuso può nascondersi un pattern | nelle prossime settimane |
| caduta iniziata dopo un nuovo farmaco | medico di base o il medico che lo ha prescritto; non sospendere nulla di tua iniziativa, vedi caduta dei capelli da farmaci | nelle prossime settimane |
| stempiature, vertice diradato o riga che si allarga (pattern) | dermatologo, perché il pattern si riconosce a occhio e si conferma con la tricoscopia | nelle prossime settimane |
| donna con ciclo cambiato, dopo la sospensione della pillola o in perimenopausa | dermatologo per il cuoio capelluto, in aggiunta ginecologo per il quadro ormonale | nelle prossime settimane |
| pattern che avanza lentamente da anni senza altri disturbi | dermatologo, se vuoi prendere una decisione terapeutica; altrimenti parlane alla prossima visita | osservare |
| caduta circa tre mesi dopo un parto, un’infezione, un intervento o una dieta severa | medico di base o ginecologo, con un emocromo comprensivo di ferritina come rete di sicurezza | osservare |
Questa matrice è un orientamento, non una diagnosi e nemmeno un’esclusione: anche senza questi segni un accertamento può avere senso. «A breve» qui significa: telefonare nei prossimi giorni e chiedere una classe di priorità adeguata sulla ricetta.
Il medico di base: la via d’accesso rapida, con esami del sangue e ricetta
Nella caduta dei capelli il medico di base è la figura più rapida, ma non quella decisiva sul piano diagnostico: raccoglie l’anamnesi, prescrive gli esami di base e compila la ricetta per lo specialista. Nella pratica corrente questi esami comprendono un emocromo più ferritina, TSH, vitamina D e zinco, cioè i valori che nella caduta diffusa risultano alterati con una certa regolarità.
Che cosa può fare: anamnesi con storia familiare e farmacologica, prescrizione degli esami del sangue, palpazione della tiroide, inquadramento delle patologie di base, revisione critica dell’elenco dei farmaci e la ricetta per la visita dermatologica. Tra i compiti che il SSN gli attribuisce c’è esplicitamente la prescrizione delle prestazioni specialistiche previste dal Nomenclatore. E conosce la tua storia clinica da anni, cosa che nella caduta diffusa vale spesso più di un singolo valore di laboratorio.
Che cosa non può fare: tricoscopia, tricogramma, biopsia del cuoio capelluto e la diagnosi differenziale dermatologica delle forme infiammatorie o cicatriziali. Chi si sente dire dal medico di base «è androgenetica» senza che il cuoio capelluto sia stato esaminato ha in mano un’ipotesi, non un referto.
Costi e SSN: la visita dal proprio medico di base non prevede ticket. Gli esami del sangue sono prestazioni previste dai LEA quando sulla ricetta c’è il quesito diagnostico, e in quel caso paghi il ticket previsto dalla tua regione, salvo esenzione. Accesso: di solito entro pochi giorni, nell’ambulatorio del medico presso cui sei iscritto, senza prenotazione al CUP.
Una leva pratica: chiedi in modo mirato i valori che riguardano i capelli, invece di «controlliamo tutto». Quali valori abbiano senso e come si interpretano lo spiega il nostro articolo sugli esami del sangue nella caduta dei capelli. L’elenco concreto da portare al colloquio lo trovi più sotto, nella checklist di preparazione.
Il dermatologo: lo specialista competente per capelli e cuoio capelluto
Nella caduta dei capelli il dermatologo è lo specialista competente, perché capelli e cuoio capelluto rientrano tra gli annessi cutanei, che appartengono al suo campo. La specializzazione si chiama «Dermatologia e venereologia». Dietro il titolo c’è l’iscrizione obbligatoria all’Albo dei Medici Chirurghi dell’Ordine provinciale, dove la specializzazione compare nell’elenco degli specialisti in dermatologia e venereologia. Gli Ordini sono enti pubblici con potere disciplinare, federati nella FNOMCeO e vigilati dal Ministero della Salute.
Che cosa può fare: riconoscere il pattern, la tricoscopia come esame in videodermatoscopia del cuoio capelluto, il pull test, il tricogramma o il TrichoScan, la biopsia del cuoio capelluto se sospetta una forma cicatriziale, esami di laboratorio mirati, la diagnosi con il piano terapeutico, le prescrizioni e la documentazione fotografica del referto. I dettagli nell’articolo sulla diagnosi della caduta dei capelli.
La tricoscopia è a livello internazionale l’esame non invasivo di riferimento nelle malattie dei capelli, indolore e concluso in pochi minuti. Aumenta in modo netto l’accuratezza diagnostica rispetto alla sola osservazione a occhio nudo, perché rende visibili il diametro dei capelli, la miniaturizzazione, le aperture follicolari e i segni infiammatori. Proprio per questo è il cuore di un referto solido.

Che cosa non sempre offre: non ogni ambulatorio dermatologico ha un interesse specifico per i capelli. Chi guarda la testa per due minuti e dice «è androgenetica» senza videodermatoscopia non fornisce una base solida. Al momento della prenotazione chiedi direttamente: «Fate la tricoscopia, cioè la videodermatoscopia? Vi occupate in modo specifico di capelli?» Un dettaglio che aiuta: nel Nomenclatore delle prestazioni la parola «tricoscopia» non compare, la voce prevista si chiama osservazione delle lesioni cutanee o degli annessi cutanei con videodermatoscopio, codice 89.39.6. Usa quindi entrambi i termini, così nessuno cerca una prestazione che nell’elenco non esiste, e ti risparmi settimane di attesa per un appuntamento che non chiarisce nulla.
Costi e SSN, in concreto: la prima visita dermatologica e la videodermatoscopia sono prestazioni del Nomenclatore, con una tariffa nazionale massima di 25,40 € e 18,00 €. Quella tariffa è il tetto di quanto il SSN riconosce e di quanto puoi pagare come ticket, non il prezzo di una visita privata. Presupposto resta sempre la ricetta con il quesito diagnostico. TrichoScan, analisi digitale computerizzata dei bulbi e fotografia di controllo non figurano invece nel Nomenclatore: sono prestazioni a pagamento, e il prezzo lo stabilisce la struttura, perché una tariffa nazionale per queste voci non esiste.
Accesso e tempi di attesa: il termine massimo non dipende dalla fortuna, ma dalla classe di priorità che il medico scrive sulla ricetta: U entro 72 ore, B entro 10 giorni, D entro 30 giorni per le visite, P entro 120 giorni. La prima visita dermatologica è tra le prestazioni sottoposte al monitoraggio nazionale delle liste di attesa, e i tempi effettivi delle singole strutture sono pubblicati sulla Piattaforma nazionale delle liste di attesa gestita da AGENAS. Quali leve esistono per accorciare l’attesa lo vedi più sotto.
Tricologo: in Italia non è un titolo protetto
«Tricologo» in Italia non è una qualifica professionale protetta e non è una specializzazione medica. Non esiste un Ordine dei tricologi e non esiste un albo in cui iscriversi, e la tricologia non compare tra le branche del Nomenclatore, che prevede invece la dermatologia. Nemmeno la legge sulle professioni non organizzate in ordini offre una tutela, perché esclude espressamente le professioni sanitarie dal proprio campo di applicazione. Il titolo da solo, quindi, non dice nulla sulla qualifica.
Non è una critica generalizzata. Chi si definisce tricologo può essere un medico specialista in dermatologia con un interesse specifico per i capelli, e in Italia esiste anche una società scientifica riconosciuta dal Ministero della Salute, la SITRI, che figura nell’elenco ministeriale accanto alle società dermatologiche SIDEMAST e ADOI. Ma può anche essere una figura senza formazione medica. La differenza per la tua diagnosi è notevole, e una verifica breve vale la pena: diagnosi e prescrizioni può farle solo un medico iscritto all’Albo.
Quattro domande di controllo prima di prenotare
- La persona è un medico? Risulta iscritta all’Albo dei Medici Chirurghi dell’Ordine provinciale, e con quale specializzazione?
- Viene formulata e messa per iscritto una diagnosi, oppure si vendono soprattutto prodotti?
- Ricevi una fattura con l’indicazione della prestazione, o un compenso libero senza documentazione?
- C’è un esame strumentale del cuoio capelluto con videodermatoscopio, o si resta allo sguardo e al colloquio?
Costi e SSN: le prestazioni offerte da chi non è medico sono di regola interamente a pagamento, perché non esiste alcun rapporto di cura riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale. Non c’è quindi nessun rimborso, e una «diagnosi» formulata in quel contesto non è un referto medico.
Centri ospedalieri e universitari: per i casi difficili
Per le forme dubbie e rare di caduta dei capelli sono competenti gli ambulatori dermatologici degli ospedali e delle cliniche universitarie. Lì videodermatoscopia, biopsia e istologia stanno nella stessa struttura, e questo fa la differenza decisiva quando si sospetta un’alopecia cicatriziale, per esempio un lichen planopilaris o un’alopecia frontale fibrosante.
Che cosa possono fare: le diagnosi difficili, una seconda opinione di livello specialistico, l’accesso a studi clinici e un controllo strutturato nel tempo. Che cosa non offrono: la presa in carico vicino a casa. Accesso: di norma su indicazione del dermatologo, con la ricetta e il quesito diagnostico, prenotazione al CUP e attesa più lunga. Costi: prestazione a carico del SSN, con il ticket previsto dalla tua regione.
Come trovare un ambulatorio adatto: l’iscrizione all’Albo si verifica gratuitamente sul sito dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia, dove la ricerca si può filtrare per specializzazione e restituisce l’elenco degli specialisti in dermatologia e venereologia. Le agende delle strutture pubbliche e di quelle private accreditate si trovano invece al CUP della tua regione, allo sportello, al telefono o online. Nessuno dei due strumenti mostra però chi si occupa in modo specifico di capelli. Ed è esattamente qui che serve una scorciatoia che quasi nessuno spiega.
Trovare chi si occupa davvero di capelli: la scorciatoia della ricerca a testo libero
- Cerca su Google «ambulatorio tricologia» più il nome della tua città, e in aggiunta «tricoscopia», «videodermatoscopia» o «visita tricologica» più la città. Questi termini stanno sui siti degli ambulatori, ma non esistono come filtro nelle ricerche ufficiali.
- Per i quadri difficili: «tricologia» o «malattie dei capelli» più policlinico o università della città universitaria più vicina. Lì videodermatoscopia, biopsia e istologia sono nella stessa struttura.
- Sul sito dell’ambulatorio guarda la pagina «prestazioni» o «servizi». Chi elenca videodermatoscopia, tricogramma o TrichoScan ha anche gli strumenti.
- Telefona e fai due domande: «Fate la videodermatoscopia del cuoio capelluto?» e «Vi occupate in modo specifico di capelli?» È il filtro più affidabile che esista. Poi verifica il nome nell’albo dell’Ordine provinciale.
Clinica specializzata e chirurgo del trapianto: di che cosa si occupano e di che cosa no
Una clinica specializzata è competente quando la causa è sostanzialmente chiarita e la domanda diventa: quale pattern c’è, e che cosa è realisticamente possibile con la mia area donatrice? È una figura parallela e specializzata su quella singola domanda, non un livello superiore di cure e non il primo indirizzo quando la caduta dei capelli non è chiara.
Che cosa può fare: la classificazione del pattern secondo Norwood o Ludwig, la valutazione della densità dell’area donatrice e della qualità del capello, la stima della fattibilità e di un numero realistico di innesti, oltre ai controlli nel tempo. Presso Elithair l’analisi capillare è il primo passo gratuito per fare chiarezza, e prima di qualsiasi decisione un esame del sangue nel pre-test verifica l’idoneità all’intervento.
Una distinzione importante: questo esame del sangue non è una diagnostica delle cause. Verifica se un trapianto sia davvero la terapia adatta ed esclude le situazioni in cui non lo è. La ricerca medica delle cause resta interamente al medico di base e al dermatologo. Specializzazione qui significa questo: per il giudizio di fattibilità esistono specialisti e metodi di misurazione dedicati, invece di una stima a occhio.
Che cosa espressamente non può fare: non sostituisce il dermatologo. Cuoio capelluto infiammato, chiazze glabre, sospetto di alopecia cicatriziale e caduta diffusa non chiarita vanno inquadrati dal dermatologo prima di parlare di un intervento. Una struttura seria in questi casi rifiuta o rimanda allo specialista. Una caduta diffusa o in fase attiva è una controindicazione: davanti a un quadro così una clinica seria dice no dopo l’analisi, invece di operare.
Costi e SSN: nelle cliniche specializzate analisi e consulenza sono di norma gratuite, l’intervento è sempre a pagamento. Il trapianto di capelli nell’alopecia androgenetica non è una prestazione dei LEA: il decreto stabilisce che gli interventi di chirurgia estetica sono garantiti dal SSN solo in conseguenza di incidenti, di esiti di procedure medico-chirurgiche o di malformazioni congenite o acquisite. Due punti da verificare in ogni struttura privata: che ci sia un direttore sanitario iscritto all’albo, come la legge richiede, e che il consenso informato sia completo e messo per iscritto prima dell’intervento. Accesso: l’analisi si fa a distanza caricando alcune fotografie, in pochi giorni.
Non devi aspettare l’appuntamento dal dermatologo per farla, e non è un motivo per disdirlo. Le due cose vanno in parallelo: l’analisi capillare è una valutazione visiva del pattern sulle tue fotografie, chiarisce la questione della fattibilità e non sostituisce né la visita né la diagnosi. Se le immagini mostrano un quadro infiammatorio, a chiazze o diffuso e non chiaro, prima di ogni altra domanda rimandiamo al dermatologo.
Gruppi particolari: donne, uomini giovani e bambini
Per donne, uomini giovani e bambini la domanda «caduta dei capelli: quale medico?» ha in sostanza la stessa risposta, ma il punto di partenza cambia. Nelle donne si aggiungono ginecologo o endocrinologo accanto al dermatologo, negli uomini giovani conta soprattutto la tempestività, e nei bambini il primo riferimento è il pediatra.
Quale medico per la caduta dei capelli nelle donne?
A quale medico rivolgersi per la caduta dei capelli, per le donne, ha in sostanza la stessa risposta: il dermatologo è il primo riferimento competente, perché può esaminare il cuoio capelluto e definire il pattern. Poiché nelle donne i fattori ormonali e la carenza di ferro entrano spesso in gioco, ginecologo ed endocrinologo si aggiungono come seconda figura, spesso in parallelo e non in sostituzione.
Un inquadramento importante, contro le false speranze: anche nelle donne l’alopecia androgenetica è la forma più frequente, tipicamente come pattern di Ludwig, con un allargamento diffuso della riga invece delle stempiature. Le cause ormonali e la carenza di ferro sono concause frequenti, e sono il motivo delle figure aggiuntive, non la spiegazione di regola. Approfondimento nell’articolo sulla caduta dei capelli nelle donne.

Al ginecologo spettano le irregolarità del ciclo, i sanguinamenti abbondanti o prolungati, il sospetto di PCOS, i segni di iperandrogenismo come acne e aumento dei peli, la caduta dopo la sospensione della pillola o dopo un cambio di pillola, il desiderio di gravidanza, il periodo dopo il parto e la perimenopausa. Può fare esami ormonali, ecografia e una revisione della contraccezione. La prima visita ginecologica è una prestazione del Nomenclatore, quindi accessibile con la ricetta e il quesito diagnostico, oppure privatamente. Esiste inoltre un canale ad accesso diretto, senza ricetta, che vale la pena conoscere: nei consultori familiari il decreto sui LEA garantisce alle donne prestazioni specialistiche, diagnostiche e di supporto psicologico, per esempio per i disturbi legati alla menopausa. Approfondimento in caduta dei capelli di origine ormonale.
All’endocrinologo portano valori tiroidei alterati, il sospetto di una tiroidite di Hashimoto, androgeni chiaramente elevati o un quadro non chiaro dopo gli esami di base. L’accesso passa di norma per una ricetta, e l’attesa è spesso lunga. Per approfondire: caduta dei capelli e tiroide, oltre a ormoni e capelli.
| Situazione | Primo riferimento | Che cosa si esamina | Integrazione utile |
|---|---|---|---|
| riga che si allarga senza altri disturbi | dermatologo | pattern, tricoscopia, classificazione di Ludwig | esami di base prescritti dal medico di base |
| caduta diffusa dopo dieta, infezione o stress | medico di base | emocromo, ferritina, TSH, vitamina D, zinco | dermatologo, se dura più di sei o otto settimane |
| caduta circa 3 mesi dopo il parto | medico di base o ginecologo | un emocromo con ferritina come rete di sicurezza | attendere; dermatologo se il quadro dura oltre un anno |
| dopo la sospensione o il cambio della pillola | ginecologo | quadro ormonale, storia contraccettiva | dermatologo se si sospetta un pattern |
| ciclo irregolare, acne, aumento dei peli (sospetto PCOS) | ginecologo | androgeni, SHBG, ecografia delle ovaie | dermatologo per il cuoio capelluto, endocrinologo se il quadro resta dubbio |
| menopausa e perimenopausa | ginecologo | assetto ormonale, opzioni terapeutiche | dermatologo per la diagnosi del pattern |
| stanchezza, sensibilità al freddo, variazioni di peso | medico di base | TSH e, se alterato, fT3, fT4, anticorpi anti-TPO | endocrinologo se i valori sono alterati |
| chiazze rotonde e glabre | dermatologo, a breve | tricoscopia, distinzione dell’alopecia areata | centro ospedaliero o universitario se il quadro resta dubbio |
| cuoio capelluto che prude, desquama o fa male | dermatologo, a breve | stato del cuoio capelluto, se serve tampone o biopsia | nessuna autoterapia prima dell’inquadramento |
Un aspetto che spesso viene trascurato: la caduta dei capelli circa due o tre mesi dopo il parto è un defluvio telogenico legato al calo degli estrogeni, con il picco intorno al quarto o quinto mese e di regola autolimitante entro il primo anno. Qui la risposta onesta non è «più medici», ma attendere, con un emocromo come rete di sicurezza. Conviene invece far controllare i quadri molto intensi, a chiazze, dolorosi o che durano più di un anno.
Quando si sospetta una carenza di ferro, il parametro decisivo è la ferritina, non l’emoglobina da sola. Come si interpretano i valori lo spiega l’articolo su carenza di ferro e caduta dei capelli.
Uomini tra i 20 e i 35 anni: vale la pena andare dal medico per le prime stempiature?
Sì, ed è proprio presto che conviene, perché su un quadro giovane l’andamento e le possibilità di conservare i capelli si valutano meglio. Con la tricoscopia un dermatologo riconosce se i capelli ricrescono già più fini, molto prima che la cosa si noti allo specchio. I prodotti acquistati in farmacia senza una diagnosi, al contrario, fanno spendere soldi senza dare alcuna informazione.
In pratica questo significa: prima farsi definire la forma, poi decidere. Come si inquadra un quadro precoce lo descrive il nostro articolo sulle stempiature a 20 anni.
Caduta dei capelli in bambini e adolescenti: prima dal pediatra
Nella caduta dei capelli in età pediatrica e adolescenziale il primo riferimento è il pediatra, che se serve indirizza alla dermatologia pediatrica. Tra le cause frequenti in questa fascia d’età, secondo la pratica clinica consolidata, ci sono un’infezione fungina del cuoio capelluto (tinea capitis) e l’alopecia areata, che in età pediatrica può anche regredire spontaneamente entro i primi sei mesi.
Chiazze glabre, desquamate o infiammate in un bambino vanno mostrate rapidamente, non osservate a lungo: la tinea capitis è contagiosa e va trattata dal medico. La caduta dei capelli nei bambini rientra in generale tra le situazioni da chiarire a breve, e la classe di priorità sulla ricetta serve esattamente a questo.
Nei bambini, per favore, non trattare nulla di tua iniziativa, né con rimedi casalinghi né con preparati pensati per gli adulti. Quanto sia intensa la caduta in rapporto all’età si può valutare solo con una visita e con l’andamento nel tempo.
Dermatologo online e telemedicina nella caduta dei capelli: hanno senso?
Un dermatologo online può servire a non restare fermi durante l’attesa e a ottenere un primo inquadramento sulla base di fotografie, ma per la diagnostica vera e propria la telemedicina di regola non basta. Tricoscopia, pull test e biopsia sono esami fisici, e per loro natura non si sostituiscono con un video.
La televisita è utile per la domanda «pattern o diffuso», per le questioni legate alle prescrizioni e per una seconda opinione su un referto che hai già. Non è adatta davanti a quadri infiammatori e a chiazze, quando si sospetta un’alopecia cicatriziale e in tutto ciò che va palpato o osservato al microscopio.
Costi: se e in che forma una televisita venga erogata a carico del SSN dipende dalla struttura e dalla regione, quindi chiedilo prima di prenotare; per le prestazioni a carico del SSN serve comunque la ricetta con il quesito diagnostico. Le piattaforme private hanno un proprio listino, e chiunque emetta fattura deve indicarvi la prestazione.
Un avvertimento senza fare nomi: le piattaforme che senza un vero esame vendono direttamente un preparato in abbonamento non forniscono una diagnosi. Forniscono un ordine.
Che cosa succede alla prima visita? Come si svolge il controllo per la caduta dei capelli
La prima visita dal dermatologo per la caduta dei capelli si compone di quattro passaggi: anamnesi, osservazione con tricoscopia, se necessario il pull test e poi gli esami di laboratorio o il piano terapeutico. Niente di tutto questo è doloroso o complicato: è proprio il non sapere che cosa aspettarsi a tenere molte persone lontane dall’appuntamento, più dell’attesa stessa.
1. Anamnesi. Da quando, con quale rapidità, quanto intensamente, la familiarità, farmaci e integratori, l’alimentazione, l’andamento del peso, i periodi di stress, le patologie pregresse e, nelle donne, anche ciclo e contraccezione. Più precise sono le tue indicazioni, più mirati saranno gli esami.
2. Visita. Il medico valuta il pattern e il cuoio capelluto, poi passa alla tricoscopia. Una lente con telecamera viene appoggiata direttamente sul cuoio capelluto, senza dolore e in pochi minuti. Diventano visibili capelli di spessore diverso, aperture follicolari, rossore e desquamazione.
3. Pull test. In più punti si tira delicatamente una ciocca e si conta quanti capelli si staccano. Il Manuale MSD descrive come procedura una ciocca di circa 40 capelli in almeno tre punti, con normalmente meno di tre capelli telogeni staccati per trazione; più di quattro o sei sono considerati un indizio di defluvio telogenico. Altri autori usano da 50 a 60 capelli e considerano positivo un risultato superiore al 10 per cento (Tsiogka et al., 2021).
Il test è un orientamento, non una misura esatta: la forza di trazione non è standardizzabile, e l’ultimo lavaggio influenza il risultato. Perché i capelli staccati si possano contare così bene lo spiega l’articolo sul ciclo del capello.
4. Come si procede. Prelievo di sangue, nei casi dubbi un tricogramma o una biopsia del cuoio capelluto in anestesia locale, più la documentazione fotografica per seguire l’andamento. Alla fine dovrebbero essere chiare tre cose: la forma sospettata, i passi successivi e il momento del controllo.
Una preparazione che quasi nessuno spiega: di regola non lavare i capelli il giorno della visita ed evita prodotti di styling, fibre in polvere e protesi, perché falsano il pull test e la valutazione del cuoio capelluto. In alcuni ambulatori preferiscono il contrario, quindi chiedilo brevemente in segreteria.

Che cosa portare alla visita
- l’elenco di tutti i farmaci e integratori, con la data di inizio
- fotografie di riga, vertice e attaccatura, con la stessa luce, riprese nel corso di più settimane
- un appunto: da quando, quanto intensamente, che cosa è cambiato
- referti precedenti e vecchi esami di laboratorio in copia
- la storia familiare: chi in famiglia ha perso i capelli e a che età
- per le donne: appunti sul ciclo e storia della contraccezione
- le tue domande, messe per iscritto
- tessera sanitaria e, se prevista, la ricetta con il quesito diagnostico
Valori che puoi chiedere
- emocromo completo
- ferritina come indice dei depositi di ferro
- TSH e, se alterato, fT3, fT4 e anticorpi anti-TPO
- 25-OH-vitamina D
- zinco
- nelle donne, secondo il sospetto: testosterone, testosterone libero, DHEAS, SHBG, prolattina
- in presenza di un sospetto specifico: PCR, valori epatici e renali, sierologia per la celiachia
È pensato come elenco di domande per il colloquio, non come istruzione al medico: quali valori siano clinicamente motivati lo decide lui in base al quadro, e il quesito diagnostico sulla ricetta serve proprio a questo. Interpretazione dei valori negli esami del sangue nella caduta dei capelli.
Che cosa fare concretamente dopo la diagnosi lo inquadra il nostro articolo che fare in caso di caduta dei capelli.
«Il mio medico non prende sul serio la caduta dei capelli»: tre leve concrete
Quando un medico liquida la caduta dei capelli come normale senza aver esaminato nulla, quello non è un risultato: è l’assenza di un referto. Finché non ci sono una tricoscopia e degli esami del sangue non esiste alcuna diagnosi a cui tu debba attenerti. Tre leve aiutano ad andare avanti, e tutte e tre sono del tutto legittime.
Leva 1, chiedere durante la visita. Dillo tranquillamente con queste parole: «Possiamo fare la videodermatoscopia?», «Possiamo dosare ferritina e TSH?», «Può scrivermi quale forma sospetta?» E se nulla di questo accade: «Se lo ritiene non necessario, può annotarlo?» L’ultima frase è la più efficace, perché mette a verbale una decisione.
Leva 2, pagare di tasca propria in modo mirato. Se l’ambulatorio non vede i presupposti per una prestazione a carico del SSN, puoi far eseguire singoli esami o la videodermatoscopia a pagamento, in intramoenia o in uno studio privato. È una strada regolare, ti dà una fattura con la prestazione indicata, quindi documentata e detraibile, e il costo è contenuto rispetto a mesi passati nell’incertezza.
Leva 3, cambiare o chiedere una seconda opinione. Verifica sull’albo dell’Ordine provinciale chi nella tua zona è specialista in dermatologia e venereologia, cerca un ambulatorio che si occupi specificamente di capelli e, se il quadro resta dubbio, fatti prescrivere una visita in un centro ospedaliero o universitario. Cambiare medico non toglie niente a nessuno e non richiede giustificazioni.
Quando la caduta dei capelli pesa: il disagio va portato in visita
Il disagio che la caduta dei capelli provoca è una parte legittima del motivo della visita, non un dettaglio da tralasciare. Soprattutto nelle forme a chiazze o in rapida progressione, la sensazione di perdere il controllo può pesare più del referto stesso. Dillo quindi apertamente durante l’anamnesi: quanto la cosa ti tocchi è un’informazione, non una debolezza.
In pratica questo significa: chiedi al tuo medico o allo specialista un riferimento per un supporto psicologico, se noti tendenza a isolarti, pensieri ricorrenti o disturbi del sonno. Per le donne i consultori familiari sono un canale ad accesso diretto, senza ricetta, dove il decreto sui LEA prevede espressamente anche consulenza e supporto psicologico.
Aiuta inoltre il confronto con chi ha la stessa diagnosi. Chiedi allo specialista se conosce gruppi o associazioni di pazienti nella tua zona. Il confronto tra pari non sostituisce una terapia, ma a molti toglie la sensazione di essere soli in questa situazione e porta spesso indicazioni pratiche molto concrete.
Il Servizio Sanitario Nazionale copre la visita per la caduta dei capelli?
Nella visita per la caduta dei capelli vale una separazione netta: diagnostica sì, terapia in genere no. Anamnesi, visita e diagnostica di laboratorio motivata dal punto di vista clinico sono prestazioni previste dai LEA, con la ricetta e il quesito diagnostico, e paghi il ticket della tua regione salvo esenzione. Per la terapia dell’alopecia androgenetica, invece, nei testi dei LEA e nel Nomenclatore non esiste alcuna prestazione: le parole «alopecia», «minoxidil» e «finasteride» non vi compaiono nemmeno una volta.
| Prestazione | A carico del Servizio Sanitario Nazionale | Che cosa significa in pratica |
|---|---|---|
| anamnesi e visita dal medico di base o dal dermatologo | prestazione prevista dai LEA (prima visita dermatologica, codice 89.7A.7) | serve la ricetta con il quesito diagnostico; tariffa nazionale massima 25,40 €, ticket secondo la regione salvo esenzione |
| esami di laboratorio in presenza di un sospetto clinico | prestazioni previste dai LEA (emocromo, ferritina, TSH, testosterone) | quali valori siano motivati lo decide il medico, e lo scrive come quesito diagnostico |
| tricoscopia, cioè videodermatoscopia | prestazione prevista dai LEA, codice 89.39.6 | tariffa nazionale massima 18,00 €; chiedila con entrambi i nomi, perché «tricoscopia» non compare nel Nomenclatore |
| TrichoScan, analisi digitale dei bulbi, fotografia di controllo | non presenti nel Nomenclatore | a pagamento; il prezzo lo fissa la struttura, una tariffa nazionale non esiste |
| pannello di laboratorio ampio solo su richiesta | no, senza quesito diagnostico | a pagamento, con fattura che indica le prestazioni eseguite |
| terapia dell’alopecia androgenetica (ad es. minoxidil, finasteride) | nessuna prestazione prevista dai LEA | nei testi dei LEA le parole «alopecia», «minoxidil» e «finasteride» non compaiono; sulla rimborsabilità dei singoli farmaci decide la classificazione AIFA, da verificare con il medico |
| forme patologiche, ad esempio alopecia areata o alopecie cicatriziali | visita, videodermatoscopia, biopsia e istologia sono prestazioni previste dai LEA | il singolo caso lo valuta lo specialista, che indica anche la classe di priorità |
| trapianto di capelli | nessuna prestazione prevista dai LEA | sempre a pagamento; la chirurgia estetica è garantita solo per incidenti, esiti di procedure medico-chirurgiche o malformazioni congenite o acquisite |
Due cose che conviene non confondere: che una prestazione non sia nei LEA non dice nulla sulla rimborsabilità di un farmaco, e viceversa. Sulle prestazioni decide il decreto sui livelli essenziali di assistenza, sui farmaci decide la classificazione AIFA, che va verificata caso per caso con il medico o in farmacia. E c’è una terza distinzione: la diagnostica resta a carico del SSN anche quando la terapia di quella stessa forma non lo è.
Chi paga di tasca propria, in intramoenia o in uno studio privato, riceve una fattura con l’indicazione della prestazione: la spesa è documentata e fiscalmente detraibile. Il prezzo lo fissa la singola struttura, perché per le prestazioni private non esiste un tariffario nazionale. Il vantaggio dell’intramoenia è che scegli il medico, e le sue agende devono comunque essere gestite dal CUP.
Come ottenere in fretta un appuntamento dal dermatologo?
Un appuntamento dal dermatologo a carico del SSN si prenota al CUP, il Centro Unico di Prenotazione della tua regione, allo sportello, al telefono o online. Il piano nazionale sulle liste di attesa richiede che il CUP gestisca in modo centralizzato le agende delle strutture pubbliche e di quelle private accreditate, comprese quelle dell’intramoenia, che mostri online in tempo reale i tempi di attesa per classe di priorità e che permetta prenotazione, disdetta e pagamento del ticket.
La leva più forte non è telefonare più spesso: è la classe di priorità che il medico scrive sulla ricetta, perché fissa un termine massimo vincolante. U significa il più presto possibile e in ogni caso entro 72 ore, B entro 10 giorni, D entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami strumentali, P entro 120 giorni. Parlane esplicitamente quando ti viene compilata la ricetta e spiega da quanto tempo va avanti e che cosa è cambiato. C’è poi una tutela che vale la pena conoscere: se la struttura pubblica non riesce a rispettare il termine della tua classe di priorità, la prestazione deve essere garantita in intramoenia o presso un privato accreditato, e tu paghi soltanto il ticket. Non è un favore, è una regola introdotta nel 2024, quindi chiedi al CUP che cosa succede se quel termine non è disponibile, invece di accettare la prima data libera.
Altre leve che funzionano nella pratica: farsi mettere in lista con richiamo in caso di disdetta, telefonare la mattina per chiedere i posti liberati, provare le strutture di provincia invece di quelle del centro città, valutare intramoenia o studio privato se l’attesa è troppo lunga, e chiarire già al telefono se fanno la videodermatoscopia. Così non aspetti settimane per un appuntamento senza tricoscopia.
Se la visita specialistica arriva tra qualche settimana, rendi produttiva l’attesa. Questo calendario serve a farti entrare in ambulatorio con dei dati, invece che con dei ricordi:
| Periodo | Che cosa ha senso fare in questa fase | Che cosa hai in mano dopo |
|---|---|---|
| Settimana 0 | visita dal medico di base, prelievo di sangue, ricetta per il dermatologo e prenotazione al CUP | la richiesta degli esami e un appuntamento con una classe di priorità |
| Settimana 1–2 | ritirare i referti, tenerne una copia, scattare le prime foto di riga, vertice e attaccatura | i valori di base e le foto di partenza |
| Settimana 2–6 | foto ogni due settimane con la stessa luce, aggiornare l’elenco dei farmaci e l’appunto sull’andamento | un andamento documentato invece di un ricordo |
| Settimana 4–8 | visita dal dermatologo (in classe D il termine massimo è 30 giorni, in classe B 10 giorni) | il referto della tricoscopia, la diagnosi e il piano terapeutico |
| dopo | controllo all’intervallo concordato, se serve prescrizione dello specialista per un centro ospedaliero, la ginecologia o l’endocrinologia | un termine di confronto per capire se la terapia funziona |
I tre errori più frequenti sulla strada della diagnosi
- Aspettare che il pattern sia evidente. Meglio: documentare presto e fissare l’appuntamento, perché su un quadro giovane l’andamento si valuta meglio.
- Far dosare solo il TSH o solo l’emoglobina. Meglio: chiedere espressamente anche la ferritina, perché i depositi di ferro possono essere vuoti mentre l’emoglobina sembra normale.
- Accontentarsi di un «è genetica, deve conviverci» senza tricoscopia. Meglio: chiedere l’esame, oppure cercare un ambulatorio che si occupi specificamente di capelli.
L’inquadramento del team medico Elithair
Il ritardo evitabile che vediamo più spesso non è il medico sbagliato, ma la prima visita fatta troppo tardi. Chi arriva in ambulatorio con esami del sangue recenti e alcune fotografie scattate con la stessa luce si risparmia spesso un intero passaggio intermedio. E chi ha una diagnosi dermatologica certa può poi prendere ogni decisione successiva su una base solida, invece che su un’ipotesi.
Domande frequenti: quale medico per la caduta dei capelli
Quale medico si occupa della caduta dei capelli?
Il medico competente è il dermatologo, cioè lo specialista in dermatologia e venereologia, perché capelli e cuoio capelluto sono annessi cutanei e rientrano nel suo campo. Il medico di base è la via d’accesso più rapida per anamnesi, esami del sangue di base e ricetta per la visita specialistica. Nelle donne si aggiungono, secondo il sospetto, ginecologo o endocrinologo.
Devo passare prima dal medico di base o posso andare direttamente dal dermatologo?
Dipende da chi paga. Per una visita a carico del SSN serve la ricetta, che al primo accesso compila il medico di base. Se paghi di tasca propria, in uno studio privato o in intramoenia, prenoti direttamente e scegli il medico. Il passaggio dal medico di base ha comunque senso, perché è rapido e prepara il terreno con gli esami del sangue.
Serve la ricetta per andare dal dermatologo?
Per una prestazione a carico del SSN sì: sulla ricetta devono comparire il quesito diagnostico, l’indicazione di primo accesso o accesso successivo e la classe di priorità. Privatamente o in intramoenia non serve. Le prestazioni successive le prescrive poi lo specialista che ti ha in cura, e per quelle non devi tornare dal medico di base.
A quale medico devono rivolgersi le donne per la caduta dei capelli?
Anche per le donne il primo riferimento competente è il dermatologo, perché può esaminare cuoio capelluto e pattern. Poiché i fattori ormonali e la carenza di ferro entrano spesso in gioco, ginecologo ed endocrinologo si aggiungono come seconda figura, in modo complementare e non sostitutivo. Anche nelle donne l’alopecia androgenetica è la forma più frequente, tipicamente come pattern di Ludwig.
Il ginecologo può essere utile nella caduta dei capelli?
Sì, quando c’è un sospetto ormonale. Il ginecologo è competente per irregolarità del ciclo, sospetto di PCOS, segni di iperandrogenismo, caduta dopo la sospensione della pillola, dopo il parto e in perimenopausa. Può fare esami ormonali, ecografia e revisione della contraccezione. Il cuoio capelluto però non lo esamina con la tricoscopia: per quello resta competente il dermatologo.
Il tricologo è un medico?
Non necessariamente. In Italia «tricologo» non è una qualifica protetta, non esiste un albo dei tricologi e la tricologia non è una branca del Nomenclatore. Chi si definisce così può essere un dermatologo con un interesse specifico per i capelli, ed esiste anche una società scientifica riconosciuta dal Ministero della Salute, la SITRI. Ma può anche essere una figura senza formazione medica: diagnosi e prescrizioni può farle solo un medico iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi.
Da quanti capelli al giorno conviene andare dal medico?
Una soglia netta non esiste. Come regola generale, secondo il Manuale MSD da 50 a 100 capelli al giorno sono normali, nei giorni di lavaggio fino a circa 250. Ciò che conta è il cambiamento rispetto alla tua abitudine per più di quattro o sei settimane, insieme a segni come una riga più larga o il cuoio capelluto che traspare.
Quanto costa la visita per la caduta dei capelli e chi la paga?
Anamnesi, visita ed esami motivati sul piano clinico sono prestazioni previste dai LEA: la prima visita dermatologica ha una tariffa nazionale massima di 25,40 € e la videodermatoscopia di 18,00 €, e paghi il ticket previsto dalla tua regione salvo esenzione. TrichoScan, fotografia di controllo e pannelli senza quesito diagnostico sono invece a pagamento, con prezzo fissato dalla struttura. Per la terapia dell’alopecia androgenetica non esiste alcuna prestazione LEA.
Quali valori del sangue conviene far controllare?
Nella pratica corrente, davanti a una caduta diffusa, si richiedono un emocromo più ferritina, TSH, 25-OH-vitamina D e zinco. Nelle donne si aggiungono, secondo il sospetto, testosterone, testosterone libero, DHEAS, SHBG e prolattina. Quali valori siano clinicamente motivati lo decide il medico in base al quadro: proponili come domanda, non come istruzione.
Che cosa succede dal dermatologo per la caduta dei capelli?
La visita si svolge in quattro passaggi: anamnesi, osservazione del pattern con tricoscopia, se necessario il pull test e poi esami di laboratorio o piano terapeutico. La tricoscopia è una lente con telecamera appoggiata sul cuoio capelluto, indolore e conclusa in pochi minuti. Nei casi dubbi seguono un tricogramma o una piccola biopsia in anestesia locale.
Quanto si aspetta per una visita dermatologica?
Il termine massimo dipende dalla classe di priorità indicata sulla ricetta: U il più presto possibile e comunque entro 72 ore, B entro 10 giorni, D entro 30 giorni per le visite, P entro 120 giorni. I tempi effettivi variano per regione e struttura e sono pubblicati sulla Piattaforma nazionale delle liste di attesa gestita da AGENAS. Se il termine non viene rispettato, la prestazione deve essere garantita in intramoenia o presso un privato accreditato e tu paghi solo il ticket.
Quale medico per l’alopecia areata o per le chiazze glabre?
Davanti a chiazze rotonde e glabre il medico competente è il dermatologo, e a breve termine: chiedi al medico che compila la ricetta una classe di priorità adeguata. Le aree lisce e lucide senza aperture follicolari visibili vanno controllate con particolare rapidità, perché possono indicare una forma cicatriziale, in cui i follicoli persi non si rigenerano.
Vale la pena andare dal medico se la caduta dei capelli è ereditaria?
Sì, perché è la diagnosi a determinare la terapia, e altre cause trattabili sono spesso presenti in parallelo, per esempio depositi di ferro vuoti o un disturbo della tiroide. Senza tricoscopia «ereditaria» resta un’ipotesi. Inoltre l’andamento si può valutare solo partendo da un quadro iniziale documentato.
Devo lavare i capelli prima della visita?
Di regola non il giorno stesso, e senza prodotti di styling, fibre in polvere o protesi, perché i capelli appena lavati falsano il pull test e la valutazione del cuoio capelluto. In alcuni ambulatori preferiscono il contrario, quindi chiedilo brevemente quando prenoti.
Gli esami del sangue per la caduta dei capelli sono a carico del SSN o si pagano?
In presenza di un sospetto clinico sono prestazioni previste dai LEA, prescritte con il quesito diagnostico, e paghi il ticket della tua regione salvo esenzione. Un pannello ampio richiesto senza indicazione clinica è invece a pagamento, con fattura che indica le prestazioni. Quali valori siano motivati lo decide il medico in base ai tuoi disturbi.
Quale medico per la caduta dei capelli nei bambini?
Nei bambini e negli adolescenti il primo riferimento è il pediatra, che se serve indirizza alla dermatologia pediatrica. Cause frequenti in età pediatrica sono un’infezione fungina del cuoio capelluto (tinea capitis) e l’alopecia areata, che nei bambini può regredire spontaneamente entro i primi sei mesi. Chiazze glabre o desquamate vanno controllate rapidamente, perché la tinea capitis è contagiosa.
Come uomo con le prime stempiature devo già andare dal medico?
Una visita conviene proprio presto, perché su un quadro giovane andamento e possibilità di conservare i capelli si valutano meglio. La tricoscopia mostra i capelli che ricrescono più fini prima che la cosa si noti allo specchio. I prodotti acquistati senza una diagnosi, al contrario, fanno spendere soldi senza dare alcuna informazione.
Che faccio se il medico non prende sul serio la mia caduta dei capelli?
Senza tricoscopia ed esami del sangue non c’è un referto, ma un’ipotesi. Chiedi durante la visita la videodermatoscopia e i valori di ferritina e TSH, e fatti annotare se entrambi vengono ritenuti non necessari. In alternativa puoi far eseguire singole prestazioni a pagamento, in intramoenia o in uno studio privato, oppure rivolgerti a un ambulatorio che si occupi specificamente di capelli o a un centro ospedaliero.
Fonti
- DPCM 12 gennaio 2017 (LEA): art. 4 comma 2 lett. g (prescrizione delle prestazioni specialistiche), art. 15 comma 1 (quesito diagnostico sulla ricetta), art. 24 comma 1 (consultori familiari ad accesso diretto), art. 38 comma 5 (chirurgia estetica) e Allegato 4 (Nomenclatore, codici 89.7A.7, 89.01.7, 89.39.6, 89.7A.8). gazzettaufficiale.it
- Decreto 25 novembre 2024, tariffe nazionali massime delle prestazioni ambulatoriali (prima visita dermatologica 25,40 €, videodermatoscopia 18,00 €). trovanorme.salute.gov.it, inquadramento: salute.gov.it
- Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021, Allegato A: classi di priorità U, B, D, P, primo accesso e accesso successivo, obblighi del CUP. salute.gov.it (PDF), pagina di riferimento: salute.gov.it
- Ministero della Salute: Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa presso AGENAS, online dal 26 giugno 2025. salute.gov.it; garanzia in intramoenia o presso privato accreditato al solo costo del ticket (Legge 107/2024): salute.gov.it
- Ministero della Salute: intramoenia, disciplina e libera scelta del medico. salute.gov.it
- Ministero della Salute: Ordini professionali e Albo dei Medici Chirurghi (elenco degli specialisti in dermatologia e venereologia, vigilanza, FNOMCeO). salute.gov.it
- Ministero della Salute, Determina 9 settembre 2024: elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie (SITRI, SIDEMAST, ADOI). salute.gov.it (PDF)
- Legge 14 gennaio 2013, n. 4, art. 1 comma 2: le professioni sanitarie sono escluse dalla disciplina delle professioni non organizzate in ordini. normattiva.it
- Legge 22 dicembre 2017, n. 219, art. 1: consenso libero e informato, documentazione in cartella clinica. normattiva.it
- Ministero della Salute: pubblicità sanitaria e obbligo del direttore sanitario nelle strutture private (Legge 145/2018, art. 1 commi 525 e 536). salute.gov.it
- MSD Manual, edizione per professionisti: alopecia (perdita fisiologica di capelli, pull test). msdmanuals.com
- Tsiogka A et al.: Trichoscopy-assisted hair pull test, Australasian Journal of Dermatology 2021. pmc.ncbi.nlm.nih.gov
Contenuto verificato dal punto di vista medico, aggiornato a luglio 2026. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una diagnosi o una terapia medica. In caso di chiazze glabre, cuoio capelluto dolente o infiammato e di perdita di capelli rapida e intensa, rivolgiti a breve a un ambulatorio dermatologico.

Dr. Imad Moustafa
Specialista in trapianto di capelli