Behandschuhte Hände sortieren einzelne Grafts auf einer gekühlten Zählplatte unter OP-Licht

Di quanti graft ho bisogno? Valori per zona, densità e prezzi

Il numero di graft di cui ha bisogno determina tre cose in una volta sola: quanto sarà densa la copertura, per quanto tempo le basteranno i capelli donatori e quanto costa il trattamento. Un ordine di grandezza si può fissare già prima di mettere piede in una clinica. Un graft porta in media circa 2,2 capelli e la maggior parte dei trattamenti si colloca tra 2.000 e 5.000 graft. Questo articolo la accompagna zona per zona attraverso i valori di riferimento, la densità per cm², i limiti della zona donatrice e i prezzi.

In sintesi

  • Un graft è un’unità follicolare da 1 a 4 capelli, in media circa 2,2
  • Per le stempiature servono circa da 2.000 a 3.500 graft, per l’intera sommità del capo da 4.000 a 6.000
  • Non decide il numero desiderato, ma ciò che la zona donatrice è in grado di dare in modo duraturo
  • Da Elithair conta la fascia di graft e non il singolo graft: prezzo forfettario da 3.300 a 3.900 €

L’indice mostra dove trovare che cosa. Poi si entra zona per zona nei numeri concreti.

Che cosa sono i graft?

Un graft è un’unità follicolare naturale del cuoio capelluto, cioè un gruppo da 1 a 4 capelli che cresce insieme da un’unica apertura della pelle e che viene prelevato e reimpiantato come unità. Bernstein e Rassman descrissero questa unità nel 1995 come unità chirurgica di base del trapianto di capelli. Da allora il settore ragiona in graft e non in singoli capelli.

  • Fusto del capello: il singolo capello visibile
  • Follicolo pilifero: la singola radice del capello nel cuoio capelluto
  • Graft (unità follicolare): il gruppo naturale da 1 a 4 follicoli che viene prelevato e impiantato come unità chirurgica
  • Zona donatrice: la corona di capelli insensibile al DHT sulla nuca e alle tempie, da cui provengono i graft

Si legge spesso che un graft sarebbe composto da più follicoli. Per essere precisi: un graft è esattamente un’unità follicolare, e questa può contenere 1, 2, 3 o 4 follicoli. Viene trapiantata così come è cresciuta. Proprio in questo sta la base di un risultato naturale.

Per il risultato è decisiva la quantità giusta. Se si impiantano troppo pochi graft, il cuoio capelluto traspare tra i nuovi capelli. Se se ne impiantano troppi su una superficie piccola, l’area trattata appare più densa del resto della capigliatura e quindi innaturale. Entrambi sono errori di pianificazione, non problemi di materiale.

Due termini vengono spesso confusi, anche se indicano fasi di lavoro diverse. FUE è la tecnica di prelievo con cui le unità vengono staccate singolarmente dalla zona donatrice. DHI è la tecnica di impianto con cui le unità vengono inserite direttamente con l’implanter Choi. Da Elithair le due fasi vanno insieme: l’impianto DHI è lo standard ed è compreso nel prezzo.

1 graft, quanti capelli?

Un graft contiene da 1 a 4 capelli, in media circa 2,2 capelli. Questo valore di riferimento è indicato dal Bernstein Medical Center for Hair Restoration, che fornisce anche i totali: circa 110.000 capelli in circa 50.000 unità follicolari. 3.000 graft corrispondono quindi, sulla carta, a circa 6.600 singoli capelli.

1 graft, quanti capelli? Le unità follicolari in sintesi
Tipo di graft Capelli per graft Dove viene impiantato
Graft singolo (unità follicolare con 1 capello) 1 Esclusivamente sulla linea frontale, per un passaggio morbido
Graft doppio 2 Massa principale subito dietro l’attaccatura
Graft triplo 3 Zona di densità sulla sommità del capo
Graft quadruplo 4 Zona di densità, più raro
Media su tutti i graft circa 2,2 Base di ogni conversione da graft a capelli

Il punto in cui viene impiantato ciascun tipo decide la naturalezza del risultato. I graft a capello singolo vanno esclusivamente sulla linea frontale, così che il passaggio risulti morbido e leggermente irregolare, come appunto appare un’attaccatura cresciuta naturalmente. Le unità da 2 a 4 capelli stanno dietro e portano la densità.

3.000 graft corrispondono, sulla carta, a circa 6.600 capelli. Per la conversione basta il valore medio: 2.000 graft sono circa 4.400 capelli, 3.500 graft circa 7.700 capelli, 5.000 graft circa 11.000 capelli. Sono valori orientativi, perché la media oscilla individualmente tra circa 1,8 e 2,3 capelli per graft.

Infografica: quattro unità follicolari con uno, due, tre e quattro capelli in sezione del cuoio capelluto

Si possono dividere i graft?

I graft si possono dividere, ma è un lavoro di fino e non la via standard. Chi ha prevalentemente unità da tre e quattro capelli ma ha bisogno di graft a capello singolo per l’attaccatura può far separare le unità più grandi sotto ingrandimento. Ogni divisione aumenta il rischio di sezionare un follicolo. Con una preparazione microscopica accurata il tasso di transezione, secondo i valori empirici della tecnica di preparazione, si aggira intorno all’uno per cento.

Perché comunque si calcola in graft e non in capelli: l’unità follicolare è l’unità chirurgica, viene prelevata, conservata e impiantata. Un’offerta che conta in capelli invece che in graft sembra offrire di più, ma significa lo stesso o meno. È uno dei punti a cui prestare attenzione quando si confrontano le offerte.

Da che cosa dipende di quanti graft ha bisogno?

Il numero di graft necessario deriva da tre grandezze: la superficie della zona ricevente in cm², la densità obiettivo in graft per cm² e ciò che la zona donatrice è in grado di dare in modo duraturo. Superficie per densità obiettivo dà il fabbisogno, la zona donatrice decide quanta parte di quel fabbisogno sia realistica. Tutto il resto sono fattori di dettaglio.

Questi fattori di dettaglio, però, cambiano nettamente il risultato a parità di numero di graft:

  • Calibro del capello: il capello spesso copre sensibilmente meglio di quello sottile a parità di graft
  • Contrasto tra colore dei capelli e della pelle: chi ha carnagione e capelli chiari otticamente ne richiede meno
  • Ondulazione: il capello mosso si distribuisce su più superficie di quello liscio
  • Densità donatrice: quante unità follicolari per cm² sono presenti nella corona
  • Schema e stadio: una superficie calva continua si pianifica diversamente da due stempiature
  • Capelli residui: più capelli propri sono ancora presenti, meno c’è da integrare
  • Età: nei pazienti più giovani il quadro definitivo non è ancora prevedibile, perciò si pianifica in modo più conservativo e si tiene da parte più riserva

Il punto più importante è quello a cui si pensa meno nel primo colloquio: non si pianifica solo il vuoto di oggi, ma anche l’immagine tra dieci o vent’anni. La calvizie androgenetica prosegue anche dopo il trattamento. Per questo si trattiene consapevolmente capello donatore, invece di impiegare nella prima seduta tutto ciò che è disponibile.

L’età cambia la pianificazione più di quasi ogni altro fattore. Nei pazienti tra i venti e i venticinque anni la caduta è nel pieno del suo sviluppo, il quadro futuro non è ancora prevedibile. Se in questa fase si consuma molto capello donatore per un’attaccatura disegnata bassa, quel capello mancherà poi per le zone che si diraderanno più avanti.

In giovane età la scelta seria è la variante più prudente: zona obiettivo più piccola, attaccatura leggermente più alta, una riserva di graft chiaramente pianificata e spesso, per il momento, l’osservazione dell’andamento. Perché una perdita che inizia presto vada inquadrata con particolare cura lo spiega l’articolo sulla caduta precoce dei capelli. Non decide l’età da sola, ma quanto è stabile il quadro.

La differenza sta nel metodo. Senza misurazione della superficie e della densità donatrice il numero di graft viene stimato, con la misurazione viene calcolato. Nell’offerta questa differenza non si vede. Nel risultato e in ciò che resta per una seduta successiva, eccome.

Di quanti graft ho bisogno? Valori di riferimento per zona e stadio Norwood

Per le stempiature i valori di riferimento sono da 2.000 a 3.500 graft, per l’intera sommità del capo da 4.000 a 6.000 graft. La maggior parte dei trattamenti si colloca tra 2.800 e 3.500 graft. Per un inquadramento internazionale: l’ISHRS Practice Census 2025 indica, per l’anno di riferimento 2024, una media mondiale di 2.262 graft per trattamento FUE.

Di quanti graft ho bisogno? Valori orientativi per zona obiettivo e stadio Norwood
Zona obiettivo o stadio Che cosa si vede Graft orientativi Nota
Stempiature e attaccatura (Norwood 2-3) Tempie che arretrano, forma a M iniziale da 2.000 a 3.500 L’attaccatura richiede graft a capello singolo: costa materiale e tempo
Zona frontale e parte anteriore della sommità (Norwood 4) Area diradata subito dietro l’attaccatura da 3.000 a 4.000 Il passaggio verso i capelli residui va pianificato insieme al resto
Sommità del capo più chierica (Norwood 5) Zona anteriore e vertice si diradano insieme da 3.500 a 4.500 Il vertice impiega più tempo a mostrare il risultato
Chierica o vertice isolati Diradamento circolare sulla parte posteriore del capo nell’ambito degli stadi indicati sopra Direzione di crescita a stella, da 15 a 18 mesi fino al risultato finale
Aree estese (Norwood 6) Zona anteriore e chierica sono unite da 5.000 a 6.000 Di regola due sedute
Ricostruzione completa (Norwood 7) Resta solo la corona di capelli da 6.000 in su È la zona donatrice a porre il limite, non il desiderio
Donne, allargamento della riga La riga si allarga, diradamento diffuso da 2.000 a 3.500 Spesso possibile senza rasatura
Barba, ricostruzione della barba piena Vuoti o zone del tutto assenti da 2.000 a 3.000 Angolo di crescita specifico, di circa 10-15 gradi

Valori orientativi, non una diagnosi. Il numero vincolante di graft lo stabilisce l’analisi medica dei capelli, perché superficie, densità donatrice e calibro del capello sono individuali.

Non riportiamo volutamente un numero fisso di centimetri quadrati per ogni stadio Norwood. Questi valori di superficie non sono standardizzati a livello di settore, in letteratura le indicazioni per gli stadi avanzati vanno all’incirca da 80 a 150 cm². Per farsi un’idea: una carta di credito in formato standard copre circa 46 cm², 80 cm² sono quindi poco meno di due carte affiancate o all’incirca il palmo di una mano senza le dita. Come si presenta concretamente il calcolo superficie per densità obiettivo lo mostra l’esempio più avanti.

Schema di una testa dall'alto e di profilo con zone colorate e i relativi intervalli di graft

Stempiature e attaccatura (Norwood 2-3): da 2.000 a 3.500 graft

Per le stempiature e un’attaccatura arretrata i valori di riferimento sono da 2.000 a 3.500 graft. Una recessione lieve si colloca piuttosto tra 2.000 e 2.500, stempiature marcate tra 3.000 e 3.500. Il numero cresce meno con la superficie che con l’esigenza sull’attaccatura, perché lì si impiantano singoli graft a un capello. In quale stadio si colloca il suo quadro lo indica la scala Norwood che classifica gli stadi della calvizie.

Zona frontale e sommità del capo (Norwood 4-5): da 3.000 a 4.500 graft

Per la zona frontale e la parte anteriore della sommità (Norwood 4) i valori di riferimento sono da 3.000 a 4.000 graft; se si aggiunge il vertice (Norwood 5), da 3.500 a 4.500 graft. Decisivo è il passaggio: se si riempie solo il vuoto senza pianificare anche il confine con i capelli residui, si crea un bordo visibile. Come si pianifica il trattamento della chierica lo spiega un articolo dedicato.

Il vertice consuma in proporzione molti graft. Lì i capelli crescono a raggiera da un punto, perciò la superficie sembra più piccola di quanto sia e la direzione di crescita va ricostruita su tutto il cerchio. A questo si aggiunge la pazienza: al vertice il risultato finale si vede solo dopo 15-18 mesi, nella zona anteriore dopo circa 12.

Perdita su ampie superfici (Norwood 6-7): da 5.000 graft in su

In caso di perdita estesa il fabbisogno è di 5.000-6.000 graft (Norwood 6) e da 6.000 graft in su quando resta solo la corona di capelli (Norwood 7). Se zona anteriore e chierica si sono fuse in un’unica superficie, di regola il lavoro si distribuisce su due sedute. Qui l’onestà conta più di qualsiasi numero: è la zona donatrice a porre il limite, una copertura completa nella maggior parte dei casi non è realistica. Ha senso allora dare priorità alla zona anteriore, perché è quella che incornicia il viso.

Donne e barba: da 2.000 a 3.500 graft

Nelle donne i valori di riferimento sono da 2.000 a 3.500 graft, in genere per un allargamento della riga o un’attaccatura frontale arretrata. Poiché i capelli di copertura sono spesso ancora presenti, in molti casi si può optare per un trattamento senza rasatura che evita di accorciare la capigliatura. In un trapianto di capelli nelle donne si verifica inoltre se la caduta sia diffusa e ancora attiva.

Per la ricostruzione di una barba piena si calcolano da 2.000 a 3.000 graft, per singoli vuoti nettamente meno. La barba cresce dalla pelle con un angolo molto piatto, di circa 10-15 gradi, mentre il capello è decisamente più eretto. Per questo il trapianto di barba è una disciplina a sé e non il semplice trasferimento della routine del cuoio capelluto.

Perché da Elithair non si parte sotto i 2.000 graft

Da Elithair ogni trattamento parte da 2.000 graft. Sedute da 1.000-1.500 graft non le offriamo volutamente: su una superficie visibile un numero così piccolo non dà un’immagine chiusa, ma una copertura appena accennata che dopo poco tempo porta con sé un secondo trattamento. Le offerte da 1.000 graft sono per lo più un’ancora di prezzo e non un piano di trattamento. Per questo, davanti a ogni offerta molto conveniente, verifichi a quale superficie dovrebbe riferirsi quel numero.

Quanti graft per cm²? Densità e ciò che appare realistico

Di norma si trapiantano da 30 a 45 graft per cm², sull’attaccatura in alcuni punti qualcosa in più. Un cuoio capelluto sano e non diradato presenta, a seconda della regione e della fonte, circa 65-85 unità follicolari per cm². La densità trapiantata resta quindi volutamente sotto quella originaria e nonostante ciò appare piena.

Graft per cm²: densità naturale, trapiantata e critica
Densità Graft per cm² Come appare
Cuoio capelluto naturale (riferimento) circa 65-85 Densità di partenza piena; le indicazioni variano a seconda del tipo di capello e del metodo di misurazione
Densità standard trapiantata circa 30-45 Appare chiusa e attecchisce in modo affidabile
Attaccatura, in singoli punti un po’ più alta, con graft a capello singolo Passaggio morbido e irregolare invece di un bordo netto
Oltre la soglia di tolleranza oltre circa 50-60 Rischio di irrorazione insufficiente, attecchimento peggiore invece di più capelli

Il motivo è percettivo e non aritmetico. Secondo il principio dell’illusione di densità coniato da Bernstein e Rassman, la perdita di capelli diventa evidente all’occhio solo quando manca circa la metà della densità originaria. Al contrario significa: circa la metà della densità originaria basta per un’impressione otticamente chiusa. È un principio clinico consolidato e non una soglia misurata in laboratorio.

Confronto tra tre porzioni di cuoio capelluto con densità crescente di 20, 40 e 70 graft per centimetro quadrato

Più graft per cm² non sono quindi automaticamente meglio. Oltre i 50-60 graft per cm² circa aumenta il rischio che la zona ricevente non irrori a sufficienza le unità impiantate. Un piccolo studio clinico di Beehner (congresso ISHRS di Sydney 2005, solo due pazienti) ha mostrato tassi di sopravvivenza dall’88 al 95% con 20-30 graft per cm², mentre a 50 per cm² il valore è sceso al 67% in uno dei due pazienti. La casistica è ridotta, la direzione è però riconosciuta nella pratica: impiantare troppo fitto significa attecchimento peggiore e non più capelli.

Per questo la zona ricevente si pianifica e non si riempie a sensazione. Con il Pre-Test-System misuriamo, prima del trattamento, il cuoio capelluto, l’irrorazione e la struttura del capello; da qui derivano la profondità e l’angolo di inserimento per ogni area. Su questa base il tasso di attecchimento da Elithair, secondo la nostra valutazione interna, è di circa il 98%. Se manca una pianificazione individuale di questo tipo, il tasso di attecchimento può calare sensibilmente, perché profondità e angolo non si adattano al singolo cuoio capelluto e i follicoli vengono irrorati peggio.

I graft trapiantati cadono di nuovo?

I fusti trapiantati cadono in gran parte nelle prime due-sei settimane, ma i graft stessi non vanno persi. La radice resta nel cuoio capelluto e ricresce a partire dal terzo-quarto mese. È un passaggio normale del ciclo del capello e non una perdita di graft, anche se in quel momento la sensazione è esattamente quella.

Da questo va distinto il vero shock loss, cioè la caduta temporanea dei capelli propri circostanti. Okochi et al. hanno analizzato nel 2024 su Aesthetic Plastic Surgery 621 pazienti FUE e lo hanno riscontrato nel 3,7% dei casi, negli uomini circa nell’1,6%, nelle donne circa nel 21%. Si tratta di un’analisi retrospettiva monocentrica: i numeri sono quindi un riferimento e non un valore di popolazione.

Cronologia dopo il trapianto di capelli: quando i graft impiantati diventano visibili
Periodo Che cosa succede nel follicolo Che cosa si vede
Giorno 1-10 I punti di inserzione si chiudono, si formano crosticine che poi si staccano di nuovo Rossore e crosticine sottili, guariti all’incirca dal decimo giorno
Settimana 2-6 I fusti trapiantati vengono espulsi, la radice resta nel cuoio capelluto I nuovi capelli cadono, l’area torna a sembrare come prima
Mese 3-4 I follicoli passano dalla fase di riposo a quella di crescita Spuntano i primi capelli nuovi e sottili
Mese 6 I nuovi capelli diventano più spessi, più lunghi e più pigmentati Primo risultato visibile
Mese 12 I capelli raggiungono il loro calibro definitivo Risultato finale nella zona anteriore, sull’attaccatura e sulle stempiature
Mese 15-18 I follicoli ritardatari al vertice chiudono la superficie rimanente Risultato finale su chierica e vertice

Resta la gestione delle aspettative, e qui aiuta una frase chiara: un trapianto di capelli non ripristina la densità dei diciotto anni. Ripristina un’immagine che appare piena, e lo fa in modo duraturo, perché il capello trapiantato proviene dalla zona insensibile al DHT. La differenza tra questa affermazione e una promessa è esattamente la differenza tra pianificazione e vendita.

Quanti graft si possono prelevare al massimo?

Nell’arco di tutta la vita si possono prelevare graft nell’ordine di 5.000-8.000, e precisamente dalla zona donatrice sicura sulla nuca e alle tempie. Non è dunque il numero desiderato a porre il limite, ma l’anatomia. L’estremo superiore vale solo in condizioni ideali, cioè con zona donatrice molto densa, capello spesso e contrasto favorevole tra capello e pelle. Con presupposti nella media la capacità è nettamente inferiore.

Sicura significa geneticamente stabile. Solo la corona di capelli è in larga misura insensibile al DHT, l’ormone che alimenta la calvizie androgenetica. Chi preleva oltre quel confine trapianta capelli che più avanti cadranno a loro volta. Unger definì questa zona nel 1994, sulla base di uno studio su 328 uomini di oltre 65 anni, come una fascia stretta di circa 7 cm di altezza. Punia et al. quantificano nel 2024, sull’Indian Journal of Plastic Surgery, l’intera zona permanente in circa 203 cm².

Illustrazione della testa da dietro e di profilo con la zona donatrice sicura evidenziata sulla corona di capelli

Alla zona donatrice conviene pensare come a un conto da cui si può solo prelevare. I follicoli prelevati non ricrescono nel punto di origine. In totale vi si trovano, secondo le stime, 20.000-25.000 unità follicolari, di cui grosso modo il 40-50% è considerato prelevabile in sicurezza sul lungo periodo. Ogni seduta preleva da questo conto.

Budget della zona donatrice: in cinque passi al numero realistico di graft
Passo Che cosa si conta
1. Superficie della zona ricevente La superficie da coprire in cm², determinata a partire dal quadro della caduta
2. Densità obiettivo I graft per cm² necessari per un’immagine chiusa
3. Fabbisogno Superficie moltiplicata per densità obiettivo dà il numero di graft necessario
4. Disponibilità La densità misurabile della zona donatrice sicura e la quantità che se ne può prelevare
5. Riserva Ciò che deve restare per la caduta dei decenni successivi

Esempio di calcolo (modello, non una diagnosi)

35 anni, Norwood 4. La zona diradata misura circa 80 cm², cioè all’incirca il palmo di una mano senza le dita o poco meno di due carte di credito affiancate. La densità obiettivo è di 40 graft per cm². Ne deriva un fabbisogno di circa 3.200 graft. Se la zona donatrice offre nell’arco della vita circa 6.000 graft, restano circa 2.800 graft di riserva per ciò che la caduta cambierà ancora nei prossimi vent’anni.

Se questa riserva viene consumata oggi, il risultato appare più denso nell’immediato. Se in seguito i capelli propri dietro arretrano, manca il materiale per intervenire. Proprio questo è il motivo più frequente di risultati insoddisfacenti dopo cinque-dieci anni.

Perché più graft non sono meglio

Più graft non sono meglio, perché ogni prelievo oltre la misura sicura assottiglia l’area di prelievo in modo visibile e duraturo. In termini tecnici si chiama overharvesting. Con i capelli corti la nuca diventa trasparente, e otticamente questo è spesso più fastidioso del vuoto iniziale davanti. Il prezzo di una seduta troppo grande non si paga subito, ma anni dopo. Come si rigenera normalmente l’area di prelievo lo descrive l’articolo sulla zona donatrice dopo il trapianto di capelli.

Sono possibili 6.000 o 7.000 graft in una sola seduta? Numericamente sì, ma raramente ha senso. In letteratura si parla di megasessione già oltre le 3.000 unità follicolari (Gabel, Facial Plastic Surgery Clinics of North America 2013). L’argomento oggettivo è il tempo fuori dal corpo: un graft prelevato è privo di apporto sanguigno e nella pratica specialistica vale la regola empirica molto citata di circa l’uno per cento di perdita all’ora con conservazione refrigerata. Per questo molti protocolli operatori lavorano con una finestra obiettivo di due-quattro ore tra prelievo e impianto.

A questo si aggiunge ciò che una seduta molto grande comporta sul piano fisico. Con il numero di graft crescono la durata dell’intervento, il numero dei punti di prelievo nell’area donatrice e la superficie in cui si incide nella zona ricevente. In pratica significa: più ore sulla poltrona, una superficie di ferita più ampia, nei primi giorni un gonfiore più marcato nella zona frontale e una fase di guarigione più lunga.

Proprio per questo le zone molto estese vengono spesso distribuite su due sedute, invece di comprimerle in un giorno solo. Il vantaggio è doppio: gli ultimi graft prelevati restano meno tempo fuori dal corpo e il cuoio capelluto non deve guarire su tutta la superficie contemporaneamente.

Se la zona donatrice sulla testa non basta, in singoli casi si può valutare il pelo corporeo come integrazione, in pratica solo barba e torace. Il pelo della barba per il suo spessore, quello del torace perché nella crescita in lunghezza si adatta ai capelli circostanti. Come sostituto di una zona donatrice debole nessuno dei due è adatto, come integrazione in determinate zone sì.

E se il conto non torna, la risposta giusta è nessun trattamento. Secondo i nostri dati interni rifiutiamo circa il 40% delle richieste dopo l’analisi dei capelli, perché la zona donatrice non regge il risultato desiderato o perché la caduta è ancora troppo attiva. Nel colloquio di vendita è scomodo, per il risultato è corretto.

Quanti trapianti di capelli si possono fare?

Due o tre trapianti di capelli sono realistici nell’arco di una vita. Il limite non lo pone il numero di interventi, ma il capello donatore rimanente. Tra due sedute dovrebbero passare almeno 12 mesi; nella pratica specialistica si indicano 8-12 mesi, e il valore superiore è quello sicuro.

Un secondo intervento non è per questo il segno di un errore commesso la prima volta. La calvizie androgenetica prosegue, il capello trapiantato resta, quello proprio no. Chi si fa trattare l’attaccatura a 30 anni può avere bisogno della sommità del capo a 40. Come funziona nella pratica lo mostra il caso di John Cena e del suo secondo trapianto di capelli.

I 12 mesi hanno una ragione oggettiva. Prima del dodicesimo mese il risultato nella zona anteriore non è definitivo, al vertice servono 15-18 mesi. Chi interviene prima pianifica senza dati e rischia di collocare graft in una superficie che si chiuderebbe comunque. Coerentemente, secondo l’ISHRS Practice Census 2025 i trattamenti successivi risultano nettamente più piccoli, con una media di 1.637 graft, rispetto ai primi trattamenti con 2.347 graft.

Secondo intervento in caso di garanzia

Elithair offre 20 anni di garanzia per iscritto sui capelli trapiantati. Un caso di garanzia presuppone due cose: graft sufficienti nella zona donatrice e almeno 12 mesi di distanza dal primo trattamento. La durata biologica dei capelli trapiantati è cosa distinta e non fa parte dell’impegno di garanzia.

Resta la conclusione onesta: chi pianifica il primo trattamento troppo grande si preclude il secondo. Proprio per questo una buona pianificazione trattiene capello donatore, invece di mettere nella prima seduta il massimo numero possibile. La domanda non è quanti graft siano possibili oggi, ma quanti bastino nell’arco di vent’anni.

Quanto costano i graft? Prezzi per numero di graft

Da Elithair non costa il singolo graft, ma la fascia di graft. Il prezzo forfettario va da 3.300 € per la fascia fino a 2.000 graft a 3.900 € a partire da 5.000 graft, indipendentemente da quante unità vengano effettivamente impiantate all’interno della fascia. Così il prezzo è fissato prima della partenza e non solo dopo il trattamento.

Quanto costano i graft? Prezzi forfettari Elithair per fascia di graft (aggiornamento 2026)
Graft Prezzo (EUR)
fino a 2.000 3.300 €
2.500 3.400 €
3.000 3.500 €
3.500 3.600 €
4.000 3.700 €
4.500 3.800 €
da 5.000 3.900 €

Sono compresi l’impianto DHI e la NEO FUE brevettata, oltre ad alloggio, transfer, interprete e assistenza post-operatoria. Da noi il DHI non è un upgrade a pagamento, ma il metodo standard per l’impianto. È il punto su cui le offerte differiscono più spesso, senza che nel prezzo si noti.

Allo stesso modo fa parte della trasparenza dire che cosa costa a parte. Il trattamento senza rasatura (Zero Shave) ha un supplemento di 500 €. Se il giorno del trattamento emerge che è opportuno impiantare più graft, si calcolano forfettariamente 100 € ogni 500 graft aggiuntivi, e solo previo accordo. Se ne servono meno, il prezzo scende di conseguenza.

Un medico spiega a un paziente al tablet come si compone il numero di graft necessario

Molte cliniche fatturano invece a graft, con un prezzo per singola unità. In quel caso l’importo finale dipende dal numero di unità effettivamente impiantate ed è noto solo a trattamento concluso. Le differenze di prezzo tra una sede e l’altra si spiegano con i costi del personale e della struttura, non con il numero di graft trapiantati.

L’assicurazione sanitaria di regola non contribuisce. La calvizie androgenetica non è considerata una malattia e il trattamento rientra quindi nell’ambito estetico: un rimborso dei costi non è di norma previsto, per informazioni vincolanti fa fede la propria assicurazione. La scala prezzi aggiornata e il modello di finanziamento li trova nella pagina dei prezzi.

Che cos’altro influenza il prezzo di un trapianto di capelli

Oltre al numero di graft, sono la tecnica, l’esperienza del team e la sede a determinare il prezzo di un trapianto di capelli. Dove tutti e tre sono fissati molto in basso, di solito si è risparmiato su qualcosa che in fattura non compare. Vale quindi la pena non confrontare l’importo finale, ma le voci che ci stanno dietro.

La tecnica è la prima voce. Il prelievo FUE e l’impianto DHI richiedono più mani e più tempo delle procedure più datate, perché ogni unità viene prelevata e inserita singolarmente. I sistemi robotizzati sono un ulteriore fattore di costo, ma nel mercato europeo hanno un ruolo secondario.

La seconda voce è l’esperienza, e agisce direttamente sulla qualità. Un team affiatato lavora più in fretta e in modo più delicato, il che riduce il tempo che un graft trascorre fuori dal corpo. La terza voce è la sede: le cliniche dell’Europa occidentale devono coprire i costi del personale e degli affitti locali, a Istanbul questi costi sono più bassi. È questo il vero motivo della differenza di prezzo.

Più importante del prezzo per graft è, alla fine, il modello di fatturazione. Chi fattura a graft e stabilisce il numero solo il giorno del trattamento sposta il rischio di prezzo sul paziente: l’importo finale si conosce solo a trattamento concluso. Un prezzo forfettario per fascia di graft ribalta questo rapporto.

E poiché la qualità si afferma male e si documenta bene: la nostra clinica viene controllata una o due volte al mese senza preavviso dal Ministero della Salute turco. A questo si aggiunge la certificazione ISO 9001:2015 rilasciata dal TÜV Thüringen, intestata alla società di gestione Estelit Sağlık Hizmetleri A.Ş. con il numero di certificato 151002611856. Non siamo noi a controllare la nostra qualità, ma un’autorità e un ente di certificazione indipendente.

Come si determina il suo numero di graft?

Il suo numero di graft non viene stimato, ma calcolato a partire da tre grandezze: la superficie della zona ricevente in cm², la densità obiettivo per cm² e la densità misurabile nella sua zona donatrice. Da Elithair si comincia con l’analisi gratuita dei capelli sulla base di fotografie, quindi senza viaggio e senza appuntamento in loco.

1. Caricare le foto

Vengono rilevati il quadro della caduta e la superficie interessata. Il suo vantaggio: una prima valutazione senza doversi spostare o fissare un appuntamento.

2. Valutazione medica

Stadio, densità donatrice e idoneità vengono valutati da un medico. Il suo vantaggio: una risposta onesta sul fatto che un trattamento abbia davvero senso.

3. Intervallo di graft e fascia di prezzo

Riceve un intervallo provvisorio e la fascia di prezzo corrispondente. Il suo vantaggio: sa su che cosa sta decidendo.

4. Pre-Test-System in clinica

Analisi del cuoio capelluto, irrorazione, struttura del capello, valutazione della zona donatrice e profondità dei graft. Il suo vantaggio: un piano di trattamento con profondità di inserimento calcolata e angolo adattato, invece di uno schema standard.

5. Via libera medica

Nessun passaggio senza approvazione medica: il disegno dell’attaccatura lo fa al 100% il medico. Il suo vantaggio: la linea che vede allo specchio ogni giorno non nasce per caso.

Quali foto servono per l’analisi dei capelli

Più le foto sono buone, più stretto è l’intervallo di graft. Quattro scatti e cinque informazioni bastano per una valutazione a distanza affidabile. Faccia le foto con capelli asciutti e non acconciati, altrimenti la densità sembra maggiore di quanto sia.

Checklist fotografica per la sua analisi dei capelli

  • Di fronte, con attaccatura visibile e fronte scoperta
  • Dall’alto, in verticale sulla zona della riga e del vertice
  • Entrambi i lati di profilo, così da poter valutare le tempie
  • Nuca e zona occipitale, per la valutazione della zona donatrice
  • Luce naturale, senza flash, senza filtri, capelli asciutti e non acconciati

Inoltre queste informazioni

Da quando dura la caduta, se al momento sta progredendo, se in famiglia ci sono casi di caduta dei capelli, quali farmaci assume e se ci sono stati trattamenti precedenti.

Line art dei quattro angoli fotografici per l'analisi dei capelli: di fronte, di profilo, dall'alto e da dietro

Perché cliniche diverse indicano numeri diversi per la stessa foto? Perché calcolano con densità obiettivo differenti, delimitano in modo diverso la superficie da trattare e, nel caso peggiore, adattano il numero all’offerta di prezzo invece del contrario. Per questo non chieda mai solo il numero di graft, ma anche la densità obiettivo e la superficie a cui si riferisce.

Il numero può cambiare il giorno del trattamento? Sì, sia in più sia in meno. In entrambi i casi se ne parla prima, e la fatturazione segue la regola dei 100 € ogni 500 graft aggiuntivi descritta nella sezione sui costi. Una clinica che non risponde a questa domanda in anticipo dovrebbe insospettirla.

Se vuole sapere che cosa è in grado di dare la sua zona donatrice e in quale intervallo di graft ricade il suo quadro: l’analisi dei capelli è gratuita e senza impegno, e può concludersi anche con un no, se il no è la risposta giusta.

Inquadramento dalla pianificazione del trattamento

L’errore di pianificazione più frequente che incontriamo nelle seconde opinioni non è prelevare troppo poco, ma troppo nella prima seduta. Il risultato appare molto buono dopo un anno e non più dopo dieci, perché non resta materiale per la zona successiva. Un numero di graft affidabile pianifica perciò sempre due momenti: oggi e tra vent’anni.

Come riconoscere un’indicazione seria sul numero di graft

Un’indicazione affidabile sul numero di graft nomina sempre tre cose insieme: la zona obiettivo, la densità perseguita per cm² e lo stato della zona donatrice. Chi indica solo un numero ha stimato e non calcolato. Con le sei domande seguenti può verificare qualsiasi offerta, indipendentemente da chi la faccia.

Sei domande da porre a ogni offerta di graft

  • A quale zona obiettivo si riferisce esattamente il numero?
  • Con quale densità per cm² si pianifica in quella zona?
  • Qual è la densità della mia zona donatrice, ed è stata misurata?
  • Quanto capello donatore resta per una seduta successiva?
  • Che cosa succede al prezzo se il giorno del trattamento serve di più o di meno?
  • Chi disegna l’attaccatura e chi approva il piano?

Cinque schemi dovrebbero insospettirla, e nessuno di essi dipende dal fornitore: un’indicazione in capelli invece che in graft, un numero molto alto senza valutazione della zona donatrice, un numero di graft stabilito solo il giorno del trattamento, una fatturazione a graft senza tetto massimo e promesse su densità o risultato prima ancora che sia stata fatta un’analisi.

Da noi la questione è risolta così: zona obiettivo e densità obiettivo sono fissate prima della partenza, la fascia di graft determina il prezzo, il disegno dell’attaccatura lo fa al 100% il medico e ogni scostamento viene concordato prima. Non è un tratto esclusivo, è il minimo che dovrebbe pretendere ovunque.

Un uomo controlla allo specchio la propria attaccatura e lo stato delle stempiature

Domande frequenti sui graft

2.000 graft sono pochi?

No. 2.000 graft sono un trattamento a tutti gli effetti e stanno sopra la media internazionale: l’ISHRS Practice Census 2025 indica 2.262 graft per caso FUE. Per le stempiature o un’attaccatura limitata 2.000 graft spesso bastano, per un’intera sommità del capo sono troppo pochi.

Quanti graft si possono trapiantare in una seduta?

Sono comuni sedute fino all’ordine di 5.000-6.000 graft, a seconda della zona donatrice e del cuoio capelluto. Tutto ciò che supera le 3.000 unità follicolari è già considerato megasessione in letteratura (Gabel 2013). Più a lungo i graft restano fuori dal corpo, più cala il loro tasso di sopravvivenza.

I graft prelevati ricrescono?

No. Un follicolo prelevato non ricresce nel punto di origine. La zona donatrice appare comunque chiusa dopo la guarigione, perché i capelli rimasti coprono i minuscoli vuoti. Proprio per questo la zona donatrice è un budget irripetibile, da cui ogni seduta preleva.

Quanto sopravvive un graft fuori dal corpo?

Nella pratica specialistica vale la regola empirica molto citata di circa l’uno per cento di perdita all’ora con conservazione refrigerata. Per questo molti protocolli operatori lavorano con una finestra obiettivo di due-quattro ore tra prelievo e impianto. Non esiste un grande studio controllato in merito: il dato è un valore empirico.

Quanto tempo deve passare tra due trapianti di capelli?

Almeno 12 mesi. Nella pratica specialistica si indicano 8-12 mesi, 12 mesi sono il valore sicuro, perché solo allora il risultato della prima seduta è valutabile nella zona anteriore. Al vertice servono 15-18 mesi. Chi interviene prima pianifica senza dati.

A metà dei vent’anni sono troppo giovane per un trapianto di capelli?

Non decide l’età da sola, ma quanto è stabile il quadro. Tra i venti e i venticinque anni la caduta è spesso nel pieno del suo sviluppo, perciò a questa età si pianifica in modo più conservativo: zona obiettivo più piccola, attaccatura più alta e una riserva di graft chiaramente pianificata per le zone che si diraderanno solo più avanti.

Quanto costano 3.000 graft?

Da Elithair 3.500 € come prezzo forfettario della fascia da 3.000 graft, inclusi l’impianto DHI e la NEO FUE brevettata. Molte cliniche fatturano invece a graft: in quel caso l’importo finale dipende dal numero di unità impiantate ed è noto solo a trattamento concluso. La scala aggiornata è riportata nella pagina dei prezzi.

L’assicurazione sanitaria paga un trapianto di capelli?

Di regola no. La calvizie androgenetica non è considerata una malattia e il trattamento rientra quindi nell’ambito estetico: un rimborso dei costi non è di norma previsto, per informazioni vincolanti fa fede la propria assicurazione. I casi ricostruttivi, per esempio dopo ustioni, vengono valutati singolarmente.

Si possono contare i graft su una foto?

Contarli no, delimitarli sì. Buone foto mostrano il quadro della caduta, la superficie e lo stato approssimativo della zona donatrice: da qui deriva un intervallo affidabile. Il numero esatto richiede la misurazione della densità donatrice. Una valutazione a distanza seria indica perciò un intervallo e non un numero puntuale.

Illustrazione di due profili di testa: la zona trattata oggi e la superficie potenzialmente interessata in futuro

Conclusione: di quanti graft ha davvero bisogno?

La maggior parte dei trattamenti si colloca tra 2.800 e 3.500 graft: da 2.000 a 3.500 per le stempiature, da 4.000 a 6.000 per un’intera sommità del capo. Sono valori medi e non una prescrizione. Ogni testa porta con sé una superficie diversa, un calibro di capello diverso e una densità donatrice diversa.

Qualità e quantità della zona donatrice pesano allo stesso modo. Troppo pochi graft impiantati lasciano trasparire il cuoio capelluto, troppi graft prelevati lasciano un nuovo problema sulla nuca. Tra questi due errori si trova il numero giusto, e deriva dalla misurazione, non dal desiderio.

La frase che regge l’intero articolo: il numero giusto di graft non è il più alto, ma quello che oggi dà un’immagine piena e tra dieci anni regge ancora. Quale sia nel suo caso lo mostra la nostra analisi dei capelli gratuita, sulla base delle sue foto.

Un uomo sulla trentina seduto alla finestra riflette con calma su un trapianto di capelli

Fonti

  • ISHRS (2025): Practice Census Results, anno di riferimento 2024. International Society of Hair Restoration Surgery. ishrs.org
  • Bernstein RM, Rassman WR: Follicular Units. Bernstein Medical Center for Hair Restoration. bernsteinmedical.com
  • Unger WP, Solish N, Giguere D, et al. (1994): Delineating the «Safe» Donor Area for Hair Transplanting. American Journal of Cosmetic Surgery 11(4):239-243. doi.org
  • Punia A, et al. (2024): Patient-Based Ratio Method for Permanent Zone Donor Area Calculation in Hair Transplant. Indian Journal of Plastic Surgery 57(6):474-478. pmc.ncbi.nlm.nih.gov
  • Gabel S (2013): Megasessions: surgical indications and technical perspectives. Facial Plastic Surgery Clinics of North America 21(3):419-430, PMID 24017983. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Okochi H, Onda M, Momosawa A, Okochi M (2024): An Analysis of Risk Factors of Recipient Site Temporary Effluvium After Follicular Unit Excision. Aesthetic Plastic Surgery 48(7):1258-1263, PMID 37816944. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Norwood OT (1975): Male pattern baldness: classification and incidence. Southern Medical Journal 68(11):1359-1365, PMID 1188424. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Beehner ML (2005): Follicular Unit Growth at Four Different Densities. Relazione al congresso ISHRS di Sydney, studio pilota con due pazienti. bernsteinmedical.com
  • gesund.bund.de (Ministero federale tedesco della Salute): la calvizie androgenetica nell’uomo. gesund.bund.de

Aggiornato al 2026. Questo articolo ha finalità di informazione generale e non sostituisce una consulenza, una diagnosi o un trattamento medico. Tutti i numeri di graft sono valori orientativi; il numero vincolante deriva da una visita medica individuale.

Dr. Imad Moustafa

Dr. Imad Moustafa

Specialista in trapianto di capelli

Contenuto verificato dal punto di vista medico: revisionato dall’“Elithair Medical Board”. Ci assicuriamo che tutte le informazioni relative alla salute siano supportate da dati clinici aggiornati e da fonti mediche affidabili, seguendo rigorosi criteri di revisione medica.