Uomo di circa 35 anni con attaccatura arretrata, ritratto sereno per la classificazione sulla scala di Norwood

Scala di Norwood: tutti i 7 stadi con immagini, età e graft

È molto importante avere dei criteri scientifici con i quali poter capire la gravità della propria calvizie. Aver consapevolezza del problema, è il primo passo per individuarne la soluzione più appropriata ed efficace.

Vediamo allora come si “misura” la perdita dei capelli e come funziona la scala Norwood.

Chi vuole capire a che punto è arrivata la propria caduta dei capelli finisce quasi sempre sulla scala di Norwood. Classifica l’alopecia androgenetica maschile in uno schema illustrato di sette stadi, più le varianti di tipo A. O’Tar Norwood pubblicò questa versione nel 1975 sul Southern Medical Journal, dopo aver esaminato 1.000 uomini, e ancora oggi la scala resta il riferimento negli studi medici e nelle cliniche. Qui trova ogni stadio illustrato, come collocarsi da solo e che cosa comporta il suo stadio in vista di un trattamento.

I punti chiave

  • Lo stadio 1 è l’attaccatura giovanile, lo stadio 7 soltanto una corona di capelli stretta sopra le orecchie e sulla nuca
  • Lo stadio dipende da due zone: l’attaccatura frontale e il vertice
  • La scala descrive un modello visibile. Non è una diagnosi e non è una prognosi
  • Per le donne vale la scala di Ludwig con tre gradi, perché la caduta dei capelli femminile segue un altro modello

L’indice mostra dove trovare che cosa. Poi entriamo nel dettaglio, stadio per stadio.

Che cos’è la scala di Norwood?

La scala di Norwood è uno schema illustrato con cui i medici classificano l’alopecia androgenetica maschile in sette stadi descritti con chiarezza. Offre a medici, pazienti, studi clinici e pianificazione del trapianto un linguaggio comune per un modello visibile.

Quello che la scala rappresenta è il risultato di un processo ormonale. Nell’alopecia androgenetica il diidrotestosterone (DHT) si lega al recettore degli androgeni dei follicoli geneticamente sensibili su fronte, tempie e vertice. Questi follicoli si miniaturizzano: a ogni ciclo il capello diventa più sottile, più corto e più chiaro, fino a non ricrescere più.

Sulla nuca e ai lati i follicoli restano in larga parte resistenti al DHT, per questo lì i capelli rimangono ed è proprio quest’area a costituire la zona donatrice (British Association of Dermatologists, informazioni per i pazienti sulla calvizie maschile). Poiché la perdita segue sempre le stesse zone, è possibile suddividerla in stadi.

Due direzioni di avanzamento sono tipiche: dalla parte anteriore attraverso le tempie, come recessione frontotemporale, cioè la stempiatura, e dal vertice, come chierica. Negli stadi Norwood più avanzati i due fronti si incontrano.

Quello che la scala di Norwood non fa: non indica una causa, non indica una velocità e non indica un momento. Non dice nulla sulla densità dei capelli, sul calibro del capello o sul grado di miniaturizzazione. È uno strumento di comunicazione, non una diagnosi.

Scala di Norwood o scala di Norwood-Hamilton? E che cosa significa «Norwood scale»?

Sono due nomi per la stessa classificazione. James B. Hamilton pubblicò nel 1951, sugli Annals of the New York Academy of Sciences, la prima suddivisione sistematica del modello di caduta dei capelli maschile. O’Tar Norwood, dermatologo e chirurgo dei trapianti di capelli, la rielaborò nel 1975 sul Southern Medical Journal sulla base di 1.000 uomini esaminati.

Norwood aggiunse in quell’occasione lo stadio autonomo del vertice e le varianti di tipo A. In inglese la scala si chiama «Norwood scale» oppure «Hamilton-Norwood scale»: sul piano clinico è identica alla scala di Norwood-Hamilton.

Come stabilire da solo il proprio stadio Norwood

Per un’autovalutazione affidabile sulla scala di Norwood servono tre foto con la stessa luce: fronte frontale, testa dall’alto e profilo. Chi stima il proprio stadio soltanto allo specchio sottovaluta quasi sempre il vertice, perché non lo vede affatto.

Il trucco sta nella struttura della scala. Norwood definisce gli stadi attraverso due zone indipendenti, l’attaccatura frontale e il vertice. Chi le valuta separatamente e poi le combina arriva allo stadio corretto in modo più affidabile che confrontando serie di immagini.

Matrice delle zone: valutare separatamente attaccatura e vertice, poi combinare
Valutare l’attaccatura Vertice: pieno Vertice: visibilmente diradato Vertice: calvo
Dritta, nessun arretramento Stadio 1 Diradamento senza recessione: Norwood non lo rileva con precisione, valutazione medica atipico, valutazione medica
Leggera recessione su entrambe le tempie Stadio 2 Stadio 2 o 3 vertice atipico, valutazione medica
Recessione a M profonda, a cuneo Stadio 3 Stadio 3 vertice Stadio 4
Zona frontale calva su ampia superficie, la fascia di capelli è ancora presente verificare un decorso di tipo A Stadio 4 Stadio 4 o 5
Zona frontale calva, fascia di capelli rada o scomparsa verificare un decorso di tipo A Stadio 5 Stadio 6 o 7

Due precisazioni sulla matrice: chi riconosce in sé una linea arretrata in modo uniforme, senza forma a M, deve leggere la sezione sulla variante di tipo A. E la matrice classifica un modello visibile, non formula una diagnosi e non rileva la miniaturizzazione.

Protocollo fotografico: come trasformare un’istantanea in un decorso documentabile

  • 1.Fotografare da tre angoli: fronte frontale, testa dall’alto (vertice), profilo.
  • 2.Sempre capelli asciutti. Sui capelli bagnati ogni attaccatura sembra più rada di quanto non sia.
  • 3.Luce naturale di lato, nessun faretto a soffitto direttamente sopra la testa.
  • 4.Capelli tirati indietro dalla fronte, alzare al massimo le sopracciglia e usare la piega più alta come linea di riferimento.
  • 5.Stessa distanza, stesso angolo, stessa fotocamera a ogni ripetizione.
  • 6.Data nel nome del file, ripetizione ogni 6 mesi.

Il confronto di due serie a distanza di 6-12 mesi mostra se esiste davvero una caduta dei capelli attiva. È esattamente ciò che una singola immagine Norwood non fa.

L’errore di ragionamento più frequente nell’autovalutazione: una foto singola mostra uno stato, non un’evoluzione. Solo il confronto di due scatti a distanza di 6-12 mesi mostra se esiste davvero una caduta dei capelli attiva. È proprio da questo che si capisce se si tratta di un’attaccatura matura o di uno stadio 2 iniziale.

Il secondo punto cieco è la miniaturizzazione. Capelli più sottili, più corti e più chiari in una zona sono un segnale più precoce di un vuoto visibile, e non compaiono in nessuna immagine Norwood. Una lente per il cuoio capelluto o una tricoscopia medica li rende visibili.

E il limite, detto con onestà: in uno studio con 7 dermatologi e 16 medici in formazione che hanno classificato 43 foto, la concordanza è risultata insufficiente (ICC da 0,63 a 0,68, International Journal of Trichology 2009). Anche gli stessi valutatori sono arrivati a risultati diversi dopo 3 mesi. La sua autovalutazione è quindi un buon orientamento, non una misura.

Norwood 1: l’attaccatura giovanile invariata

Norwood 1 di profilo e dall'alto: attaccatura giovanile piena, vertice denso

Norwood 1 descrive un’attaccatura senza arretramento visibile, così come si presenta in gioventù. È lo stadio di riferimento della scala e non uno stadio di caduta dei capelli.

Allo specchio vede una linea dritta o appena curva sopra la fronte, nessun incavo a cuneo alle tempie e, nella foto dall’alto, un vertice completamente coperto. Nello studio di coorte giapponese su 5.372 uomini l’età mediana allo stadio I era di 26 anni (intervallo di confidenza al 95 per cento da 25 a 27): è un’osservazione in quella coorte e non un’aspettativa per Lei.

Fabbisogno di graft: nessuno. Allo stadio 1 non esiste indicazione per un trapianto di capelli. Il passo successivo sensato è poco spettacolare e comunque utile: creare foto di riferimento secondo il protocollo qui sopra. Chi a 20 anni documenta la propria situazione di partenza potrà più tardi dimostrare i cambiamenti invece di tirare a indovinare.

Norwood 2: leggera recessione su entrambe le tempie

Norwood 2 di profilo e dall'alto: leggera recessione su entrambe le tempie, parte superiore della testa piena

Norwood 2 significa un incavo leggero, di solito simmetrico, dell’attaccatura su entrambe le tempie. La linea è arretrata di qualche millimetro fino a circa un centimetro, la fronte sembra un po’ più alta, la parte superiore della testa è completamente coperta.

È visibile il primo accenno della forma a M. La linea residua è ancora continua, al vertice non si riconosce alcun diradamento. Ed è proprio qui che si pone la domanda centrale di questo stadio.

Norwood 2 o soltanto un’attaccatura matura?

Un’attaccatura matura arretra una sola volta, nella pubertà e nei primi anni venti, di circa 1-1,5 centimetri e poi resta stabile, senza miniaturizzazione. Norwood 2 nel senso di caduta dei capelli attiva progredisce e mostra sul bordo capelli più sottili, più corti e più chiari. Questa distinzione è un ampio consenso clinico nato dalla pratica, non il risultato di un singolo studio.

Su una foto singola le due cose non si distinguono. Solo il confronto nel tempo risponde alla domanda. Norwood 2 a 20 anni è possibile e in sé non è un’emergenza, ma è un buon motivo per documentare adesso il decorso e per farsi valutare da un dermatologo: una caduta dei capelli che inizia presto tende in media a progredire ulteriormente.

Se in questo stadio si interviene chirurgicamente, si tratta di una superficie piccola, nell’ordine di 1.000-1.500 graft. È un orientamento e non una promessa: dipende dall’area donatrice individuale sulla nuca, si sposta con il calibro del capello, perché un capello fine copre meno superficie per graft, e il numero definitivo lo stabilisce esclusivamente la visita medica.

Il passo successivo sensato non è quindi, di solito, un intervento. Allo stadio 2 hanno la priorità l’inquadramento diagnostico e, in caso di progressione dimostrata, una stabilizzazione farmacologica. Se si trapianta in un contesto attivamente in progressione, i capelli trapiantati restano mentre quelli nativi intorno continuano a cadere. I chirurghi descrivono questo risultato come effetto isola. I dettagli sulla zona frontale si trovano nell’articolo sulla stempiatura.

Norwood 3 e Norwood 3 vertice: il primo stadio rilevante per il trattamento

Norwood 3 di profilo e dall'alto: recessione a M profonda e a cuneo, vertice ancora pieno

Norwood 3 è, secondo la definizione dello stesso Norwood, il primo stadio considerato una caduta dei capelli rilevante per il trattamento. Le tempie sono arretrate in modo netto e profondo, a cuneo, la forma a M è inconfondibile, la linea residua al centro è in parte solo una striscia stretta.

Norwood 3 vertice va tenuto ben distinto: l’attaccatura è arretrata come allo stadio 3 e in più il vertice si dirada sulla parte superiore della testa, mentre tra le due zone rimane ancora una fascia di capelli. Nella foto dall’alto il cuoio capelluto traspare. Sono due fronti da trattare, non uno.

Norwood 3 vertice di profilo e dall'alto: recessione a M più vertice che si dirada

Norwood 3 è, in molte coorti, una delle classificazioni più frequenti nell’età adulta media. Una revisione sull’Indian Journal of Dermatology, Venereology and Leprology riassume, per gli uomini caucasici, circa il 30 per cento di uomini colpiti tra i trentenni e il 40 per cento tra i quarantenni. Anche questi sono numeri di coorte, non un percorso prestabilito per il singolo.

Per la zona anteriore il fabbisogno è nell’ordine di 1.500-3.000 graft, con Norwood 3 vertice corrispondentemente più alto, perché il vertice è una superficie aggiuntiva. Va detto però subito: l’area donatrice è limitata, con capelli fini e lisci il fabbisogno per la stessa superficie è decisamente più alto che con capelli spessi o ricci, e il numero vincolante arriva dalla visita medica.

Da qui in avanti un trapianto diventa un’opzione da valutare sul piano specialistico, di solito sensata in combinazione con la stabilizzazione dei capelli restanti. Il vero conflitto di pianificazione: attaccatura e vertice competono per gli stessi capelli donatori. Come si può trattare l’area del vertice è spiegato nell’articolo sulla chierica.

Norwood 4: zona frontale e vertice, separati da una fascia di capelli stretta

Norwood 4 di profilo e dall'alto: grande zona frontale calva, vertice calvo, fascia di capelli stretta in mezzo

Norwood 4 significa che l’attaccatura è arretrata fortemente e che il vertice è chiaramente diradato o calvo. Tra la zona frontale calva e il vertice calvo resta soltanto una fascia di capelli stretta sopra la parte superiore della testa.

Si vedono una fronte decisamente più ampia, spesso con pochi capelli isolati e radi nella zona frontale, un’area del vertice ben riconoscibile e una fascia di separazione che si assottiglia. Questo stadio è un punto di svolta, perché la superficie calva supera tipicamente ciò che si può coprire con la densità piena della gioventù.

Così la pianificazione diventa una questione di priorità: prima cornice e attaccatura, perché definiscono il volto, il vertice dopo o con una densità più bassa. Nello studio di coorte giapponese su 5.372 uomini il tempo mediano da uno stadio al successivo era di 4,5 anni, e gli stadi più avanzati comparivano con un’età mediana crescente. Quando la caduta dei capelli inizia presto, Norwood 4 viene raggiunto decisamente prima.

Il fabbisogno è nell’ordine di 3.000-4.000 graft per un miglioramento visibile di entrambe le zone. Questo ordine di grandezza presuppone una zona donatrice sufficientemente densa e sana, si sposta con il calibro del capello, e se sia raggiungibile nel suo caso non lo decide lo stadio Norwood, ma la visita medica.

Un Norwood 4 si può ancora fermare? La progressione si può frenare con i farmaci, ma la superficie già perduta non ricresce. Conservare e ricostruire sono due cose diverse: i principi attivi mantengono ciò che c’è, un trapianto ridistribuisce i capelli esistenti. L’articolo sui numeri di graft possibili mostra quanta superficie si possa coprire in modo realistico.

Norwood 5: la fascia di capelli tra le due zone si assottiglia

Norwood 5 di profilo e dall'alto: fascia di capelli stretta e rada tra zona frontale e vertice

Con Norwood 5 zona frontale e vertice si sono ampliati, la fascia di capelli che li separa è diventata visibilmente più stretta e più rada. Le due aree calve sono ancora separate, ma chiaramente in avvicinamento.

Si vede una striscia di capelli stretta e trasparente sopra la testa, le zone calve si estendono più indietro e verso i lati. Questo stadio si osserva prevalentemente in età adulta avanzata, con una grande variabilità individuale.

Il fabbisogno è nell’ordine di 3.500-4.500 graft. Da Norwood 5 il fattore limitante è l’area donatrice, non il desiderio: cliniche e portali specializzati indicano concordemente circa 4.000-8.000 graft come prelevabili in sicurezza nell’arco di una vita, spesso 6.000-7.000 come limite superiore pratico. Sono valori orientativi della pratica, non dati di studi.

In questo stadio una densità giovanile su tutta la superficie di norma non è realizzabile. Realistico è un miglioramento netto attraverso una distribuzione strategica, pianificata individualmente dal medico. Obiettivi sensati sono un’attaccatura adeguata all’età e una cornice del volto chiusa, non la massima superficie coperta.

Norwood 6: zona frontale e vertice sono collegati

Norwood 6 di profilo e dall'alto: zona frontale e vertice uniti in un'unica superficie calva

Norwood 6 si ha quando la fascia di capelli che separava le due aree è scomparsa e la zona frontale calva passa direttamente nella zona calva del vertice. Resta una corona di capelli ai lati e sulla nuca, ancora relativamente ampia.

Si vede una superficie calva continua sulla parte superiore della testa. Lo si osserva prevalentemente in età avanzata: dati di coorte australiani, riassunti in lavori di revisione, mostrano un aumento della calvizie al vertice o totale dal 31 per cento tra i 40 e i 55 anni al 53 per cento tra i 65 e i 69 anni.

Il fabbisogno è nell’ordine di 5.000-6.000 graft e supera così, in molti casi, la riserva donatrice disponibile. Anche sfruttando al massimo la zona donatrice si tratta di un miglioramento visibile in zone selezionate, non di una copertura completa. Che cosa sia possibile lo decide la valutazione medica della densità donatrice e della qualità del capello.

Il passo successivo sensato è quindi definire le priorità. Attaccatura e zona frontale restituiscono al volto la sua cornice, un taglio corto si può prevedere sin dall’inizio e le alternative vanno discusse apertamente.

Norwood 7: soltanto la corona di capelli

Norwood 7 di profilo e dall'alto: parte superiore della testa calva, soltanto una corona di capelli stretta

Norwood 7 è lo stadio finale della scala. Resta soltanto una corona di capelli stretta sopra le orecchie e sulla nuca, e anche questa corona può diradarsi. La parte superiore della testa è completamente calva.

Nello studio di coorte giapponese su 5.372 uomini l’età mediana allo stadio VII era di 52 anni (intervallo di confidenza al 95 per cento da 46 a 61). In caso di decorso aggressivo questo stadio si raggiunge prima, e il dato descrive una coorte, non un decorso individuale.

Al fabbisogno di graft qui non corrisponde un numero, ma un’affermazione chiara: una ricostruzione su tutta la superficie con capelli propri di norma non è possibile, perché la stessa area donatrice è ridotta. Chi vuole comunque cambiare qualcosa ha, a seconda del quadro clinico, opzioni per singole aree selezionate.

Va detto con onestà che esistono anche vie non chirurgiche: un taglio molto corto o la rasatura come scelta consapevole, una tricopigmentazione (SMP) per infoltire otticamente la corona, oppure una protesi capillare. Se rimanga o meno un’opzione chirurgica lo può chiarire soltanto la visita medica.

La variante di tipo A della scala di Norwood: quando l’attaccatura arretra in modo uniforme

Norwood tipo A di profilo e dall'alto: attaccatura arretrata in modo uniforme, senza forma a M

Nelle varianti di tipo A della scala di Norwood (IIa, IIIa, IVa, Va) l’attaccatura arretra in modo uniforme, come un tutt’uno, senza la tipica forma a M a cuneo. La perdita avanza come un unico fronte da davanti verso dietro, invece di iniziare in due punti separati.

Un punto importante, spesso riportato in modo errato: la differenza non è che il vertice resti risparmiato. Nel tipo A non nasce un buco isolato e separato al vertice, come nel modello standard. Nei livelli di tipo A più avanzati il fronte in movimento raggiunge comunque la zona della corona e del vertice, solo che ci arriva da davanti e non come secondo focolaio indipendente.

Fonti secondarie concordanti indicano circa il 3-4 per cento dei casi per i decorsi di tipo A, mentre uno studio primario indipendente al riguardo non esiste. Chi ne è colpito non si ritrova nelle immagini standard e per questo si classifica spesso in modo errato. I segni distintivi sono l’assenza di angoli temporali a cuneo e una linea frontale arretrata in modo uniforme e collocata più in alto.

Per la pianificazione questo significa: la superficie calva è continua e si trova davanti, cioè proprio dove il risultato incide sul volto. Allo stesso tempo si estende spesso molto indietro, il che aumenta il fabbisogno. Gli ordini di grandezza sono analoghi a quelli degli stadi principali, con gli stessi limiti riguardo ad area donatrice, calibro del capello e valutazione medica del singolo caso. Il tipo A non è un modello peggiore, è un modello diverso.

La scala di Norwood in sintesi: tutti gli stadi in una tabella

La tabella seguente riassume tutti i sette stadi Norwood più la variante vertice: che cosa si vede, da quando lo stadio viene osservato spesso nelle coorti degli studi, quale ordine di grandezza di graft è in gioco e quale è il passo successivo sensato.

Tutti gli stadi Norwood da 1 a 7 e il tipo A in fila: caduta dei capelli progressiva dall'attaccatura giovanile alla corona di capelli
La scala di Norwood in sintesi: tutti i sette stadi più la variante vertice
Stadio Che cosa vede allo specchio e nella foto dall’alto Osservato spesso a partire da Ordine di grandezza del fabbisogno di graft Passo successivo sensato
Norwood 1 Attaccatura giovanile, vertice pieno gioventù, prima età adulta nessun fabbisogno creare foto di riferimento
Norwood 2 Leggera recessione su entrambe le tempie, parte superiore della testa piena spesso dalla metà dei vent’anni all’inizio dei trenta ordine di grandezza 1.000-1.500, se del caso documentare il decorso, farsi valutare, di solito nessun intervento
Norwood 3 Recessione a M profonda, a cuneo età adulta media ordine di grandezza 1.500-3.000 far valutare dal medico stadio, area donatrice e calibro del capello
Norwood 3 vertice Recessione a M più vertice che si dirada, la fascia di capelli in mezzo è ancora presente età adulta media più dello stadio 3, perché si trattano due zone separate definire la priorità delle zone
Norwood 4 Grande zona frontale calva, vertice calvo, fascia di capelli stretta in mezzo più frequente a partire dal quinto decennio di vita ordine di grandezza 3.000-4.000 pianificare per prime cornice e attaccatura
Norwood 5 Fascia di capelli decisamente più stretta e più rada età adulta avanzata ordine di grandezza 3.500-4.500, area donatrice limitata chiarire le aspettative prima della pianificazione
Norwood 6 Zona frontale e vertice sono collegati, resta la corona di capelli prevalentemente età avanzata ordine di grandezza 5.000-6.000, il fabbisogno supera spesso la riserva definire obiettivi parziali
Norwood 7 Soltanto una corona di capelli stretta, in parte diradata età avanzata, prima in caso di decorso aggressivo copertura estesa con capelli propri di norma non realizzabile discutere apertamente le alternative

Come va letta la tabella: è un orientamento, non una diagnosi. Le indicazioni sull’età descrivono osservazioni in coorti di studio, non il suo decorso. Tutte le indicazioni sui graft sono ordini di grandezza e si spostano con il calibro e la struttura del capello. L’area donatrice sulla nuca è limitata e non ricresce. Che cosa sia possibile nel suo caso lo stabilisce esclusivamente la visita medica.

Quanto velocemente si avanza sulla scala di Norwood?

Il tempo mediano da uno stadio Norwood al successivo è risultato di 4,5 anni in un’analisi su 5.372 uomini giapponesi della Tokyo Memorial Clinic. L’età mediana aumentava costantemente a ogni stadio, dai 26 anni dello stadio I ai 52 anni dello stadio VII.

Velocità e frequenza: che cosa dicono i dati di coorte sul decorso lungo la scala di Norwood
Osservazione Dato Fonte
Età mediana allo stadio I di Norwood-Hamilton 26 anni (intervallo di confidenza al 95 per cento da 25 a 27) studio di coorte su 5.372 uomini giapponesi, Tokyo Memorial Clinic
Età mediana allo stadio VII 52 anni (intervallo di confidenza al 95 per cento da 46 a 61) stesso studio di coorte, aumento dell’età mediana per stadio con p inferiore a 0,0001
Tempo mediano da uno stadio al successivo 4,5 anni stesso studio di coorte
Uomini caucasici colpiti per decennio di vita circa il 30 per cento tra i trentenni, il 40 per cento tra i quarantenni, il 50 per cento tra i cinquantenni revisione «Androgenetic alopecia: An update», IJDVL
Persone colpite nel corso di tutta la vita fino all’80 per cento degli uomini caucasici, dal 42 al 50 per cento delle donne linea guida europea S3, Kanti et al. 2018

Questi dati provengono da una singola clinica e da una sola etnia, e gli autori indicano come limiti il bias di clinica e la valutazione puramente visiva. Descrivono quindi una velocità osservata spesso, non una regola: un decorso aggressivo può raggiungere lo stesso stadio due decenni prima.

Che cosa comporta il mio stadio Norwood? Il trattamento stadio per stadio

Lo stadio Norwood non dice quale trattamento funzioni, ma dice con molta precisione quale aspettativa sia realistica. In generale: più precoce è lo stadio, più si può conservare. Più avanzato è lo stadio, più si tratta di ricostruire con materiale limitato.

Norwood 1 e 2: documentare il decorso, far accertare la causa dal medico, stabilizzare con i farmaci in caso di progressione dimostrata. Un trapianto qui è di norma prematuro, perché rischia l’effetto isola. Norwood 3 e 4: la stabilizzazione resta la base, un trapianto diventa sensato sul piano specialistico quando si vuole recuperare la superficie perduta.

Norwood 5 e 6: la pianificazione diventa una questione di priorità, prima cornice e attaccatura, il vertice con una densità più bassa o per niente. Norwood 7: i capelli propri di norma non bastano per una copertura su tutta la superficie, qui le alternative vanno discusse apertamente. La questione dei costi dipende dal numero di graft e quindi dal quadro clinico, un orientamento lo dà il riepilogo dei prezzi.

Principi attivi: che cosa ottengono finasteride e minoxidil in ciascuna zona

La finasteride e il minoxidil sono concepiti per il mantenimento e l’infoltimento, non per il recupero di superfici già calve. La linea guida europea S3 (Kanti et al. 2018, JEADV) elenca entrambi come terapie con un livello di evidenza elevato. La finasteride è soggetta a prescrizione medica, e per entrambi serve un colloquio informativo con il medico sugli effetti indesiderati.

Sulla differenza tra le zone vale la pena essere precisi. L’autorizzazione statunitense per il minoxidil topico al 5 per cento si basa su studi condotti sul vertice, e l’etichetta indica che un’efficacia sull’attaccatura frontale non è dimostrata (FDA label). Uno studio a 104 settimane di Kanti et al. (2016, JEADV) ha però riscontrato, con la schiuma di minoxidil, un aumento significativo dei capelli non vellus in entrambe le zone.

Per la sua pianificazione questo significa: al vertice la base di evidenze è storicamente più ampia, sull’attaccatura frontale è più sottile, ma non assente. Un generico «davanti non funziona» è sbagliato tanto quanto l’aspettativa di recuperare con i farmaci una zona frontale già calva.

Un trapianto di capelli ferma la progressione sulla scala di Norwood?

No. I capelli trapiantati provengono dalla zona donatrice resistente al DHT e di norma si mantengono, ma i capelli nativi circostanti continuano a seguire la loro predisposizione genetica. Un trapianto copre superficie, non modifica il processo ormonale nell’area residua e non riporta nessuno indietro sulla scala.

Per questo la stabilizzazione di accompagnamento fa parte della pianificazione e non è opzionale. E per questo un intervento su un modello instabile e attivamente in progressione è rischioso: l’effetto isola, così come i chirurghi lo descrivono nell’informativa ai pazienti, si produce esattamente quando l’area intorno continua a diradarsi e la zona trapiantata resta.

Il conto dell’area donatrice: non quanti graft Le servono, ma quanti ne ha

La zona donatrice sulla nuca è una risorsa finita. Non ricresce, un graft si può usare una sola volta e ogni seconda sessione attinge alla stessa riserva. Chi allo stadio 3 impianta generosamente graft sul vertice, allo stadio 5 non ne ha più per l’attaccatura.

Schema: la zona donatrice limitata sulla nuca rifornisce quattro zone riceventi numerate, dall'attaccatura al vertice
Zone riceventi e loro priorità: tutte e quattro le zone vengono rifornite dalla stessa riserva donatrice finita
Zona (numero come nella grafica) Di che cosa è responsabile a livello estetico Priorità nella pianificazione Esigenza di densità
1 Attaccatura Cornice del volto, determina l’impressione generale massima alta, davanti capelli singoli fini
2 Zona frontale Superficie subito dietro la linea alta da media ad alta
3 Zona intermedia Zona di transizione, esteticamente sostenuta dalla parte anteriore media media, spesso volutamente ridotta
4 Vertice area rotonda, esteticamente più tollerante, direzione di crescita impegnativa per ultima ridotta o volutamente omessa

Il vertice è il centimetro quadrato più costoso del cuoio capelluto: ha un andamento circolare, la direzione di crescita è impegnativa ed esteticamente assorbe molta densità. L’attaccatura, al contrario, è quella che rende di più per ogni graft, perché forma la cornice del volto. Altre informazioni sulla distribuzione si trovano nell’articolo sui numeri di graft possibili.

E la frase che inquadra tutta la scala: lo stadio Norwood descrive soltanto la superficie calva. Se e quanto bene la si possa coprire lo decidono le caratteristiche dei capelli restanti, cioè densità donatrice, calibro del capello, struttura del capello, il contrasto tra colore dei capelli e colore della pelle e la dimensione della testa. Un Norwood 4 con capelli spessi e ondulati è più semplice da pianificare di un Norwood 3 con capelli fini e lisci.

I tre errori più diffusi sulla scala di Norwood

Tre convinzioni sbagliate sulla scala di Norwood tornano continuamente nelle consulenze, e tutte e tre portano a decisioni sbagliate. Qui le mettiamo a confronto con i fatti documentati.

Errore 1: «Prima o poi si ferma da sé.»

L’alopecia androgenetica procede per fasi e plateau, e un plateau non significa la fine. Nello studio di coorte giapponese su 5.372 uomini l’età mediana continuava ad aumentare a ogni stadio, dai 26 anni dello stadio I ai 52 anni dello stadio VII. Se e dove un decorso si fermi non è prevedibile.

Errore 2: «Un trapianto di capelli annulla la caduta dei capelli.»

Un trapianto copre superficie con capelli propri resistenti al DHT, prelevati dalla zona donatrice. Il processo ormonale negli altri capelli continua, per questo nessun intervento riporta qualcuno indietro sulla scala di Norwood. Senza una stabilizzazione di accompagnamento il modello continua ad avanzare attorno all’area trapiantata.

Errore 3: «Anche le donne hanno uno stadio Norwood.»

La scala è stata sviluppata su modelli maschili e nelle donne non funziona. Una donna che prova a collocarsi in uno stadio Norwood sottovaluta la propria situazione e trascura altre cause trattabili. Le scale di riferimento sono quella di Ludwig e quella di Sinclair.

I limiti della scala di Norwood: che cosa non può fare

La scala di Norwood è lo standard, ma ha debolezze note. Rileva soltanto il modello, non la densità dei capelli, non il calibro del capello, non il grado di miniaturizzazione e non la caduta diffusa. E dipende da chi osserva.

La critica più severa arriva dai numeri: nello studio pubblicato sull’International Journal of Trichology (2009) la concordanza di 7 dermatologi e 16 medici in formazione su 43 foto raggiungeva soltanto un ICC da 0,63 a 0,68, e in un secondo giro con 8 valutatori e 56 foto anche la ripetibilità dopo 3 mesi è risultata scarsa, senza differenza tra specialisti e medici in formazione.

Seconda debolezza: le coorti del 1951 e del 1975 erano orientate prevalentemente a uomini occidentali. La revisione sull’Indian Journal of Dermatology, Venereology and Leprology mostra distribuzioni differenti per etnia, per esempio il tipo da II a III come classificazione più frequente negli studi indiani, il tipo IV in quelli cinesi e il tipo III in quelli coreani.

Come alternativa moderna si considera la classificazione BASP (Lee WS, Ro BI, Hong SP et al., Journal of the American Academy of Dermatology 2007). Descrive quattro tipi di base della forma dell’attaccatura (L, M, C, U) più due tipi specifici di diradamento (F per frontale, V per vertice), funziona per uomini e donne e rappresenta meglio i modelli di capelli asiatici.

Il messaggio non è buttare via la scala, ma usarla correttamente. Che cosa significhi uno stadio per Lei si capisce solo insieme a densità dei capelli, calibro del capello, grado di miniaturizzazione, densità donatrice e velocità del decorso.

Scala di Ludwig: la classificazione per le donne

La scala di Norwood è una scala maschile e nelle donne non funziona. L’alopecia androgenetica femminile non inizia quasi mai con la stempiatura, ma come diradamento diffuso nella zona della riga, con l’attaccatura frontale nella maggior parte dei casi conservata. Per questo esiste la scala di Ludwig con tre gradi (Ludwig E., British Journal of Dermatology 1977, osservazione clinica di 468 donne).

Scala di Ludwig per le donne: tre gradi con riga progressivamente più larga e attaccatura frontale conservata

Ludwig I indica un diradamento leggero ma percepibile nella zona anteriore della riga, con la riga minimamente allargata e l’attaccatura frontale conservata. Con Ludwig II il diradamento è chiaramente visibile, il cuoio capelluto inizia a intravedersi nella zona della riga e il volume diminuisce sensibilmente.

Ludwig III descrive una perdita di capelli marcata ed estesa sulla parte superiore della testa, dove anche in questo caso l’attaccatura frontale di norma resta conservata. È proprio questa frangia di capelli conservata la differenza netta rispetto al modello maschile. Secondo la linea guida europea S3 (Kanti et al. 2018), nel corso della vita dal 42 al 50 per cento delle donne è colpito da alopecia androgenetica.

Oltre a Ludwig, pratica clinica e studi usano la scala di Sinclair, un sistema fotografico a cinque livelli di Rodney Sinclair, che rappresenta la larghezza della riga centrale in modo più fine di tre gradi. Una versione modificata ha raggiunto, in una validazione pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, una concordanza tra valutatori da buona a eccellente (ICC 0,87), quindi decisamente superiore a quella della scala di Norwood.

In aggiunta, E. A. Olsen ha descritto il «modello ad albero di Natale»: una zona di diradamento triangolare che si restringe verso la fronte, con la riga centrale allargata. Secondo una revisione sulla caduta dei capelli femminile, questa accentuazione frontale è la forma di decorso femminile più frequente, seguita dal diradamento centrale simile al modello maschile.

Norwood, Ludwig, Sinclair e BASP: quale scala vale per chi
Scala Per chi Livelli Che cosa rappresenta bene Che cosa non rappresenta
Norwood-Hamilton Uomini con caduta dei capelli a modello 7 stadi più le varianti di tipo A Recessione dell’attaccatura e perdita al vertice Densità, calibro del capello, miniaturizzazione, forme diffuse
Ludwig Donne con caduta dei capelli a modello 3 gradi Diradamento della riga con attaccatura frontale conservata Livelli intermedi fini, accentuazione frontale
Sinclair Donne 5 livelli La larghezza della riga centrale con una gradazione più fine La causa della caduta dei capelli
BASP Uomini e donne Tipo di base (L, M, C, U) più specificazione (F, V) Combinazione di forma dell’attaccatura e diradamento, anche modelli asiatici minore diffusione nella pratica quotidiana

Una donna che prova a collocarsi in uno stadio Norwood sottovaluta regolarmente la propria situazione e trascura altre cause. Un diradamento diffuso può essere androgenetico, ma può anche derivare da carenza di ferro, da una disfunzione della tiroide, da carenze nutrizionali, da cambiamenti ormonali o da un defluvio telogenico. Queste forme richiedono un chiarimento medico della causa.

In una donna, un’attaccatura frontale che arretra è di per sé un motivo per un approfondimento dermatologico, anche per la possibilità di alopecie cicatriziali. L’articolo sulla caduta dei capelli nelle donne offre una panoramica delle forme di decorso femminili.

Far determinare il proprio stadio Norwood da un medico

Un’autovalutazione sulla scala di Norwood basta per un primo quadro. Per una decisione servono quattro cose che nessun confronto di immagini fornisce: la certezza che si tratti davvero di alopecia androgenetica, il grado di miniaturizzazione, la densità donatrice realmente presente sulla nuca e le caratteristiche del capello stesso.

È esattamente ciò che fa un’analisi capillare medica. Determina lo stadio, distingue la caduta a modello da quella diffusa, valuta area donatrice e calibro del capello e ne ricava un quadro realistico. Presso Elithair la valutazione della zona donatrice e la suddivisione delle zone riceventi vengono prima di qualsiasi numero di graft.

Sulla procedura, solo l’essenziale: il prelievo avviene come FUE dalla zona donatrice resistente al DHT, l’impianto come DHI e quindi incluso nello standard. La FUE è la tecnica di prelievo, la DHI quella di impianto, non sono alternative l’una all’altra. Se la visita mostra che un intervento adesso non è sensato, anche questo è un risultato utile.

Inquadramento clinico dalla consulenza Elithair

In consulenza lo stadio Norwood è l’inizio del colloquio, non il risultato. Descrive la superficie calva. Se e con quale densità questa superficie si possa coprire lo decidono densità donatrice, calibro e struttura del capello. Sono questi valori a fissare il limite superiore, non il desiderio di un determinato numero di graft.

Per questo da noi la valutazione della zona donatrice e la suddivisione delle zone riceventi vengono prima di qualsiasi numero. Se la visita mostra che un intervento in questo momento non è sensato, lo diciamo chiaramente.

Quando la scala di Norwood non è adatta: segnali d’allarme e distinzioni

La scala di Norwood descrive esclusivamente la caduta dei capelli a modello di origine androgenetica. Se i capelli cadono in modo uniforme su tutta la testa, a chiazze rotonde, all’improvviso o insieme a disturbi della pelle, allora la scala è lo strumento sbagliato e serve un approfondimento dermatologico.

Le distinzioni in breve: un’attaccatura matura è stabile e normale. Un defluvio telogenico si manifesta in modo diffuso, spesso dopo una malattia, una carenza, uno stress o un nuovo farmaco, e segue la logica del ciclo del capello. L’alopecia areata mostra chiazze rotonde, un’alopecia da trazione nasce dalla trazione di acconciature troppo tirate, e le forme cicatriziali si accompagnano a rossore, desquamazione, pelle lucida e perdita degli osti follicolari.

Segnali d’allarme: qui la caduta dei capelli va valutata da un dermatologo

  • perdita di capelli molto rapida nell’arco di poche settimane
  • chiazze calve rotonde e ben delimitate
  • prurito, bruciore, rossore, desquamazione o cuoio capelluto lucido e cicatriziale
  • una donna con attaccatura frontale che arretra
  • caduta dei capelli insieme a stanchezza, variazioni di peso o disturbi del ciclo
  • caduta dei capelli iniziata dopo un nuovo farmaco

Nessuna scala illustrata può chiarire quale sia la causa nel singolo caso. L’articolo sulle cause della caduta dei capelli offre una panoramica dei possibili fattori scatenanti, mentre i passi pratici successivi si trovano nell’articolo su che fare in caso di caduta dei capelli.

Domande frequenti sulla scala di Norwood

Che cos’è la scala di Norwood in una frase?

La scala di Norwood è la classificazione medica standard dell’alopecia androgenetica maschile e descrive in sette stadi quanto l’attaccatura è arretrata e quanto il vertice si è diradato. Descrive un modello, non spiega una causa.

Quanti stadi ha la scala di Norwood?

Sette stadi principali, più la variante autonoma 3 vertice e le varianti di tipo A da IIa a Va. Lo stadio 1 è l’attaccatura giovanile, lo stadio 7 soltanto una corona di capelli stretta sopra le orecchie e sulla nuca.

Norwood o Norwood-Hamilton, qual è la differenza?

È la stessa classificazione. James B. Hamilton descrisse il modello per la prima volta in modo sistematico nel 1951, O’Tar Norwood lo rielaborò nel 1975 dopo l’esame di 1.000 uomini e aggiunse lo stadio del vertice e le varianti di tipo A. In inglese si chiama Norwood scale oppure Hamilton-Norwood scale.

Quale stadio Norwood ho?

Valuti due zone separatamente e poi le combini: l’arretramento dell’attaccatura frontale e le condizioni del vertice. Per farlo servono tre foto con la stessa luce, frontale, dall’alto e di profilo. La matrice delle zone in questo articolo Le indica lo stadio corretto.

Norwood 2 è già caduta dei capelli o soltanto un’attaccatura matura?

Su una foto singola le due cose sembrano identiche. Un’attaccatura matura arretra una sola volta in gioventù di circa 1-1,5 centimetri e poi resta stabile. Norwood 2 come caduta attiva progredisce e mostra sul bordo capelli più sottili, più corti e più chiari. Solo un confronto nel tempo le distingue.

Norwood 2 a 20 anni è normale?

Succede e in sé non è un’emergenza. Nello studio di coorte giapponese su 5.372 uomini l’età mediana allo stadio I era di 26 anni, quindi un inizio precoce è sotto la media. È sensato documentare adesso il decorso e farsi valutare da un dermatologo.

Qual è la differenza tra Norwood 3 e Norwood 3 vertice?

Con Norwood 3 la perdita riguarda l’attaccatura frontale, con angoli temporali profondi e a cuneo. Con Norwood 3 vertice si dirada anche il vertice, mentre tra le due zone rimane ancora una striscia di capelli. Sono due fronti da trattare, non uno, e questo cambia sensibilmente il calcolo della superficie.

Quanti graft servono con Norwood 3 o Norwood 4?

Come ordine di grandezza: con Norwood 3 circa 1.500-3.000 graft per la zona anteriore, con Norwood 4 circa 3.000-4.000 graft per entrambe le zone. Non sono promesse. L’area donatrice è limitata, il calibro del capello sposta sensibilmente il fabbisogno, e vincolante è soltanto la visita medica.

Perché a parità di stadio una persona ha bisogno di più graft di un’altra?

Perché lo stadio descrive soltanto la superficie calva. Capelli spessi e ondulati coprono, per ogni graft, esteticamente molto più di capelli fini e lisci, e anche densità donatrice, dimensione della testa e contrasto tra colore dei capelli e della pelle cambiano il conto. Un Norwood 4 con capelli spessi può essere più semplice da pianificare di un Norwood 3 con capelli fini.

Da quale stadio Norwood un trapianto di capelli è sensato?

Diventa un’opzione da valutare sul piano specialistico di solito a partire da Norwood 3, quando la perdita di sostanza è stabile e l’area donatrice è abbondante. Agli stadi 1 e 2 un intervento è di norma prematuro. Dallo stadio 5 la pianificazione diventa una questione di priorità, allo stadio 7 una ricostruzione su tutta la superficie con capelli propri di norma non è realizzabile.

Un trapianto di capelli ferma la progressione sulla scala di Norwood?

No. I capelli trapiantati provengono dalla zona donatrice resistente al DHT e di norma si mantengono, ma i capelli nativi circostanti continuano a seguire la loro predisposizione genetica. Un trapianto copre superficie, non modifica il processo ormonale. Per questo la stabilizzazione di accompagnamento fa parte della pianificazione.

Che cos’è l’effetto isola?

Così i chirurghi descrivono, nell’informativa ai pazienti, il risultato di un trapianto in un contesto attivamente in progressione: i capelli trapiantati restano, i capelli nativi intorno continuano a diradarsi e si forma una piccola isola di capelli isolata con un bordo calvo. È un’osservazione della pratica, non una sindrome classificata negli studi.

Si può tornare da Norwood 3 a Norwood 2?

Senza trattamento no. La letteratura specialistica descrive l’alopecia androgenetica come un processo progressivo che non regredisce spontaneamente. Dopo un trapianto una zona può sembrare di nuovo più densa, ma questa è copertura con capelli trapiantati e non una regressione biologica.

Quanto velocemente si passa da uno stadio al successivo?

Nello studio di coorte giapponese su 5.372 uomini (Tokyo Memorial Clinic) il tempo mediano da uno stadio al successivo era di 4,5 anni. I dati provengono da una singola clinica e da una sola etnia, e un decorso aggressivo può essere decisamente più rapido.

Il minoxidil funziona meglio sul vertice che sull’attaccatura?

Guardando la cosa nel dettaglio: l’autorizzazione statunitense per il minoxidil topico al 5 per cento si basa su studi condotti sul vertice, e l’etichetta indica che l’efficacia sull’attaccatura frontale non è dimostrata. Studi più recenti come Kanti et al. 2016 mostrano però, su 104 settimane, un aumento dei capelli non vellus anche in sede frontotemporale. L’evidenza davanti è più sottile, non assente.

Che cos’è Norwood tipo A?

Nelle varianti di tipo A da IIa a Va l’attaccatura arretra in modo uniforme, come un tutt’uno, senza la tipica forma a M a cuneo. Non nasce un buco isolato al vertice, ma nei livelli più avanzati il fronte raggiunge la zona della corona come parte dello stesso fronte. Fonti secondarie concordanti indicano circa il 3-4 per cento dei casi.

La scala di Norwood vale anche per le donne?

No. L’alopecia androgenetica femminile non inizia quasi mai con la stempiatura, ma come diradamento diffuso nella zona della riga, con l’attaccatura frontale nella maggior parte dei casi conservata. Per questo esiste la scala di Ludwig con tre gradi (Ludwig, British Journal of Dermatology 1977, 468 donne).

Qual è la differenza tra scala di Ludwig e scala di Sinclair?

La scala di Ludwig distingue tre gradi di diradamento della riga. La scala di Sinclair lavora con cinque livelli fotografici e rappresenta in modo più fine i cambiamenti precoci della larghezza della riga. Una versione modificata di Sinclair ha raggiunto, in una validazione pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, una concordanza tra valutatori da buona a eccellente (ICC 0,87).

La scala di Norwood è una diagnosi?

No. È una descrizione del modello visibile e uno strumento di comunicazione tra medico, paziente e ricerca. Non dice nulla su causa, velocità, densità dei capelli, calibro del capello o grado di miniaturizzazione. La diagnosi la formula una visita medica.

Fonti

  • Norwood OT (1975): Male pattern baldness: classification and incidence. Southern Medical Journal 68(11):1359-1365 (classificazione dopo l’esame di 1.000 uomini).
  • Hamilton JB (1951): Patterned loss of hair in man: types and incidence. Annals of the New York Academy of Sciences 53:708-728, PMID 14819896. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Reliability of Hamilton-Norwood Classification (2009): International Journal of Trichology (concordanza tra valutatori ICC da 0,63 a 0,68). pmc.ncbi.nlm.nih.gov
  • Age-related progression of androgenetic alopecia: Statistical analysis of 5372 Japanese men (Tokyo Memorial Clinic). pmc.ncbi.nlm.nih.gov
  • Kanti V, Messenger A, Dobos G, et al. (2018): Evidence-based (S3) guideline for the treatment of androgenetic alopecia in women and in men. JEADV 32(1):11-22, PMID 29178529. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Kanti V, et al. (2016): Effect of minoxidil topical foam on frontotemporal and vertex androgenetic alopecia in men, 104-week open-label trial. JEADV, DOI 10.1111/jdv.13324. onlinelibrary.wiley.com
  • British Association of Dermatologists: Patient Information Leaflet «Hair loss male pattern (androgenetic alopecia)». bad.org.uk
  • Ludwig E (1977): Classification of the types of androgenetic alopecia (common baldness) occurring in the female sex. British Journal of Dermatology 97(3):247-254 (osservazione clinica di 468 donne).
  • Lee WS, Ro BI, Hong SP, et al. (2007): A new classification of pattern hair loss that is universal for men and women: basic and specific (BASP) classification. Journal of the American Academy of Dermatology 57:37-46. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Scala di Sinclair modificata, validazione (concordanza tra valutatori ICC 0,87): Journal of the American Academy of Dermatology, PubMed 34111498. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Androgenetic alopecia: An update (revisione su prevalenza e differenze etniche). Indian Journal of Dermatology, Venereology and Leprology. ijdvl.com
  • Female Pattern Hair Loss (revisione, modello di Olsen e forme di decorso femminili). pmc.ncbi.nlm.nih.gov
  • FDA Drug Label, minoxidil soluzione topica al 5 per cento (indicazione vertice). accessdata.fda.gov

Aggiornato al 2026. Questo articolo ha finalità di informazione generale e non sostituisce una consulenza, una diagnosi o un trattamento medici. Quale stadio sia presente nel suo caso e che cosa ne consegua lo chiarisce una visita medica individuale.

Dr. Imad Moustafa

Dr. Imad Moustafa

Specialista in trapianto di capelli

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